La giustizia di Dio è la chiave – #Anziano Daniele Cascio

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DOMENICA 23 GIUGNO 2019 CI SARANNO I BATTESIMI E NON CI SARÀ AGAPE.

DOMENICA 30 GIUGNO 2019 CI SARÀ LA GIORNATA DI CONCLUSIONE DI ANNO SCOLASTICO PER PDGKids.

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Questa mattina parlerò di un argomento molto “pesante” e per farlo prendiamo subito Romani 14:17-18 che ci parla del Regno di Dio e ci dice che esso è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.

“Costituito” vuol dire che esso è creato con questi tre “ingredienti”… Ora, l’uomo, quando si è separato da Dio, ha perso il Regno: ne è uscito fuori, riducendosi a vivere senza queste tre cose. Ecco che ha cominciato a cercare queste tre cose da qualche altra parte. La prima cosa che l’uomo cerca è proprio la giustizia e vediamo che Caino tenta di farsi giustizia da sé contro Abele. Il percorso è quello della ricerca di una qualche “autosufficienza”, ma in Genesi 1:26-31 leggiamo che al principio l’uomo, maschio e femmina, aveva avuto tutto nelle mani. Tutto era stato preparato da Dio, tutto “imbandito” direttamente da Lui…tutto “all inclusive”! 

Certo libero di scegliere, però, l’uomo ha scelto per il peggio, rinunciando a tutto ciò. 

Per natura, l’uomo ha bisogno di dipendere da qualcuno o da qualcosa. Noi cerchiamo costantemente qualcosa che diventi per noi fondamentale. Ne abbiamo bisogno. Alcuni mettono al centro il lavoro, altri la famiglia, cose a cui ci aggrappiamo e che ci danno una identità. 

Ecco, l’uomo ha bisogno di tornare al Regno per tornare ad essere dipendenti da Dio e smettere di cercare di procurarci da noi stessi il bene.

Spesso, quando andiamo in chiesa, lo facciamo per prendere qualcosa che ci manca in quel momento. Andiamo a Dio perché abbiamo bisogno di qualcosa e non è sbagliato, ma c’è di più. 

L’uomo ha bisogno di essere dipendente da Dio. Ma cosa vuol dire essere dipendenti? Nel linguaggio comune, spesso essa è associata a esiti negativi come quelle legate all’uso di sostanze o a comportamenti compulsivi, dipendenze sessuali, dipendenze da cibo… 

Vediamo alcuni esempi di cose che dipendono da Dio secondo la Scrittura. In Proverbi 16:33 leggiamo che ogni decisione dipende dall’Eterno, fin da quando siamo nel grembo.

Romani 9:15-16 ci parla della misericordia di Dio e in I Samuele 17:47 leggiamo di Davide che certamente dipendeva da Dio. 

Ma come si fa a dipendere da Dio? Dobbiamo cercare e il Suo Regno!

Matteo 6:33 ci riporta le parole di Gesù che ci esorta, con parole che conosciamo benissimo, a cercare prima il Suo Regno e la Sua giustizia. Il passo pone enfasi oltre che sul Regno, anche sulla “giustizia” e perché? Perché se per la pace e la gioia, ovviamente, nessuno di noi ha difficoltà a cercarle, per la giustizia… È difficile cercare la giustizia di Dio, perché essa mette a nudo i tuoi difetti…

Il punto è molto semplice: l’autosufficienza porta alla morte, mentre la dipendenza da Dio porta alla vita eterna…

A proposito di “portare”, voglio che visualizziate tre porte. 

Sopra la prima c’è scritto giustizia. Noi la consideriamo forse secondaria, ma la Parola di Dio ne parla in termini enfatici, dà molta importanza alla giustizia.

Immaginate anche altre sue porte: sopra una c’è scritto pace e sopra l’altra gioia.

Ci sono alcune persone che si dirigono verso la porta della pace, altri verso quella della gioia, alcuni pace, altri gioia… Ciascuno di noi arriva in chiesa e arriva con il proprio stato d’animo e si “dirige” verso la porta della pace o della giustizia… E la porta della giustizia?

Ecco, se ci facciamo guidare dal Signore, è Lui stesso che ci porta a passare dalla porta della “giustizia”, perché sa bene che essa ci dà qualcosa che sul momento magari non comprendiamo. 

Il fatto è che quando cerchiamo pace o gioia, spesso le cerchiamo e troviamo in posti anche diversi dalla presenza di Dio.  Anche quando le cerchiamo alla presenza di Dio, essa ci “ricarica”, ma è una carica che in qualche modo si esaurisce, perché manca qualcosa. Manca la rivelazione che il Regno di Dio non è solo la gioia e la pace che vi possiamo sperimentare quando siamo in chiesa, quando andiamo ad un ritiro, quando frequentiamo un incontro di preghiera, ma è anche giustizia. Tutti i momenti in cui andiamo in chiesa o ai ritiri sono come momenti di “ricarica”, come quelli che servono ai nostri telefoni.

In un regno, ci sono quelli che abitano dentro le mura e quelli che abitano fuori e ogni tanto vi entrano. Ecco, molti di noi, sono cittadini del Regno, ma non vi abitano: non abitiamo dentro le mura e questo ci fa mancare la protezione delle mura. Quando vivi all’esterno, ogni tanto vai dentro le mura, ti ricarichi e poi mano a mano ti vai scaricando… Non è sbagliato ricaricarsi, ma lo è vivere fuori dalle mura. 

Giustizia: la cerchiamo sempre e soltanto quando essa deve essere applicata agli altri. Ma quando cerchi la giustizia di Dio nella tua vita ti stai affidando al Suo giudizio sulle tua vita. Quando compriamo un telefono nuovo, non chiediamo a Dio quale sia il meglio per noi, ma compriamo quello che pensiamo sia il meglio, ma lo pensiamo noi. Non chiediamo a Dio consulenza per ogni cosa e magari, per alcune piccole cose, va anche  bene. I nostri genitori insegnano ci hanno insegnato alcune cose, hanno fatto per noi delle scelte fino a quando abbiamo cominciato a prendere delle scelte in modo autonomo… In realtà, il consiglio dei genitori ci servirebbe ancora per un po’ e la mia esperienza sulla scelta della scuola o sull’acquisto delle macchine me lo testimonia… Insomma, quando dobbiamo fare delle scelte, coinvolgiamo persone di cui ci fidiamo e quanto più possiamo fidarci di Dio?! Tutti noi abbiamo bisogno di consiglio e Dio ci vuole portare verso il meglio per noi. 

Cosa c’entra questo con la giustizia di Dio? Essa è la chiave per arrivare alla pace e alla gioia di Dio. Se vuoi la pace, non cercare persone che ti danno sensazioni positive, se vuoi gioia, non cercare lo sballo… La giustizia di Dio è la chiave per arrivare a tutto!

In Romani 14:17-18 è questo che possiamo leggere: chi serve in queste cose è gradito ed approvato da Dio. Devi non solo cercare queste cose alla presenza di Dio, ma devi anche “servire” in queste cose, portando giustizia (non giudizio), pace e gioia. Vivere nel Regno significa servire Cristo in queste aree diventando “canali di giustizia, di pace e di gioia”.

Perdona, ama, non odiare: permetti a Dio di renderti “giusto” attraverso la Sua giustizia!

Se io non vivo costantemente nel Regno non riesco ad afferrare le benedizioni che sono nel Regno.

Ma come si fa a livello pratico a servire Dio in quelle tre aree? 

La prima cosa è perdonare. Se avessimo perdonato la ferita ricevuta, oggi non dovremmo neppure ricordarcela. Perdonare vuol dire fare come Dio fa con noi: Lui prende il peccato e lo cancella. Se ancora hai cose che ricordi, non le hai perdonate. 

La seconda cosa è amare, non odiare. Se una persona non la ami, vuol dire che la odi, perché non ci sono vie di mezzo. 

Se vieni alla Sua presenza e cerchi la Sua giustizia (la porta più grande delle tre), scoprirai  che essa racchiude sia la pace che la gioia: per questo Matteo mette enfasi su questo! 

Io e te abbiamo ricevuto ferite, ma se cerchi la giustizia di Dio saprai perdonare e saprai applicare amore. 

Voglio avviarmi a conclusione, leggendo alcuni versetti in sequenza: Salmo 103:10-12; Michea 7:18-19, Matteo 6:14-15; Marco 11:5; Luca 6:37; Luca 7:47-48; I Giovanni 1:9 e 2:1-2 (NKJ). La Bibbia è piena di riferimenti al perdono e all’amore, perché sono queste cose che ci rendono giusti davanti a Dio e se vivi il Regno non puoi pensare male di qualcuno, non puoi serbare rancore verso qualcuno. Poni fede in questo: se ti limiti ad amare e perdonare, Dio stesso ti darà il resto!

Se non impariamo a fare questo, vivremo una vita da cristiani domenicali, potremo anche servire nel Corpo di Cristo, ma senza servire il Regno… Questo, però, alla lunga, farà la differenza. 

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