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La potenza della preghiera – #Anziano Maicon Rosseto

La potenza della preghiera – #Anziano Maicon Rosseto

Questa mattina voglio parlare di qualcosa che mi sta molto a cuore: la preghiera. Qualche tempo fa, in preghiera, ho chiesto al Signore di farmi conoscere quale fosse l’andamento della mia vita spirituale e subito una voce nello spirito mi ha detto che il mio livello dipende da quanto sto alla Sua presenza. 

Nessuno di noi può vivere una vita priva di preghiera perché il nostro rapporto con Dio ha bisogno di preghiera e oggi voglio ricordare a me stesso e a tutti novi che la potenza di Dio viene rilasciata nella nostra vita solo quando preghiamo. Quando non preghiamo, l’inquinamento del nostro cuore torna, ma quando preghiamo c’è potenza nella nostra vita. La Parola ci parla di ricevere potenza e dell’essere testimoni di Cristo. Paolo ci parla di una predicazione fatta di Spirito e potenza e dobbiamo andare verso questa direzione vivendo tutti i giorni il tempo di preghiera che è la nostra benzina.

Geremia 33.3 ci esorta ad invocare Dio: come possiamo invocare Dio se non in preghiera. Questo vuol dire che ci vuole del tempo per pregare e il passo ci attesta che ad ogni invocazione corrisponde una risposta di Dio, pronto ad annunciarci “cose grandi”. 

Personalmente, il mio desiderio più grande è quello di ascoltare la voce di Dio per ascoltare questo annuncio di cose grandi. Perché quando ascolti il Signore, ricevi guida e direzione da Lui. 

Ascoltate, se non preghiamo, tutto diventa religione e aridità.

Quali sono i benefici che ci porta la preghiera? Li conosciamo? 

Abbiamo detto che quando preghiamo c’è potenza, ma senza preghiera c’è spesso una stanchezza dell’anima, unita a confusione, perché il peccato e i pensieri cominciano a rovinare le cose. La preghiera è protezione per la nostra anima, perché siamo destinati a vincere,  a dobbiamo decidere di farlo oppure no. Decidere di andare alla presenza di Dio per pregare: dimostrando di essere, come dice Gesù, una vite attaccata al tralcio che porta molto frutto.

Oggi viviamo tutto in maniera molto veloce, ma dobbiamo ritornare alla intimità che Gesù ci ha insegnato. Se leggiamo la Sua vita, dobbiamo trarne esempio perché passava, da vero uomo, tutta la giornata ad insegnare e pregare. Insegnava alle folle, approfondiva con i discepoli ma ad un certo punto si appartava anche da loro e passava – tutto solo – la notte a pregare. In Matteo 6.6 leggiamo parole che Lui stesso ci ha lasciato e vediamo che non si parla in termini di ipotesi: non dice “se” preghi, ma “quando” preghi… Cosa dice Gesù per prima a cosa? Dice di chiudere la porta, cioè chiudere fuori tutte le distrazioni che ci sono e quelle che potrebbero arrivare. Prega nel segreto e verrai pubblicamente ricompensato: vuol dire che quando hai pregato nel segreto, le persone vedranno che sei stato con Dio, vedranno che hai ricevuto da Lui! 

La preghiera è un fatto spirituale, la carne non vuole pregare e c’è spesso un combattimento per entrare nella cameretta. 

Gesù, quando andava sul monte, cercava il silenzio, quel silenzio in cui sentiamo il “dolce sussurro” della voce di Dio. Se devi ascoltare un dolce sussurro, devi stare in pace e tranquillo. 

Voglio leggere Ebrei 11:6 che ci ricorda che senza fede è impossibile piacere a Dio. Ne abbiamo già parlato, ma oggi voglio farvi notare che la preghiera è un atto di fede, perché chi si accosta a Dio deve credere che Egli È e che è il remuneratore di coloro che Lo cercano. La nostra preghiera è un cordone ombelicale connesso al Cielo. 

Personalmente, ho preso una abitudine mattutina di preghiera. Per me, per le mie abitudini, quello è il momento e posso dirvi che quell’ora prima della sveglia, quel sacrificio di riposo, è il momento in cui Dio si rivela e non c’è fatica. La carne vorrebbe dormire, ovviamente, ma anche quando sono stanco, sento la voce di Dio che si è svegliato prima di me e mi sta aspettando! 

Non possiamo non ascoltare la voce di Dio che, come dice la Scrittura, risveglia l’orecchio al mattino. Molti personaggi biblici si svegliavano presto ed in effetti il tempo della mattina è come la primizia della giornata. Quando dai la primizia di ogni giorno a Dio, sei collegato a Lui per tutta la giornata e questo ti dà una carica incredibile. 

Nascondersi in Dio, ripararsi sotto le Sue ali è preghiera, nascondersi da Dio è il frutto del peccato. 

In I Samuele 12 si parla della mancanza di preghiera come di un peccato ed in effetti quando non preghiamo non stiamo cadendo in una debolezza, stiamo proprio mancando il bersaglio! 

Quando il peccato entra, la preghiera muore, ma è il peccato che viene distrutto quando preghiamo. 

In PPP 26:5 ci parla di Zaccaria che aveva cercato Dio e per questo aveva prosperato. Cercare Dio prima di ogni cosa è prioritario! 

In I Corinzi 9:27 Paolo ci parla di una disciplina, di una scelta di preghiera che è la sola in grado di farci vedere Dio all’opera! 

Isaia 40:31 ci conferma che chi spera nell’Eterno acquistano nuove forze. Innalzarsi in volo come aquile significa ricevere discernimento. Quando stai alla presenza di Dio corri e non ti stanchi, cioè acceleri per recuperare quello che era perduto e cammini senza affaticarti.

La Bibbia ci dice che c’è gioia a sazietà alla presenza del Signore, ma tutti noi abbiamo sperimentato anche una preghiera priva di quella gioia, una preghiera un po’ stanca e una volta ho chiesto al Signore di darmi rivelazione su questo fatto. Gli ho chiesto di capire meglio questa affermazione che la Bibbia fa. Poco dopo ho fatto un sogno. Ho sognato una festa a cui ero stato invitato e in  l’aveva organizzata aveva preparato doni per tutti gli invitati. Ecco, io so che alla presenza di Dio è come a quella festa: ci sono doni alla Sua presenza! 

La scorsa settimana, avevo mancato la mia ora di preghiera mattutina, per via di un mal di schiena che mi ero procurato giocando a calcetto. La giornata era stata mancante di qualcosa e la notte seguente quasi non vendevo l’ora che fosse l’ora di alzarmi per pregare. Ecco, quando mi sono alzato, mi sono inginocchiato e ancora avevo il mal di schiena, ma appena ho cominciato a pregare ho sentito come una specie di elettricità che passava per la mia gamba e il mal di schiena non c’era più. Alla presenza di Dio c’è gioia a sazietà! Alla Sua presenza di sono benefici! 

Molto spesso cerchiamo Dio per ottenere qualcosa e non è sbagliato (Gesù ha detto di chiedere…) ma dobbiamo sapere che già per il semplice fatto di essere alla presenza di Dio, Lui si prende cura di noi. Noi alcune volte ricorriamo alla preghiera come all’ultima spiaggia, ma dovrebbe essere la prima!

Mi avvio a concludere leggendo proprio dei benefici della preghiera. Ne ho scritti dieci, ma potrebbero essere molti di più perché tutto quello che fai con Dio porta beneficio.

  1. la preghiera rivela te stesso: quando preghiamo dipendiamo da Lui e quando dipendiamo da Lui, vediamo cose meravigliose. Insegniamo ai nostri figli a dipendere da Dio! (Isaia 6:5)
  2. La preghiera lava il cuore dal peccato (Salmo 19:12-13)
  3. La preghiera ti sostiene e ti fa progredire con Dio (Salmo 17:5).
  4. La preghiera ti fa controllare la lingua (Salmo 141:3). Spesso ci lamentiamo e diciamo cose non in accordo alla Parola, ma la preghiera ci accorda alla Parola. Quando preghi, allinei la tua anima con Dio e a pensare e parlare come Lui parla. 
  5. La preghiera apre i tuoi occhi e la tua mente per comprendere e ricevere rivelazione della Parola (Salmo 119:18)
  6. La preghiera dà saggezza (Giacomo 1:5). Quando preghi prendi le decisioni giuste.
  7. La preghiera porta la potenza, l’autorità e la gloria dello Spirito Santo (Atti 2:4).
  8. La preghiera ci dà la vittoria su satana (Matteo 17:21).
  9. La preghiera porta prosperità (Giobbe 36:11)
  10. La preghiera ci dà la potenza per ubbidire (Atti 5:32).  

Concludo con Apocalisse 2, dal verso 2.

«Io conosco le tue opere, la tua fatica, la tua costanza; so che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano *apostoli ma non lo sono e che li hai trovati bugiardi. So che hai costanza, hai sopportato molte cose per amor del mio nome e non ti sei stancato. Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi.»

La traduzione di “amore”, usato la prima volta, è letteralmente “interesse”, mentre quando il passo parla di primo amore, lì la parola greca è proprio “amore”: ecco, alcune volte facciamo le cose per interesse e senza amore, ma il nostro stare con Dio non deve essere così, deve essere mosso da “interesse per il Suo nome”, ma dal primo “amore” per Lui. 

Dobbiamo tornare a questo tipo di intimità con Dio: una intimità basata sul primo amore è dobbiamo farlo tutti, dando ciascuno il proprio contributo, anzitutto in termini di tempo trascorso alla presenza di Dio. Prima viene questo e poi tutto il resto! Ognuno di noi è responsabile davanti a Dio, ognuno di noi è una pietra vivente! 

In Apocalisse 4:5 leggiamo dei sette spiriti di Dio ed in Isaia 11, dal verso 2, troviamo quali siano questi sette spiriti Dio.

Dobbiamo vivere il primo amore con Dio, tornare al primo amore per vedere potenza nella nostra vita, per vedere all’opera i sette spiriti di Dio! Ritorniamo al primo amore!

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