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Riprendi e abita il territorio- Apostolo Beniamino Cascio

Riprendi e abita il territorio- Apostolo Beniamino Cascio

PDG PRATO WORSHIP SERVICE

 01 dicembre 2019

Predica l’Apostolo Beniamino Cascio

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“Riprendi e abita il territorio”

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Abbiamo un tempo, ma non è un tempo illimitato (perché Gesù tornerà ed anzi sta tornando!) per portare a termine il mandato che abbiamo ricevuto. 

Al tempo del diluvio, ci furono persone che, cercando salvezza nei posti più alti, gridarono chiedendo perdono per non aver creduto alla predicazione di Noè. 

Dobbiamo dirlo, fratelli cari e dobbiamo dirlo con urgenza: non diamo all’avversario l’ultima parola, perché la parola che c’è nel nostro cuore è la sola a poter portare la salvezza in chi la riceve. Rideranno di noi? Forse sì, ma lasciamo pure che lo facciano, perché sono proprio quelli che ci hanno deriso che, prima o poi, ci chiederanno “cosa posso fare per essere salvato?”. 

L’agente conosce un Dio di privazioni, di divieti, la religione non ha predicato il Dio venuto a darci vita in abbondanza e per questo Lo rifiuta, ma il Vengelo che porta salvezza è in noi e dobbiamo predicare è predicare, dobbiamo seminare e seminare. 

Sapete, la parola profetica è evangelistica: perché annuncia quello che di buono sta arrivando dal Cielo. Facciamo l’opera dell’evangelista senza vergogna, lasciando che Dio faccia di noi quello che Lui vuole. 

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Tutti quanti abbiamo dei territori da curare, custodire e lavorare e in tutti questi territori dobbiamo estendere il dominio del Regno di Dio. 

In Genesi 2:15 vediamo che c’è stato un principio, “il” principio, in cui Dio “prese” l’uomo (il verbo ci fa immaginare il gesto di chi prende in braccio un bambino) e lo pose in una situazione che non era di alcun peso per lui: nel Giardino di Eden. In esso regnavano armonia, pace, giustizia. In esso regnava la bellezza, perché era il Paradiso in terra.

Il luogo che l’uomo doveva abitare non era una casetta, ma un territorio vasto in cui c’era ogni sorta di bellezza. In quel paradiso non c’erano, come siamo abituati a pensare, solo alberi da frutto: non era un grande frutteto, ma c’erano fiori, animali e colori meravigliosi.

Nel suo mezzo c’era l’albero della vita che è Cristo Gesù. 

L’uomo doveva lavorare e custodire quel luogo, ma era un lavoro privo di fatica e sudore. Non esisteva, nel principio, la stanchezza che è venuta come conseguenza del peccato. Quel lavoro era un piacere e una gioia e quello che doveva fare l’uomo era “dominare”su tutte le cose. Il suo lavoro era parlare, dichiarare, decretare perché era lui l’autorità di questo mondo. 

Il peccato, la disubbidienza e la ribellione hanno reso Adamo figlio del nemico. 

Dalla caduta, comincia il piano di redenzione con cui Dio riporta l’uomo ad essere re, ma anche sacerdote. Se avesse lasciato l’uomo nel giardino e questi avesse mangiato del frutto dell’albero della vita quel peccato sarebbe divenuto irredimibile. 

Messo fuori, allontanato dal giardino, l’uomo progenie di Adamo diventa oggetto di un piano che, attraverso Gesù, ci rende oggi nuovamente re, ma anche sacerdoti, portatori di benedizione. 

Quali sono i territori che, in Cristo Gesù, Dio ci ha dato e che dobbiamo lavorare e custodire?

Salmo 37, dal verso 3 leggiamo una esortazione a confidare nell’Eterno e ad abitare il paese. Qual è il paese che dobbiamo abitare e in cui dobbiamo coltivare la fedeltà in Dio? 

In primo luogo, sei tu. 

Io e te siamo proprietà di Dio (I Corinzi 6:19-20) e dovunque il e te andiamo, lì arriva il tempio dello Spirito Santo. Nel tempio dello Spirito Santo avete mai visto qualcuno che compie azioni di peccato? Cosa c’è nel tempio dello Spirito Santo se non adorazione e benedizione? 

Io e te non apparteniamo a noi stessi e grazie a Dio per questo, perché se considero che il mio corpo non appartiene a me stesso, considero quanto prezioso sia lo Spirito Santo che abita in noi! 

Come si concilia questa presenza con le nostre cadute? Lo Spirito Santo è proprio colui il quale ci ricorda la promessa del perdono e  ci riporta alla comunione col Padre ristabilita attraverso il peccato confessato a Lui. 

Essendo proprietà di Dio, come dice Paolo in Galati 2:20, non siamo più noi che viviamo, ma è Cristo che vive in noi!

Un altro territorio è quello in cui ci troviamo: il territorio della nostra testimonianza. 

In Atti 1:8 si parla di una testimonianza resa da chi è rappresentante di Cristo: una testimonianza fatta di risposte soprannaturali, non di semplice pietà, perché la compassione di Gesù lo portava a liberare le persone e guarire gli infermi e se io e te rappresentiamo Lui, è questo che siamo chiamati a fare. 

Il versetto parla di Gerusalemme ed essa non è un luogo lontano, ma rappresenta la tua famiglia. La giudea rappresenta il territorio che normalmente frequenti. La Samaria rappresenta tutti quei posti in cui non vorresti mai andare: luoghi ostili in cui io e te possiamo portare la pace di Gesù Cristo. Questa tua Samaria sarà il trampolino che ti porterà ad annunciare il Vangelo “fino agli estremi della terra”. 

Voglio esortarvi a pregare per le vostre autorità, pregare per loro perché è la vostra preghiera che cambia le situazioni. Molti anni fa, lavoravo con una persona che bestemmiava di continuo. Questa cosa mi faceva soffrire, ma ho cominciato a pregare per lui e sapete cosa è successo? Quell’uomo è cambiato: quell’intercalare, almeno in mia presenza, è sparito. 

La famiglia è un altro territorio: Salmo 128 dal verso 1. “Beato” è chi ha tutto quello che gli serve e per questo viene visto dagli altri come una persona a cui non manca nulla. La differenza tra uno che viene considerato nel mondo “beato” perché possiede cose materiali e chi lo è perché teme il Signore è che il primo non è affatto propenso a dare ad altri ciò che ha, mentre il secondo dà agli altri quello che ha: come Pietro e Giovanni diedero quello che avevano allo zoppo che aveva chiesto loro elemosina alla porta Bella (Atti 3:6).

Il Salmo 128 continua a spiegare le benedizioni che giungono su chi teme l’Eterno: benedizioni ed abbondanza sulla tua casa, sul tuo lavoro, su tua moglie e sui tuoi figli. 

Continueremo, in un’altra occasione a parlare dei territori, ma mi fermo qui perché credo che ci sia qualcosa di speciale per le famiglie, che Dio ama ed ha benedetto in Abramo e Sara. Dio promette, “giura” e mette Lui stesso il sacrificio, Gesù, che è diventato benedizione per tutte le famiglie della Terra. 

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