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I vari tipi i di preghiera II #Apostolo Beniamino Cascio

I vari tipi i di preghiera II #Apostolo Beniamino Cascio

In quali tempi siamo? Siamo nei tempi della fine. Il ritorno di Gesù è imminente. É il nostro desiderio. É il nostro grido di giubilo. Il mondo non ha questo grido di giubilo perché non riconosce il momento. Il “giorno del Signore” viene anche chiamato il “giorno del Giudizio”. Noè stava predicando affinchè le persone intorno a lui si ravvedessero. La gente però non riceveva il messaggio. Quando è arrivati il diluvio, le persone sono morte. Il nostro tempo è diverso da quello di Noè, siamo nel tempo della grazia. Dobbiamo però preparare il ritorno di Gesù. Noi dobbiamo predicare il Vangelo a tutti gli uomini. Non importa se ci prendono per pazzi. Vuoi salvare la tua famiglia? Credi nella pazzia della Croce. Salva attraverso Gesù. Quando parliamo di salvezza raccontiamo di Gesù come essere di mansuetudine, privo di vendetta e maledizione. Quando c’è ignoranza tu reagisci, quando c’è conoscenza tu pronunci parole di fede. Noi siamo chiamati a benedire.

Leggiamo I Pietro 4:7

La fine di tutte le cose è vicina; siate dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera.

Dobbiamo annunciare con insistenza che la fine è vicina.

Perché dedicarsi alla preghiera? La preghiera ci permette di allinearci con la Parola di Dio. Dalle parole sei rassicurato. Stare faccia a faccia con Dio significa “andare nello spirito”. Non conformarti al mondo, adesso c’è questa nuova tendenza. Quelli che fanno la differenza sono quelli che si accordano con Dio. La Parola di Dio è eterna, non è statica, la Parola di Dio è novità.

Penso a Iseo. Lui moltiplicò il cibo. Il profeta allora dichiarò un rhema, una Parola rivelata. Iseo pronuncia parole da una decisione che lui fai. La sua condizione è caratterizzata da un rapporto di comunione che Lui ha con Dio. Il profeta e la Chiesa vivono nella rivelazione. Questi sono continuamente in comunione con Dio.

Quando arrivavano all’improvviso delle situazioni verso Gesù, Lui rispondeva prontamente al bisogno che doveva essere adempiuto. Gesù era un tutt’uno con il Padre. Gesù era sempre pronto. Noi dobbiamo provare a camminare come Gesù. A volte questo stile di vita sembra lontano dal nostro tenore di vita. Abbi fede! Credi con il cuore e pronuncia con la bocca.

Gesù ai discepoli disse di guarire i malati. Quando imponi le mani all’infermo, tu devi dichiarare la Parola di guarigione. Questa è la volontà di Dio. Tante volte ci troviamo distanti da quello che Gesù ci ha comandato. Fratelli siamo nei “tempi della fine”. La potenza di Dio è sempre maggiore in questi tempi. Dio vuole manifestare una testimonianza: di un Dio benevolo.

Cerchiamo Efesini 6:18

pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi

Per noi la preghiera deve essere uno stile di vita. Noi dobbiamo camminare nello Spirito. Prega e lode in lingue. Questo lo puoi fare facilmente. Lo Spirito Santo è venuto dentro di te facilmente. Quando sei nello Spirito sei faccia a faccia con Dio. Se tu apri il tuo cuore, Dio te lo riempie. Quando hai difficoltà vai nello Spirito: perdona. Noi dobbiamo vivere nel perdono. Per noi il perdono è un comando. Lui ci ha fatto diventare perdono. In Lui abbiamo raggiunto il perdono dei peccati.

Ci sono vari tipi di preghiera:

  1. PREGHIERA DELLA FEDE

Questa preghiera cambia le cose. La preghiera della fede parte da una promessa di Dio. Dio parla con Abramo e gli fa delle promesse. Gesù promise a Pietro che sarebbe stato un pescatore di uomini. Gesù sin dall’inizio ha chiamato persone. Pietro era un semplice pescatore. Pietro non sapeva né leggere nè scrivere. Gesù usò Pietro. Io so con certezza che il Signore ha chiamato ognuno di voi, Lui ha fatto anche delle promesse. Ci sono delle promesse di Dio sulla tua vita. Permetti a Dio di lavorare sulla tua vita. Nella promessa di Dio c’è anche lo scopo divino per te. Giovanni aveva una forte intimità con Gesù, riusciva anche a riconoscere i sentimenti di Gesù. Lui aveva questa franchezza.

Voglio fare l’esempio della donna sonamita. Questa donna non poteva avere figli. Lei però fece costruire una stanza per Eliseo. Quando tu decidi di onorare un ministro di Dio, questo ti ricompensa. La donna onorava il profeta per amore. Il profeta ha pronunciato una parola e Dio ha confermato la parola del profeta dopo un anno, il Signore ha donato un figlio a quella famiglia che però poco dopo morì. La donna prepara tutto per la resurrezione del figlio. Fa chiamare il profeta. La donna rassicura la propria famiglia. La donna aspettava un miracolo. Eliseo riscalda il bambino con la sua fede e tutto questo avviene senza preghiera o supplica.

La fede è certezza di cose che si sperano. Ricerca la promessa che Dio ti ha fatto per la tua esistenza. Tante volte quando ci viene fatto una promessa da Dio, non ci facciamo neanche caso e se accade un problema ci affliggiamo. Ricordo quando mia madre aveva tra le braccia mio fratello minore, lui non respirava, era morto. In quel momento mia madre non ebbe una reazione razionale e umana. Lei ha alzato il bambino, guardando la promessa per la sua vita, ha dichiarato la resurrezione del bambino. Quel bambino si chiamava Elia, pastore della Pdg Palermo. Lui riprese fiato, iniziò di nuovo a respirare. Questa è la preghiera della fede.

  1. DIGIUNO E PREGHIERA

Il digiuno e la preghiera devono camminare insieme. Il digiuno può essere pubblico o personale. Ci sono degli esempi:

Leggiamo Gioele 2:12

«Nondimeno, anche adesso», dice il SIGNORE,

«tornate a me con tutto il vostro cuore,

con digiuni, con pianti e con lamenti!»

Dio vuole farsi conoscere come un Dio misericordioso. Il digiuno ci fa stare faccia a faccia con Lui.

Cerchiamo Giona 3:1-10

1 La parola del SIGNORE fu rivolta a Giona, per la seconda volta, in questi termini:
2 «Alzati, va’ a Ninive, la gran città, e proclama loro quello che io ti comando»3 Giona partì e andò a Ninive, come il SIGNORE aveva ordinato. Ninive era una città grande davanti a Dio; ci volevano tre giorni di cammino per attraversarla. 4 Giona cominciò a inoltrarsi nella città per una giornata di cammino e proclamava: «Ancora quaranta giorni, e Ninive sarà distrutta!»
5 I Niniviti credettero a Dio, proclamarono un digiuno, e si vestirono di sacchi, tutti, dal più grande al più piccolo. 6 E poiché la notizia era giunta al re di Ninive, questi si alzò dal trono, si tolse il mantello di dosso, si coprì di sacco e si mise seduto sulla cenere. 7 Poi, per decreto del re e dei suoi grandi, fu reso noto in Ninive un ordine di questo tipo: «Uomini e animali, armenti e greggi, non assaggino nulla; non vadano al pascolo e non bevano acqua; 8 uomini e animali si coprano di sacco e gridino a Dio con forza; ognuno si converta dalla sua malvagità e dalla violenza compiuta dalle sue mani. 9 Forse Dio si ricrederà, si pentirà e spegnerà la sua ira ardente, così che noi non periamo».
10 Dio vide ciò che facevano, vide che si convertivano dalla loro malvagità, e si pentì del male che aveva minacciato di far loro; e non lo fece.

Anche Giona ubbidì forzatamente al comando di Dio, giunse a Ninive. Giona predicava che se gli abitanti della città non si fossero ravveduti entro quaranta giorni, Dio avrebbe spazzato via la città. Il Re di Ninive fece digiunare con un’ordinanza uomini e animali. Dio allora non fece male a loro, vide il ravvedimento.

Dio è un Dio di grande benignità. Lui manda sempre qualcuno per farti ravvedere.

Il peccato che rema nei nostri territori porta distruzione. Dio sta cercando qualcuno che porti il Vangelo con franchezza e un popolo che possa pregare e digiunare.

Leggiamo Atti 2:42

Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.

Nella chiesa degli “Atti degli Apostoli” c’era un tenore di vita devoto a Dio. Noi crediamo che attraverso la preghiera Dio possa far scendere la potenza dal Cielo. Se non mettiamo il sacrificio sull’altare non riceviamo nulla.

Quanto ci tieni alla salvezza dei tuoi cari?
Dio ha donato suo figlio in sacrificio, a noi uomini che eravamo ribelli a Dio. “Dio ha tanto amato il mondo che ha donato il suo unico figlio” per noi. Per mezzo della preghiera abbiamo la forza per parlare di Cristo.

Io voglio che quest’anno ci prepariamo con digiuni e preghiere. Voglio ricordarvi il culto del mercoledì delle 20:30. Quando celebriamo il Signore lo dobbiamo invocare. Il digiuno è volontario e non forzato. Inizi a digiunare quando capisci la volontà di Dio e ti senti pronto.

I cinque consigli per il digiuno:

  1. Decidi lo scopo del digiuno (Matteo 6:16 Quando digiunate, non abbiate un aspetto malinconico come gli ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità: questo è il premio che ne hanno.). Si ripieno di gioia quando digiuni. Per il digiuno c’è una ricompensa pubblica. Tre cose personali portano a guadagnare una ricompensa pubblica: la preghiera, il dare decima e offerta, il digiuno.

  2. Proclamare la Parola davanti al digiuno

  3. Credi di ricevere la ricompensa prima di digiunare

  4. Ministra davanti al Signore

  5. Ministra agli altri

Gli obiettivi del digiuno e della preghiera di quest’anno:

  1. Consacrazione e santificazione nella Chiesa: il Signore vuole discepoli.

  1. Salvezza dei familiari e ritorno al Signore di quanti si sono allontanati.

  2. Potente testimonianza nelle città dove ci troviamo. Nella Chiesa degli “Atti degli Apostoli” era una pratica ordinaria.

  3. Salvezza di quanti stanno cercando Dio e di coloro che sono sulla via della salvezza.

  4. Potenza soprannaturale e di un’unzione moltiplicata sui discepoli quando testimoniano ed evangelizzano.

  5. Sapienza divina nella decisioni da prendere: l’Apostolo Paolo predicava discernimento e sapienza.

  6. Preghiera per le missioni e per tutto il Centro-nord.

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