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Il popolo che giace nelle tenebre #Apostolo Beniamino Cascio

Il popolo che giace nelle tenebre #Apostolo Beniamino Cascio

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Nell’atmosfera celeste non c’è mai qualcosa che ristagna. Nella gioia tutto si muove, davanti ate ci sono tutte le opere del Signore. Stiamo vivendo il periodo dell’autunno, ci sono tre importanti feste, festa delle trombe che va dal primo al dieci del mese di “Tishri”, il settimo mese del calendario biblico, il primo del calendario civile ebraico, nel nostro calendario equivale del periodo tra il 10 settembre fino al 20 settembre. Questi giorni sono chiamati “giorni del timore” perché il popolo confessava i suoi peccati. La persona che tu temi ti incute timore, invece avere timore di Dio è quando stai alla Sua presenza. Questa festa finisce con il “Yom Kippur”, il giorno dell’espiazione. Una volta l’anno il sommo sacerdote presentava il sangue dell’agnello sul propiziatorio. I peccati erano quelli confessati. Tutti in quei giorni riconoscevano i peccati per poi confessarli. I peccati sono tutto ciò che vanno contro Dio. Sul coperchio c’erano dei cherubini intagliati, se non vedevano la legge allora veniva portato giudizio. Tu devi vivere per la sua volontà, per emanare la luce che ha messo in noi.

Il quindicesimo giorno c’è la “festa dei tabernacoli”, detta di “Sukkot” o della “mietitura”. Va dal 25 settembre al 2 ottobre. È chiamata “Festa dei Tabernacoli” per far ricordare ciò che Dio aveva fatto per gli ebrei. Dio nel deserto si era preso cura di loro, su tutti i fronti. Quando il sommo sacerdote entrava in quel luogo, dove non c’erano finestre, il luogo si illuminava perché Dio era lì. La festa dei tabernacoli è la festa per rallegrarsi. Durante le feste bibliche ci sono del finestre aperte del paradiso, tutte le preghiere sono prese e portate a compimento. La Festa dei Tabernacoli rappresentava la nascita del Regno di Gesù sulla terra, così Gesù tornerà sulla terra per regnare insieme con la Chiesa. Il Regno di Dio è nei cuori di chi è nato di nuovo, è un regno spirituale. Tu avrai un posto di autorità quanto alta è stata la tua fede. Io voglio essere il più vicino possibile a Cristo Gesù. Gesù mi ha detto c’è un popolo che giace nelle tenebre, ci sono tre differenze

Gesù si trasferisce a Capharnaum, nella Galilea

Prendiamo Isaia 9:1-2

1 Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano nel paese dell’ombra della morte, si è levata una luce. 2 Tu hai accresciuto la nazione, hai aumentato la loro gioia; essi gioiscono davanti a te come si gioisce alla mietitura, e come si giubila quando si divide il bottino.

Leggiamo che a Capharnaum si è levata una grande luce perché Gesù aveva iniziato il suo operato. Questo avviene nel tempo della mietitura.

Cerchiamo Isaia 1:9

Se l’Eterno degli eserciti non ci avesse lasciato un piccolo residuo, saremmo come Sodoma, assomiglieremmo a Gomorra.

Leggiamo che quando finalmente è arrivato finalmente il suo tempo, Gesù si è trasferito nella Galilea dei gentili. La luce viene fuori da te quando inizi ad ubbidire alla chiamata.

Qual è il popolo che giace nelle tenebre?

Quando un individuo è depresso ecco che giace. Quando sei preda di una situazione ostile, sei come l’esercito di Israele contro Golia, erano inoperosi!Il popolo che giace nelle tenebre è un popolo pronto a morire.

Dio ha ordinato a Giona di andare a Ninive ad annunciare la fine che Dio avrebbe dato popolazione se non si fossero ravveduti, questo messaggio ha fatto chiedere perdono a dio da parte del popolo di Ninive. Quella parola che hanno ricevuto era sotto forma di luce. Dio manda noi alle genti che non conoscono l’opera di redenzione compiuta da Gesù sulla croce. La luce arriva sul popolo di Ninive che viene salvato.

Gesù in Marco 16 incoraggia a parlare del Vangelo in ogni dove. Gesù ordina ai discepoli di andare per tutto il mondo a predicare il vangelo.

C’è anche il popolo che ha una conoscenza generica di Dio. Sono i religiosi, che vagano nell’inganno. Dio è il padre. Io ho avuto un buon padre, ma approfondendo la scrittura ho capito che il mio vero padre è Dio. Io riconosco che il mio vero padre è Dio, il seme della Sua Parola mi ha creato. La mia casa è il cielo, la tua casa è il cielo e la tua famiglia è la Chiesa. La forza delle tradizione lega i religiosi, non permette loro di avere una vera relazione con Dio. Cosa si deve fare? Predicare il Vangelo con franchezza. I discepoli ubbidivano a Dio e non agli uomini. Nel nome di Gesù c’è l’autorità del cielo. Io vedo la gloria di Dio. Le religione è ingannano, tutti i religiosi vivono di paura,

Prendiamo Giovanni 12:42-43

42 Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui; ma a motivo dei farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga, 43 perché amavano la gloria degli uomini più della gloria di Dio.

Leggiamo sempre del popolo religioso che risiede nelle tenebre. Loro cercano gloria umana e non di Dio.

Esiste un popolo che giace nelle tenebre che è nella chiesa.

Prendiamo Marco 11:22

Allora Gesù, rispondendo, disse loro: «Abbiate la fede di Dio!

Leggiamo che dobbiamo prendere la fede di Dio. Tu hai ricevuto la fede di Dio quando sei nato di nuovo. Rendiamo nulla la luce del vangelo che dà vita. Tu hai la fede di Dio. La fede di Dio serve a noi. Con questa fede possiamo vedere le montagne che si spostano. Quando dichiari devi credere in cuor tuo. Gesù rimproverò Tommaso, che non credeva se non vedeva o toccava, Gesù gli aveva dato la luce. Tommaso toccò Gesù e si prostrò ai suoi piedi. Beati coloro che non vedendo e credono. Il signore Gesù è qui con noi per sempre.

Prendiamo I Colossesi 1:9-14

9 Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione del suo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore.
10 Ora, fratelli, vi esorto nel nome del nostro Signore Gesù Cristo ad avere tutti un medesimo parlare e a non avere divisioni tra di voi, ma ad essere perfettamente uniti in un medesimo modo di pensare e di volere. 11 Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli miei, da quelli della casa di Cloe, che vi sono contese fra voi. 12 Or voglio dire questo, che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «io di Apollo», «io di Cefa» ed «io di Cristo». 13 Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo? 14 Ringrazio Dio che non ho battezzato alcuno di voi, ad eccezione di Crispo e Gaio

Leggiamo che Paolo desidera che i Colossesi possano camminare nella luce della rivelazione. Glorifica il tuo Signore con l’ubbidienza. In ogni cosa devi camminare fede. Noi siamo figli della luce, camminiamo in essa e non facciamo nulla di nascosto. Adesso siamo il popolo della luce. Gesù mi ha illuminato.

Cerchiamo Isaia 58:6-10

6 Il digiuno di cui mi compiaccio non è forse questo: spezzare le catene della malvagità, sciogliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi, spezzare ogni giogo? 7 Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne? 8 Allora la tua luce irromperà come l’aurora e la tua guarigione germoglierà prontamente, la tua giustizia ti precederà e la gloria dell’Eterno sarà la tua retroguardia. 9 Allora chiamerai e l’Eterno ti risponderà, griderai ed egli dirà: “Eccomi!”. Se tu togli di mezzo a te il giogo, il puntare il dito e il parlare iniquo, 10 se provvedi ai bisogni dell‘affamato e sazi l’anima afflitta, allora la tua luce sorgerà nelle tenebre e la tua oscurità sarà come il mezzogiorno.

Non ti accontentare della conoscenza che hai di Dio. Uno dei modi è quel del digiuno e della preghiera. Se c’è un bisognoso nella tua famiglia provvedi a lui. Quando il Signore ha iniziato il suo ministero allora è arrivata la luce di Dio in tutto quel luogo. Porta questa luce che è manifestazione della presenza di Dio. Dio è luce. Dio ti risponde se tu gridi a Lui, proprio come un padre quando il figlio lo chiama. Il parlare iniquo è il parlare ozioso o ha anche significato di accordarsi con tutto ciò che Dio non ha preparato. Tu sei stato fatto buono. Le tue testimonianza di fragilità e debolezza, dove Dio ha operato, diventano fonte di vita per altri.

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