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L’onore apre le porte – Pastore Giovanni Di Sano

L’onore apre le porte – Pastore Giovanni Di Sano

PDG PRATO WORSHIP SERVICE 1 NOVEMBRE 2020

PAST. GIOVANNI DI SANO

Quando onoriamo Dio, quando Lo mettiamo prima di ogni altra cosa, la Bibbia ci attesta che Dio ci onora. Questo è un tempo in cui quello che abbiamo sperimentato fino ad oggi non basta più. Dopo essere entrati nella terra promessa, il popolo ha finalmente un re, Saul. Un uomo da seguire e in quel momento, avendo un capo che li avrebbe mantenuto al sicuro, il popolo si sentiva al sicuro. Ma è bastato un gigante per smuovere quella sicurezza. 

La lode che hai sperimentato fino ad oggi non basta più: siamo io e te da soli davanti ad un gigante che è uscito in battaglia. Davide rifiutò un’armatura. Non confidava in cui che avrebbe potuto difenderlo, ma nella sua fede semplice, ma profondamente radicata in Dio. Una fede che proclamava semplicemente che Dio è più forte di qualunque gigante che avrebbe offeso il popolo di Dio. Non confidava nelle pietre o nella fionda: confidava nella propria fede. Ecco perché stamani siamo chiamati ad aprire certe porte mai aperte, lasciando che il Re di Gloria possa entrare mentre noi gridiamo “Gesù, salva!”.

Abbiamo bisogno di sperimentare di più, per passare questo periodo, perché la nostra fede sia ancor più fortificata. Sperimentiamo una adorazione ancora più profonda, perché abbiamo bisogno di una nuova e fresca rivelazione della Sua presenza nella nostra vita: che porti sicurezza, pace, equilibrio!

Io chiedo allo Spirito di Dio di riversare sulla chiesa questo nuovo livello di intimità e di adorazione. Dio equipaggia il Suo popolo nel momento del bisogno. La Sua presenza porta la Sua natura, il Suo carattere e la natura di Dio è “amore vero”, quello che caccia via ogni paura. Vogliamo pregarti per ogni persona che in questo momento si trova in difficoltà, per chi ha parenti o amici che sono malati in ospedale con sintomi più o meno gravi; Signore, sappiamo che Tu hai un proposito per ciascuno di loro e noi reclamiamo costoro a vita, legandola al proposito che Tu hai preparato per loro. Spirito di Dio, noi dichiariamo per il sangue di Gesù, che ogni infermità viene guarita ed ogni spirito di infermità si allontana! Lo dichiariamo onorando il nome che è al di sopra di ogni altro nome!

Questa mattina parleremo di come l’onore apra alcune porte. Le porte chiudono orizzonti a ciò che si trova altrove e una porta aperta è qualcosa che ci aiuta ad avere uno sguardo più profondo verso le cose spirituali. Tutto ciò che è naturale prende attenzione, ma una porta aperta ci permette di dare attenzione a ciò che è altrove. 

Prendiamo Apocalisse 3:7«E all’angelo della chiesa in Filadelfia scrivi: queste cose dice il Santo, il Verace, colui che ha la chiave di Davide, che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre. 8 Io conosco le tue opere; ecco, ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, nonostante tu abbia poca forza, hai custodito la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. “.

Il passo ci parla di una porta aperta: una porta che, nonostante abbiamo poca forza (non è dunque importante quanta forza abbiamo) ci fa difendere ciò che abbiamo custodito nel nostro cuore: “la” verità che rende liberi. 

La porta aperta è posta proprio perché, nonostante abbiamo poca forza, possiamo onorare la Parola e il nome di Dio. 

Nessuno di noi pensa di aver mai rinnegato il nome di Gesù, ma fare questo vuol dire rivolgersi ad un nome diverso da quello di Gesù. 

Cosa fa la porta aperta? 

Ci permette di vincere (non sopravvivere) davanti a situazioni che sembrano disperate. 

Quando Davide inizia a regnare, nemici si accordano contro di lui, ma cosa fa il re? Nonostante avesse avuto vittoria in tante altre battaglie, onora colui che gliele aveva procurate e chiede a Dio il Suo consiglio. Davide sapeva a chi apparteneva la vittoria: leggiamo 2Samuele 5:19Allora Davide consultò l’Eterno dicendo: «Devo salire contro i Filistei? Li darai nelle mie mani?». L’Eterno rispose a Davide: «Sali, perché darò certamente i Filistei nelle tue mani».20 Così Davide andò a Baal-Peratsim, dove li sconfisse, e disse: «L’Eterno ha aperto un varco tra i miei nemici davanti a me, come un varco aperto dalle acque». Per questo chiamò quel luogo: Baal- Peratsim.”.


Davide non faceva mai nulla senza aver prima chiesto a Dio la direzione. 

Vuoi una porta aperta per guardare al di là nella realtà spirituale? Non è una via di fuga dalla realtà, ma un “varco”.

In Apocalisse 4:1-2 leggiamo che Giovanni, avendo così tanto onorato Dio Padre, viene posto davanti ad un’altra porta:

Dopo queste cose, io vidi, ed ecco, una porta aperta nel cielo, e la prima voce che avevo udito parlare con me come una tromba disse: «Sali quassù e ti mostrerò le cose che devono avvenire dopo queste».2 E subito fui rapito in spirito; ed ecco, un trono era posto nel cielo e sul trono stava uno seduto.
“Sali quassù”: è una chiamata ad uscire da una posizione mentale ad un’altra, più alta. Giovanni ascolta quella voce che lo esortava a salire e quando effettivamente sale, comincia a vedere le cose in un altro modo. 

La cultura dell’onore apre le porte.

Leggiamo adesso in 2Re 4:8-17 in cui troviamo un personaggio molto conosciuto. Eliseo andava in giro per dichiarare la Parola di Dio e molti avevano “timore” di ciò che lui diceva.

“«Un giorno Eliseo passava per Sunem; là c’era una donna ricca che lo trattenne con premura perché mangiasse da lei; così tutte le volte che passava di là, andava a mangiare da lei. La donna disse a suo marito: «Ecco, io so che quest’uomo che passa sempre da noi, è un santo uomo di Dio.»”.

Il profeta non voleva accettare ciò che quella donna facoltosa gli voleva mettere a disposizione e infatti lei lo “costringe”. 

La donna non aveva dubbi su chi fosse Eliseo: sapeva che era un uomo che serviva e onorava Dio e per questo si determina ad onorarlo.

“«Ti prego, costruiamogli, di sopra, una piccola camera in muratura e mettiamoci per lui un letto, un tavolino, una sedia e un *candeliere, affinché, quando verrà da noi, egli possa ritirarvisi.»”

Quella donna voleva che il profeta avesse, in casa loro, un tempo proprio di riposo. Stava onorando Dio. Non è un onore reso per tornaconto.

Proseguiamo la lettura.

“Così, un giorno che egli giunse a Sunem, si ritirò in quella camera, e vi dormí. E disse a Gheazi, suo servo: «Chiama questa Sunamita». Egli la chiamò, e lei si presentò davanti a lui. Eliseo disse a Gheazi: «Dille così: “Tu hai avuto per noi tutta questa premura; che si può fare per te? Hai bisogno che si parli per te al re o al capo dell’esercito?”» Lei rispose: «Io vivo in mezzo al mio popolo». Ed Eliseo disse: «Che si potrebbe fare per lei?» Gheazi rispose: «Certo non ha figli, e suo marito è vecchio». Eliseo gli disse: «Chiamala!» Gheazi la chiamò, e lei si presentò alla porta. Ed Eliseo le disse: «L’anno prossimo, in questo stesso periodo, tu abbraccerai un figlio». Lei rispose: «No, mio signore, tu che sei un uomo di Dio, non ingannare la tua serva!»”.

Lo ribadiamo: Lei non aveva onorato per ottenere qualcosa, non glielo aveva neanche chiesto, eppure il profeta parla per bocca di Dio. 

Ma ciò che Dio dice non cade mai a terra:

«Questa donna concepì e, l’anno dopo, in quel medesimo periodo partorì un figlio, come Eliseo le aveva detto.»

Se entriamo in questa cultura, io sono convinto che la chiesa avrà un cambio di passo. 

Anche Gesù ci insegna questo principio in Giovanni 5:21-23 “Infatti come il Padre risuscita i morti e dà loro la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole. 22 Poiché il Padre non giudica nessuno, ma ha dato tutto il giudizio al Figlio, 23 affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre, chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.”.

Nato a Betlemme, cresciuto a Nazzaret come il figlio del falegname, lo conoscevano tutti come figlio dei suoi genitori e tutti avevano “familiarità” con Lui. Un conto è però avere intimità con Lui, altro è avere familiarità…

In Marco 6:1-6 leggiamo gli esiti di tutta quella familiarità: molti erano scandalizzati, perché avevano un’immagine sbagliata di Gesù. 

Gesù nota questo e si accorge che in quel luogo non stavano onorando il Figlio è quello che dice non è mosso da ripicca: Gesù non è offeso dalla mancanza di onore, ma dichiara che chi non riceve con onore non riceve affatto. Per questo non ha “potuto” fare molte cose a Nazzaret. Quante volte chiediamo a Gesù, ma Lo disonoriamo con il nostro modo di camminare?

Il problema non è mai ciò che Dio vuole fare, ma è sempre ciò che siamo in grado di ricevere!

La salvezza stessa è per tutti, ma non tutti la ricevono!

Dio ha già dato, Dio ha già fatto!

Onorare Dio significa confrontare ogni nostro stato d’animo con quello che dice la Bibbia. Non significa ignorare le cose, ma confortarle con ciò che Dio dice e muoversi su questo.

Vediamo adesso cosa succede, invece, dove Gesù è onorato. 

Marco 6:53-56 “Compiuta la traversata, giunsero nella contrada di Gennesaret e vi approdarono.54 E, scesi dalla barca, subito la gente lo riconobbe; 55 e, percorrendo per tutta quella regione all’intorno, incominciò a portare i malati sui lettucci, ovunque sentiva che si trovasse 56 e dovunque egli giungeva, in villaggi, città o borgate, la gente metteva gli infermi sulle piazze e lo pregava di poter toccare almeno il lembo del suo vestito, e tutti quelli che lo toccavano erano guariti.”.

Tutti quelli che erano andati credendo ed onorandoLo, venivano guariti. Ogni volta che ascolti una parola e pronunci il tuo “amen” sarai provato su questa dichiarazione di fede. 

Leggiamo in 1Re 17:12-16. Troviamo due personaggi che sono figura di chi vive in balia delle circostanze (la vedova) e delle emozioni (il figlio). Entrambi parlano senza speranza. Elia costringe quella donna ad onorare, per prima, l’uomo di Dio. Elia conosce il principio dell’onore.

Ella rispose: «Com’è vero che vive l’Eterno, il tuo DIO pane non ne ho, ma solo una manciata di farina in un vaso e un po’ di olio in un orcio; ed ora sto raccogliendo due pezzi di legna, per andare a prepararla per me e per mio figlio; la mangeremo e poi moriremo». 13 Elia le disse: «Non temere; va’ e fa’ come hai detto, ma fanne prima una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne farai per te e per tuo figlio. 14 Poiché così dice l’Eterno, il DIO d’Israele: il vaso della farina non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà, fino al giorno che l’Eterno manderà la pioggia sulla terra”».15 Così ella andò e fece secondo la parola di Elia; e mangiarono lei, Elia e la sua famiglia per parecchio tempo. 16 Il vaso della farina non si esaurì e l’orcio dell’olio non calò, secondo la parola che l’Eterno aveva pronunciato per mezzo di Elia.”.

La donna riceve una parola accompagnata da una promessa, ma quella donna avrebbe potuto anche dubitare e continuare nel suo intento. Ma sceglie di onorare non più le circostanze che la realtà metteva loro davanti, bensì la parola che avevano ricevuto. 

Arriveranno tempi ancora più duri di questi, tempi non diversi da quelli che sperimenta la donna del racconto che abbiamo appena letto, ma se avremo onorato Dio, allora sperimenteremo quello che la donna ha potuto sperimentare!

L’Angelo dell’Eterno (Gesù, prima di prendere corpo di carne) si presenta a Manoah e (prima) a sua moglie annunciando la nascita di un figlio. 


Giudici 13:2Or vi era un uomo di Tsorah della famiglia dei Daniti, chiamato Manoah; sua moglie era sterile e non aveva figli. 3 L’Angelo dell’Eterno apparve a questa donna, e le disse: «Ecco, tu sei sterile e non hai figli, ma concepirai e partorirai un figlio.”.

Giudici 13:16-24L’Angelo dell’Eterno rispose a Manoah: «Anche se tu mi trattieni non mangerò del tuo cibo; ma se vuoi fare un olocausto, offrilo all’Eterno». (Or Manoah non sapeva che quello era l’Angelo dell’Eterno). 17 Poi Manoah disse all’Angelo dell’Eterno: «Qual è il tuo nome affinché, quando si avvereranno le tue parole, noi ti possiamo onorare?».18 L’Angelo dell’Eterno gli rispose: «Perché mai chiedi il mio nome? Esso è meraviglioso». 19 Così Manoah prese il capretto e l’oblazione di cibo e li offrì all’Eterno sul sasso. Allora l’Angelo compì una cosa prodigiosa, mentre Manoah e sua moglie stavano guardando: 20 come la fiamma saliva dall’altare al cielo, l’Angelo dell’Eterno salì con la fiamma dell’altare. Al vedere questo, Manoah e sua moglie caddero con la faccia a terra.24 Poi la donna partorì un figlio a cui pose nome Sansone. Il bambino crebbe, e l’Eterno lo benedisse.”.

Anche Pietro, benché in una situazione di scoraggiamento, onora il maestro. Si era affaticato tutta la notte, era stanco, amareggiato, deluso. Pur essendo un bravo pescatore, accoglie l’indicazione di uno (Gesù) che non era certo un pescatore. Tutto parlava di fallimento, però… ONORE: alla parola di Gesù, Pietro cala la rete. Non dice “io ci credo”, ma agisce nel pratico su quella parola. 

Luca 5:4-9 “E, quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo, e calate le vostre reti per pescare».5 E Simone, rispondendo, gli disse: «Maestro, ci siamo affaticati tutta la notte e non abbiamo preso nulla; però, alla tua parola, calerò la rete». 6 E, fatto ciò, presero una tale quantità di pesci che la rete si rompeva. 7 Allora fecero cenno ai loro compagni, che erano nell’altra barca, perché venissero ad aiutarli. Ed essi vennero e riempirono tutt’e due le barche, tanto che stavano affondando. 8 Vedendo questo, Simon Pietro si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: «Signore allontanati da me perché sono un uomo peccatore». 9 Infatti Pietro e tutti quelli che erano con lui furono presi da grande stupore, per la quantità di pesci che avevano preso.”.


Pietro dichiara di essere uno con “poca forza”, ma non è per la sua forza che Dio risponde: è per l’onore che il suo agire dimostra! 

Fai gridare davanti alla circostanze lo stesso “però…” che ha pronunciato Pietro!

Matteo 11:12E dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti lo rapiscono.”.

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa (Matteo 7:7-8

C’è un momento nella morte per lapidazione di Stefano che ci colpisce: il fatto che i suoi occhi non stavano guardando le pietre che lo uccidevano, ma guardavano il cielo aprirsi e la gloria di Dio. Cosa stanno guardando i tuoi occhi? Su cosa sei pronto a mettere i tuoi occhi? Mettili su Gesù: autore e compitore della nostra fede.

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