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Combattimento della Fede – Pastore Giovanni Di Sano

Combattimento della Fede – Pastore Giovanni Di Sano

Predicazione del 01 marzo 2020

Oratore Past. Giovanni Di Sano

Combattimento della fede

Questa mattina, termineremo la serie di predicazioni che abbiamo iniziato sulla FEDE.

Spesso vorremmo che essa accordi con ciò che vediamo, ma esse si accorda con ciò che DIO HA DETTO. 

Sapere che potremmo essere scoraggiati dal non vedere “prima” ciò su cui abbiamo messo fede è un punto di partenza per trovarci nel territorio della fede. Perché quello che Dio ha detto, Lui lo farà, anzi, lo ha già fatto. Abbiamo detto che dobbiamo passare di fede in fede, da un livello ad un livello più altro ed abbiamo parlato del processo che ci leviga e lavora per passare dall’uno all’altro. Può accadere che, mentre viviamo il processo, ci scoraggiamo e ci fermiamo al livello base, restando dei semplici “credenti”. Abbiamo così parlato della differenza che c’è tra l’essere un credente ed aver fede. 

La promessa che Dio ha fatto non è classificabile in facile o difficile, perché è una promessa di Dio e per Lui non c’è il facile e il difficile. Dio non si tira indietro da quello che ha promesso e se ha promesso salvezza per tutta la tua famiglia, non si tira indietro. Non vede l’ora di mettere in atto ciò che ha promesso! 

Io e te avevamo un solo ostacolo all’ottenimento delle promesse e lo ha rimosso Dio stesso aprendo la Via con Gesù!

L’ostacolo, a questo punto, siamo noi: il modo in cui siamo abituati a pensare alle cose e a considerarle. La fede non è constatare cose che sono avvenute, ma vederle prima che accadano.

Non sto giudicando la mancanza di fede ci ciascuno di noi e questa serie di predicazioni è servita anzitutto a me. Ero pronto a diventare e operare come il pastore della chiesa, avevo chiare le cose pratiche, come un padre che si prepara a diventare padre, comprando tutto quello che serve, ma che realizza di essere padre quando il dottore ti mette davanti tuo figlio. Quando mi è successo per la prima volta, di diventare padre, Dio mi ha detto “fallo un giorno alla volta…”. Voglio dire che la fede ci occorre ogni giorno e ci occorre per affrontare le cose che non sappiamo affrontare. 

Quali sono gli esempi più forti di fede della Scrittura? Quali ci ricordiamo? La morte di Lazzaro, la liberazione di Daniele nella fossa dei leoni…

Quindi se sei in una situazione di quel tipo sei nel territorio della fede!

Attenzione, perché non basta credere, perché è la Fede – certezza di realtà che si sperano e dimostrazione di cose che non si vedono – che ci fa ricevere da Dio! 

La fede non è qualcosa che puoi togliere dalla tua vita, perché la Bibbia ci fa sapere che il giusto vivrà per fede. La fede che non viene dal sentito dire, ma dall’udire la Parola ed è per questo che DOBBIAMO LEGGERE LA PAROLA.

Riprendiamo dunque il filo partendo da I Timoteo 6:12 che ci esorta a COMBATTERE IL BUON COMBATTIMENTO DELLA FEDE.

Se c’è un combattimento, vuol dire che c’è qualcosa di non facile da fare e questo vuol dire che ci sono due soggetti che contendono. 

In questo passo, PAOLO parla a Timoteo, non un novizio, ma era un pastore e a lui rivolge questa esortazione ad afferrare la vita eterna. 

Questo ci fa capire che queste parole possono essere rivolte anche a noi. Cosa è la vita eterna di cui PAOLO parla? Non è solo ciò che vivremo dopo la morte, ma a che il vivere adesso lo stile di vita di Dio. 

Alcune volte, non vediamo cose che Dio ha promesso e questo ci porta a creare teorie differenti per giustificare ciò che non abbiamo ancora visto, ma se non vediamo qualcosa non abbiamo il problema è la fede e se abbiamo il desiderio di crescere, dobbiamo sapere che c’è un combattimento.

Per cosa combattiamo? La vita eterna non ci appartiene già in Cristo Gesù? Si, l’abbiamo già e siamo già eredi di Dio e coeredi di Cristo, ma il nemico combatte proprio per scoraggiarti in questo.

Io e te siamo liberi di far quello che vogliamo, ma non siamo liberi di determinare le conseguenze di ciò che facciamo!

Paolo ci esorta a non usare questa libertà per dare sfogo alla carne, sapendo che per il sacrificio di Gesù abbiamo la sua stessa eredità nei confronti di Dio.

Efesini 1:11 ci parla proprio di essere stati scelti per una eredità che è stata posta sopra Gesù e che è piovuta addosso a ciascuno di noi.

Romani 8:16-17 ci attesta ancora che essere figli significa anche essere eredi allo stesso modo di Cristo. Come mai, allora, non vediamo in manifestazione le cose che Gesù ha visto? Perché non abbiamo ancora compreso come afferrare l’eredità che la vita eterna è e non viviamo da figli. 

L’avversario non vuole che prendiamo possesso dell’eredità che è già nostra e contende, combatte affinché non ne entriamo in possesso. È come se avessimo il diritto di possedere un luogo che è occupato, abusivamente, da altri. Il diritto c’è, ma possiamo abitare quel luogo solo dopo aver combattuto per liberarla da chi la sta abusivamente occupando. 

Questo ci apre gli occhi su come indirizzare le forze del nostro combattimento: spesso diamo la colpa alle persone che “si fanno usare dal nemico…”, ma non lo rivolgiamo mai direttamente a lui! 

Quando nasci di nuovo, posizionalmente, abbiamo la stessa eredità stabilità per Gesù: non avevi bisogno di altro che di nascere. 

Prendiamo Ebrei 6:12 che ci esorta a non essere spiritualmente pigri: una condizione in cui cadiamo spesso quando non vediamo la manifestazione delle promesse. La Scrittura ci dice due cose: occorre la fede e la pazienza. Questo occorre per ricevere da Dio. 

Alcune cose le riceviamo per fede, quando la nostra maturità è a livello di ciò che dobbiamo ricevere. 

Per la salvezza, non avevamo bisogno di chissà quale maturità, ma per altre cose la nostra maturità ha bisogno di uno dei frutti dello spirito che si chiama pazienza. Pazienza per poter arrivare al livello di maturità corretto. 

Il figliol prodigo, a causa della propria immaturità emotiva, pur essendo già erede (aveva tutto già nella casa del padre), distrugge se stesso e l’eredità che aveva già ricevuto: l’eredità ricevuta da immaturo viene dispersa, non porta beneficio! Non vedi alcune cose? Sappi che c’è un processo di maturazione! Dio aspetta la nostra maturazione e le sfide di fede portano proprio a questo. 

Maturare soprattutto nei sentimenti e nell’anima. 

Dio ha parlato ad Israele e ha promesso la terra: quando la fatto? Lo ha fatto quando il popolo era nel deserto: l’eredità è stata data quando il popolo era ancora nel deserto e questa stessa dichiarazione di Dio viene ripetuta anche a Giosuè. 

Dio parla al passato di cose di cui dobbiamo prendere possesso. Noi dobbiamo calcare tutto quello che Dio ha promesso e fino a quando il popolo non ha effettivamente calcato il suolo di quella terra, il popolo non è entrato nella promessa. 

Dio ci ha già trasferito una eredità soprannaturale, dello stesso tipo di quella trasferita su Gesù, ma dobbiamo prenderne possesso per coglierne il beneficio. 

Cos’è il combattimento di cui PAOLO parla a Timoteo?

È quello che accade nel tempo che passa dal momento in cui riceviamo una promessa al momento in cui ne traiamo il beneficio. 

Ci sono degli elementi fondamentali della fede biblica: il primo è la conoscenza della volontà di Dio su un dato argomento. Non quello che tu pensi che Dio pensa, ma quello che Lui stesso ha detto nella Sua Parola!

La fede inizia, dunque, con la conoscenza di ciò che Dio pensa.

Secondo elemento: scegliere di credere a ciò che hai conosciuto. 

Terzo elemento: coerenza. Agire e dichiarare in base a ciò che stiamo credendo. La coerenza è quello che spesso manca. 

Come combattiamo? 

La Bibbia ci invita ad indossare la completa armatura di Dio: questo è quello che dobbiamo fare. Dio ci dà l’armatura, ma sta a noi indossarla, sapendo che con essa possiamo resistere al giorno malvagio. 

C’è un giorno malvagio, quello in cui ti chiedi cosa stia succedendo. Il giorno in cui sembra che tutto ciò che è spiacevole ti venga addosso. Il giorno in cui hai creduto ad alcune cose e vedi l’esatto contrario. 

Quello è il combattimento che avviene nel periodo della pazienza. Nel tempo del combattimento, il mio più grande nemico è proprio la mancanza di pazienza. La capacità di non indietreggiare da ciò che abbiamo creduto e confessato, di non andare a controllare se il seme piantato stia effettivamente mettendo radici ed il sapere attendere che esso germogli!

Marco 4:20 ci parla di coloro che odono la Parola: udire e riceverla. La Parola ricevuta viene a dimorare in te. Dimora in te ciò che  entra a far parte integrante della tua vita. 

La Parola di Dio ha sempre potenza: ogni parola che procede dalla bocca di Dio ha sempre una potenza. Essa dipende dal terreno in cui il seme viene seminato: Dio non decide la qualità del terreno. Non c’è un livello predeterminato per ciascuno di noi, ma ciascuno di noi può “puntare” al trenta, al sessanta o al cento e io desidero che, realizzando questo,  ciascuno di noi sappia puntate al cento!

Quando puntiamo più in alto, c’è sempre un combattimento per afferrare cose più alte, ma non scoraggiarti e continua a crescere di fede in fede!

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