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Economia soprannaturale nelle varie stagioni #Pastore Giovanni Di Sano

Economia soprannaturale nelle varie stagioni #Pastore Giovanni Di Sano

AVVISI:

CORSO MONITORI 12-13 OTTOBRE 2018

DOMENICA 7 OTTOBRE 2018 IL CULTO SARA’ ALLE ORE 10.30

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Io non credo in ciò che ho,

io non credo in ciò che so,

io credo nell’Iddio vivente e vero!

Dichiara queste parole, che riceviamo come un canto nuovo questa mattina e dichiarale per la tua vita, per la tua famiglia, per i tuoi parenti, dichiarale per i tuoi colleghi, per i tuoi amici…

Basta soltanto una parola, da parte di Dio, e tutto si trasforma, tutto cambia. Sto riflettendo, in questo tempo, su quanto mi sia necessaria la Parola di Dio e non tanto per “andare avanti”, ma proprio “per vivere”. La Parola ci dice che il giusto vivrà per la sua fede e se togli la parola “fede” a questa frase, non rimane che l’impossibilità di vivere. Sempre la Bibbia ci dice che la fede viene dall’udire la Parola e quindi se non udiamo ogni giorno, se non riceviamo, ogni giorno, una Parola, noi non possiamo vivere.

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Ci sono delle cose che necessariamente devo condividere, perché spesso parliamo di ciò che noi crediamo, ma dovremmo piuttosto prendere da ciò che Dio pensa di alcune cose. Il nemico della nostra fede è spesso la nostra esperienza ed è per questo che è importante che l’esperienza sia basata sulla conoscenza di Dio e della Sua Parola.

L’amore per il denaro è il problema che noi credenti dobbiamo affrontare: l’amore che abbiamo per le ricchezze è la radice di ogni male. La Bibbia, in Matteo 6:24, ce lo dice chiaramente e qui è Gesù stesso a trattare questo argomento chiave dicendo una cosa determinante per il nostro cammino spirituale:

Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro; oppure sarà fedele all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona.

Noi non possiamo servire Dio e mammona (parola greca che indica il nome del dio delle ricchezze, il dio dell’avere le cose). Gesù ci pone davanti ad un bivio: o ami Dio o ami mammona.

Nella nostra mente, superficialmente, quando abbiamo sentito queste parole abbiamo pensato che Dio ci voglia “poveri”.

No. Gesù, in questo passo, sta parlando di amore, di fedeltà, di “vivere per…”, di “vivere in funzione di…”. In altre parole, Gesù dice che il problema che risiede nel nostro cuore non è il volere le ricchezze, ma il fare le cose in base a questo desiderio. Devi fare le cose secondo ciò che Dio ha stabilito per te, non secondo quello che hai.

Luca 18:22-24 ci riporta alla vicenda del giovane ricco.

Udito ciò, Gesù gli disse: «Ti manca ancora una cosa: vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». 23 Ma egli, udite queste cose, si rattristò grandemente, perché era molto ricco. 24 Allora Gesù, visto che si era molto rattristato, disse: «Quanto è difficile per coloro che hanno delle ricchezze entrare nel regno di Dio!

Anche in questo caso, apparentemente, abbiamo una specie di condanna del ricco o della ricchezza, ma Gesù sta dicendo una cosa diversa. Non sta esaltando la povertà, non sta dicendo che sia sbagliato avere disponibilità per sé ed anche per gli altri (anzi, Dio ti vuole prospero al punto che tu possa abbondare per gli altri), ma lo sta invitando a togliere il cuore dalle ricchezze che possedeva.

Tutti quelli che pongono fiducia nelle ricchezze e ne fanno un proprio obiettivo non possono entrare nel Regno di Dio: questo sta dicendo Gesù e questo non vuol dire che Dio ci voglia poveri! Dio vuole che effettuiamo un passaggio dal regno delle tenebre (in cui c’è un padrone) al Suo Regno in cui il padrone è Lui.

I Timoteo 6:10

L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori.

Se il tuo desiderio è Dio, Lui ti renderà ricco al punto da poter benedire altri.

Prendi diletto nell’Eterno ed egli ti darà i desideri del tuo cuore.

Come usciamo fuori dal sistema di dipendenza da questo mondo?

Quando, arrivato in chiesa, ho cominciato a seguire gli studi, c’era anche quello sulla decima. Inizialmente, nel mio percorso cristiano, non avendone compreso il significato profondo, non praticavo la decima, perché l’avevo capita come una specie di legge, qualcosa che riguardava me e gli altri. Finché non ho realizzato che la decima non riguardava gli altri, ma me e Dio: l’ho usata per dimostrare a me stesso che io dipendevo da Lui, provando così a me stesso che la mia fede era ed è basata su Dio. Fino a quando non l’ho fatto, molte cose nella mia vita, molte benedizioni non sono arrivate.

Proverbi 3:9-10

Onora l’Eterno con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita; 10 i tuoi granai saranno strapieni e i tuoi tini traboccheranno di mosto.

l’offrire a Dio rompe una catena economica con il vecchio padrone. Quando offri a Dio, Gli stai dicendo: “la mia fonte sei tu!”. Il passo parla di “onorare”: è un qualcosa che intercorre tra te e Dio, non tra te e gli altri.

Voglio farvi un esempio pratico. Io ho due ovetti di cioccolato. Ne sono goloso e mia moglie viene da me a chiedermene uno. Gliel’ho dato, ma ora ne ho uno solo… Mi è rimasto difficile darglielo, perché guardavo a quello che avevo in mano, cioè due ovetti soltanto. Ma, se invece che guardare a quello che ho in mano, guardo a Dio, metto gli occhi sulla mia “fonte”, so che essa è inesauribile e non mi pongo più il problema di “accumulare”. È come aver sete e trovarsi davanti ad una bottiglia (che si esaurisce) o ad una sorgente!

Genesi 14:21-24

Poi il re di Sodoma disse ad Abramo: «Dammi le persone, e prendi i beni per te». 22 Ma Abramo rispose al re di Sodoma: «Ho alzato la mia mano all’Eterno, il Dio Altissimo, padrone dei cieli e della terra, 23 che non avrei preso niente di ciò che ti appartiene, neppure un filo o un legaccio dei calzari, perché tu non abbia a dire: “Io ho arricchito Abramo”. 24 Non prenderò nulla per me ad eccezione di ciò che hanno mangiato i giovani e la parte che spetta agli uomini che sono venuti con me: Aner, Eshkol e Mamre; lascia che essi prendano la loro parte».

Osserviamo, in questo passo, come Abramo dice “no” a mammona. Abramo sceglie di non prendere nulla perché voleva che si sapesse che solo Dio provvedeva a lui e alla base di questa scelta c’è una rivelazione di Dio come Colui che provvedeva. Il primo ad offrire è stato Dio stesso: i vestiti fatti ad Adamo ed Eva, rimasti “ignudi”, furono fatti con le pelli di animali sacrificati da Dio stesso.

Come si muove Dio nell’economia?

Genesi 15:13-14

Allora l’Eterno disse ad Abramo: «Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro, e vi saranno schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni. 14 Ma io giudicherò la nazione di cui saranno stati servi; dopo questo, essi usciranno con grandi ricchezze.

Se Dio te l’ha detto, Lui lo farà: Esodo 12:35-36

Or i figli d’Israele fecero come aveva detto Mosè e chiesero agli Egiziani degli oggetti d’argento, degli oggetti d’oro e dei vestiti; 36 e l’Eterno fece entrare il popolo nelle grazie agli occhi degli Egiziani, che diedero loro quel che chiedevano. Così spogliarono gli Egiziani.

Un popolo schiavo esce dall’Egitto con grandi ricchezze: cambio di padrone. Non più schiavi dell’Egitto, ma il popolo dell’Iddio vivente.

Quale è il segreto di questo “passaggio”? Il segreto dell’economia soprannaturale è l’ubbidienza. In altre parole, non si misero a pensare “ma cosa sta dicendo Mosè…?!”. L’ubbidienza a ciò che Dio aveva detto loro per mezzo di Mosè aveva permesso loro di uscire dalla schiavitù in Egitto ed anche se – col senno di poi, con la conoscenza che abbiamo della Scrittura ci può sembrare una cosa fatta, una cosa ordinaria, per il popolo che, da almeno otto generazioni viveva schiavo, non era così banale ascoltare ed ubbidire a quello che diceva loro Mosè.

Il popolo esce dal deserto con diverse ricchezze, ma nel deserto niente di quello che avevano ricevuto poteva servire: nel deserto, Dio vuole mortificare l’autosufficienza per insegnare a dipendere da Lui.

In Esodo 15:22-25, il popolo sperimenta una nuova economia che arriva direttamente dal Cielo:

Poi Mosè fece partire gli Israeliti dal Mar Rosso ed essi si diressero verso il deserto di Shur; camminarono tre giorni nel deserto e non trovarono acqua. 23 Quando giunsero a Mara non poterono bere le acque di Mara perché erano amare; perciò quel luogo fu chiamato Mara. 24 Allora il popolo mormorò contro Mosè, dicendo: «Che berremo?». 25 Così egli gridò all’Eterno; e l’Eterno gli mostrò un legno; egli lo gettò nelle acque, e le acque divennero dolci. Là l’Eterno diede al popolo una legge e un decreto e lo mise alla prova,

Il legno rappresenta il sacrificio di Gesù: ogni volta che applichi il sacrificio di Gesù, la situazione cambia. Dio provvede su base quotidiana: ogni giorno, dovevano uscire e raccogliere la manna. La Parola che ti serve, devi raccoglierla, ogni giorno!

Nel Salmo 78 leggiamo proprio un riferimento al “frumento del Cielo”: quando sei nelle difficoltà, nel deserto, colui che ti provvede è il Cielo.

Nel deserto, impari a dipendere da Dio e questa economia che arriva direttamente dal Cielo viene così sperimentata insieme ad un’altra cosa. Il deserto, infatti, non è per sempre. Il tuo deserto non è per sempre e la sua durata dipende dalla velocità della tua ubbidienza. Quando, finalmente, entra nella terra promessa la generazione nuova, Giosuè 5:11-12, il popolo entra in una economia nuova in cui si mangiano i prodotti del paese. La manna cessò, perché entrarono nella dimensione della semina e della raccolta:

Il giorno dopo la Pasqua mangiarono dei prodotti del paese, pane azzimo e grano arrostito in quello stesso giorno. 12 Il giorno dopo che ebbero mangiato dei prodotti del paese, la manna cessò; così i figli d’Israele non ebbero più manna, ma quell’anno mangiarono dei frutti del paese di Canaan.

Nessuno può sperare di raccogliere ciò che non ha seminato: semino gentilezza, amore, amicizia e raccoglierò queste cose, ma c’è un’indicazione molto precisa e riguarda l’ubbidienza. Dio dice che prima di raccogliere il popolo dovrà onorarlo con le decime e con le offerte e non perché l’Eterno ne abbia bisogno, ma perché c’è un insegnamento in questo! Dio desidera che ci muoviamo per fede.

L’economia soprannaturale è mantenuta onorando Dio. Perché? Perché in una economia basata sulla semina e sulla raccolta, dipendiamo da ciò che dipende da Dio ed onorando Lui non ci mancherà nulla.

Torniamo un po’ indietro. Andiamo ad Abramo, un adoratore di idoli che ad un certo punto si trova a dialogare con Dio e semplicemente si fida di Lui.

Non puoi superare il tuo livello di benedizione finché non hai indicazioni da Dio. Ad Abramo, inizialmente, Dio chiede degli animali, gli chiede di offrire di quello che aveva: siamo al primo livello ed Abramo, siccome si fida, poiché ha fede, ubbidisce.

Genesi 17, Dio alza il livello: ogni volta che Dio ti chiede di più è perché ha già preparato la benedizione maggiore. Circoncisione: è l’inizio del morire a noi stessi. Dall’ubbidienza a questa richiesta scaturisce la benedizione sulla progenie di Abramo.

Genesi 22: il livello si alza ancora. Dio ha bisogno di sapere se Abramo aveva il suo stesso cuore. Te lo sei mai domandato come mai Dio abbia chiesto Isacco e non Abramo stesso? Dio chiede il suo futuro: offrimi il tuo futuro. Fammi vedere che tu onori me, ami me, più di quanto non ami ciò che io stesso ti ho promesso. Verso 9 del capitolo 22:

Così giunsero al luogo che DIO gli aveva indicato, e là Abrahamo edificò l’altare e vi accomodò la legna; poi legò Isacco suo figlio e lo depose sull’altare sopra la legna. 

Sappiamo che Isacco aveva chiesto al padre dove fosse l’olocausto e se pensiamo ad Abramo e alla sua risposta non possiamo non capire che, in quel momento, Abramo deve aver fatto ricorso a tutta la propria fede.

Versi 12 e 13

L’Angelo disse: «Non stendere la tua mano contro il ragazzo e non gli fare alcun male; ora infatti so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l’unico tuo figlio». 13 Allora Abrahamo alzò gli occhi e guardò; ed ecco dietro di lui un montone, preso per le corna in un cespuglio. Così Abrahamo andò, prese il montone e l’offerse in olocausto invece di suo figlio. 

Ogni volta che troviamo “allora”, c’è un allineamento del tempo di Dio stesso (Kairos) con il Kronos (tempo naturale): Abramo scorge il montone che era già lì, ma che vede solo dopo aver deciso di offrire. Il montone era già lì, lo aveva dichiarato in fede, ma in un momento specifico i suoi occhi si aprono e vedono quello che Dio stesso aveva già provveduto.

I tuoi occhi si apriranno su ciò che hai dichiarato e che Dio ha già provveduto nel momento in cui ti determinerai all’offrire e non parlo di dare in base a ciò che hai, ma in base a ciò che sai del Dio vivente! Perché Gesù si sofferma sulla donna che aveva offerto tutto quello che aveva? Perché quella donna, dando i pochi spiccioli che aveva, stava dimostrando a se stessa che il suo padrone, da quel momento, sarebbe stato solo ed esclusivamente il Dio vivente e per questo Gesù pone enfasi su questa scelta di vivere secondo la fonte eterna. Ecco, questa mattina la scelta è nostra: entreremo in una nuova dimensione in cui offrire noi stessi come sacrificio vivente non sarà più un peso, ma la scelta resta nostra. Da chi vuoi dipendere? Quale è la nostra fonte?

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