Impara ad amare come Dio ama – #Anziano Riccardo Garofalo

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SUMMER CAMP 19-24 AGOSTO Hotel La Torre (Matigge di Trevi – PG)

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Quando in I Corinzi, Paolo parla della cena del Signore, ammonisce a esaminare se stessi, per discernere il Corpo di Cristo e di solito siamo portati a pensare alla chiesa locale, ma l’esortazione è rivolta a tutti i credenti, al popolo di Dio che è uno. La chiesa che noi vediamo divisa, il Signore la vede una soltanto e fatta da coloro che hanno creduto in Lui. Dobbiamo imparare ad andare al di là del modo in cui ci vediamo noi e vederci come Lui ci vede. L’amore è per tutti, indistintamente: compresi quelli che non sono ancora nel Corpo.

Il tema di questa mattina ha proprio a che fare con l’amore e lo introduciamo con un video in cui il cantante statunitense, Bryan Welch testimonia la propria esperienza di cambiamento che è stata determinata, dalla ricerca di Dio mossa dal bisogno di essere liberato dalle sue dipendenza. Cercato per bisogno, il Signore ha risposto al suo bisogno e lo ha riempito di un amore di cui quest’uomo oggi parla in modo molto forte.

Il Signore può soddisfare i nostri bisogni, ma quello che ci trasforma è l’amore di Dio: farne esperienza è qualcosa che riempie ogni vuoto interiore.

Quando veniamo trasformati a motivo dell’amore di Dio, cominciamo a comprendere questo amore che riguarda anche le persone che ci stanno attorno e che noi pensiamo come non amabili.

Dobbiamo comprendere che l’amore di Dio è già esistente e presente prima che noi lo invochiamo, ma la nostra preghiera, la nostra invocazione permette di riceverlo. Quando ti rivolgi a Cristo, permetti all’amore di Dio di scendere su di te e quando sperimenti questo amore comprendi che Dio ama tutte le persone, pur odiando il peccato e comprendiamo che dobbiamo scindere questo e quelle perché così Dio fa.

Prendiamo Romani 1:16-17

Infatti io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poidel Greco. 17Perché la giustizia di Dio è rivelata in esso di fede in fede, come sta scritto: «Il giusto vivrà per fede».

Quale è stata l’intenzione di Dio attraverso il Vangelo? Quando leggiamo la vita di Gesù, la Sua perfetta ubbidienza fino alla croce e la Sua resurrezione, che intenzione hanno? Toccare il cuore dell’uomo. La Bibbia ci racconta tutto quello che Gesù ha fatto per toccare i nostri cuori, affinché, per gratitudine nei Suoi confronti, rispondiamo con amore a quell’amore. Il nostro cuore dovrebbe essere toccato dal Vangelo.

Il Vangelo predicato e ricevuto nel cuore ci trasforma ed è potenza per la salvezza (ed in essa rientrano tutte le promesse di Dio). Il Vangelo di cui parliamo è quello che dona la giustizia di Dio, gratuitamente, al peccatore. L’intenzione di Dio nel Vangelo è quella di toccare il cuore.

Personalmente, ho vissuto una esperienza di conversione e cambiamento di questo tipo e molte volte sono caduto ed ho peccato: non sono degno di stare qui a predicare, ma quello che trionfa è il Suo amore!

Facciamo un esempio per comprenderci meglio.

Mettiamo che Tizio sia un separato da Dio, un peccatore, un satanista.

Poi c’è Caio, nato di nuovo, ma credente tiepido.

Infine, c’è Sempronio, un nato di nuovo che si sta impegnando e sta servendo il Signore.

L’essere umano cosa vede? Vede in Tizio uno su cui incombe l’ira di Dio ed in Caio un “fratello”, ma di serie B, mentre Sempronio è visto come un modello.

Ecco, il compiacimento di Dio è una cosa, ma l’amore agapeo di Dio è identico per tutti e tre.

Dio Padre ha pagato lo stesso prezzo per tutti e tre: non c’è differenza nella misura dell’amore che Dio ha per loro, perché ha già dato Gesù per tutti e tre. Dio ha attribuito lo stesso valore alle tre tipologie di persone. Qual è la differenza?

Tizio non ha ancora creduto, ma il fatto di avere un dono d’amore che lo riguarda e gli spetta è già stato elargito, non ancora ricevuto.

Io e te siamo chi siamo, semplicemente, per la grazia di Dio. C’è chi non l’ha ancora ricevuta, ma sono persone che Dio ha già amato!

Ne deriva che, se per mezzo dello Spirito Santo, comprendiamo questo e cominciamo a vedere le persone con gli occhi di Dio, realizziamo che quello che ci differenzia, al momento, è solo il fatto che costoro non hanno ancora ricevuto lo stesso amore che Dio ha per noi.

Spesso associamo l’azione alla persona e questo ci suscita risentimento, ma Dio ci dice “amate coloro che vi odiano” e lo dice perché lo ha fatto per primo Lui.

I Pietro 1:22-23 ci ricorda che siamo stati generati da un seme incorruttibile ed è per questo che abbiamo la capacità di amarci intensamente e di puro cuore.

Avendo purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità mediante lo Spirito, per avere un amore fraterno senza alcunasimulazione, amatevi intensamente gli uni gli altri di puro cuore, 23perchésiete stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio vivente e che dura in eterno.

Spesso lasciamo vincere la carne e non manifestiamo, non esercitiamo questo amore che pure è già stato sparso nei nostri cuori.

Giovanni 13:34-35 ci riporta un “nuovo comandamento” che ci fa fare un salto in avanti rispetto ad ama il tuo prossimo come te stesso: amarci gli uni gli altri così come Gesù ci ha amati!

Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».

“Da questo”, da questo amore, saremo riconosciuti come discepoli di Cristo.

I religiosi avrebbero preso Giuda e lo avrebbero messo alla porta, ma noi sappiamo che Gesù ha cenato insieme a lui e a Pietro, che lo avrebbe rinnegato e a quelli che sarebbero scappati. Fosse stato per merito, Gesù avrebbe dovuto cenare solo con Giovanni, ma non lo è!

Il peccato impedisce a Dio di compiacersi di noi, ci impedisce di adempiere il proponimento che Lui ha per noi, ma l’amore rimane! Chi è genitore lo sa bene: l’amore rimane, qualunque cosa tuo figlio faccia, l’amore rimane! È qualcosa di irrazionale, ma è così!

I farisei e gli scribi accusavano Gesù di mangiare con i pubblicani ed i peccatori, ma Gesù parlava di misericordia a quelli che, nell’accusarLo di questo, erano a loro volta carichi di peccati (dicerie, giudizio, ecc.).

Sull’amore di Dio, con Gesù, è stata detta l’ultima parola!

Dio odia il peccato, perché distrugge i Suoi figli, ma ama il peccatore! Il “ma” è a favore della persona!

I Giovanni 3:16 ci dà una prescrizione precisa e ci ricorda che quando non stiamo amando come Lui ci ha amati, stiamo già peccando.

Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi; anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.

I Giovanni 4:19 ci ricorda che

Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.

Efesini 1:4-6

allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore, 5 avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio,

Quando stiamo amando a prescindere da tutto, stiamo adempiendo il proposito di Dio per la nostra vita. Questo ci potrebbe attirare qualche critica, perché magari sembra che simpatizziamo con il peccato di alcune persone, ma Gesù non stava con persone “selezionate”, ma con tutti quelli che erano da “riprendere”, perché per questi era venuto: per riportare le persone al Padre.

Giuda è stato chiamato “amico” fino al tradimento ed è questo che dobbiamo imitare e deve essere un comportamento di cuore, non qualcosa di esterno. Attenzione, si tratta di amore, di assenza di condanna… Ricordiamo la rivelazione che riceve la samaritana? Ricordiamo quale fosse la condizione di quella donna?

Non è che Gesù, parlando con quella donna, abbia mostrato qualche condiscendenza verso il peccato, ma amandola la “corregge” ed il cuore di quella donna si allinea a questo amore e lo testimonia.

Gesù ha detto che saremo riconosciuti dall’amore che abbiamo gli uni verso gli altri. Questa è la differenza che si vede: non differenze caratteriali, non comportamenti più o meno graziosi, ma semplicemente l’amore!

Romani 8:29 riporta la parola “immagine” che in greco è “icona”, “somiglianza”: Dio ha pensato a persone che si vivono, senza condannare e senza giudicare, come Gesù ha vissuto.

Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli.

Dio ci tratta sulla base di chi siamo per Lui, non sulla base di cosa abbiamo fatto: un amore posizionale che non può non apparire come irrazionale e lo è!

Non è un “ti amo per questo o per quel motivo…”, è un amore che ama e basta!

L’amore di Dio, però, non è irrazionale, ma più propriamente “soprannaturale”.

Isaia 53:4-5 ci presenta l’amore che Dio ha avuto per ciascuno di noi. Nel ragionamento umano, il castigo deve avere una spiegazione, una colpa, “eppure” le colpe erano le nostre.

Eppure egli portava le nostre malattie e si era caricato dei nostri dolori; noi però lo ritenevamo colpito, percosso da DIO ed umiliato. 5Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace èsu di lui, e per le sue lividure noi siamo stati guariti.

Se riceviamo rivelazione di questo amore e viviamo da persone amate, abbiamo già fatto moltissimo!

Non dobbiamo vivere cercando di meritare per opere l’amore ma, al contrario, vivendo da persone amate, possiamo alzare il livello delle nostre opere!

Andiamo a Dio, come bambini, per ricevere da Lui, questo amore che non potremmo, in nessun modo, meritarci.

Matteo 27.45-46

Dall’ora sesta fino all’ora nona si fecero tenebre su tutto il paese. 46 Verso l’ora nona, Gesù gridò con gran voce dicendo: «Elì, Elì, lammà sabactanì?». Cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».

Per la prima volta nell’eternità, Gesù si separa dal Padre e questo accade per noi. Per la prima volta, carico dei peccati non Suoi, Gesù chiama il Padre “Dio”, perché era separato dal Padre. In quel momento, Gli importava solo donarci la vita eterna: questo è amore puro.

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