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Amo Dio – Apostolo Beniamino Cascio

Amo Dio – Apostolo Beniamino Cascio

Predicazione 29 marzo 2020

Oratore  Apostolo Beniamino Cascio

Cosa sta portando questo tempo? È vero che sta portando paura, morte, disagio economico e altre cose negative, ma è anche vero che come dice la Parola il Signore sta facendo cooperare tutto al bene. I luoghi di peccato e molte attività malvagie sono chiuse, ci sono meno furti, meno violenze, meno guerre perché siamo tutti a casa e ci sono risvegli di altruismo e solidarietà, risvegli spirituali e ricerca di Dio. C’è più sensibilità e – per me la cosa più importante- si sta vivendo più tempo in famiglia. È un tempo “forzato”, siamo stati “fermati” dentro le case? Forse si, ma questo sta portando beneficio e per chi ama Dio, questo è tempo di opportunità per crescere nella fede e come dice Galati 5:6 è la fede che opera mediante l’amore che ha più valore di ogni altra cosa. Prima correvamo, ognuno per la propria strada, ma siamo stati costretti a correre e siamo nelle nostre cose, nelle nostre famiglie…

La cosa più importante per far crescere la fede è che essa cresca nell’amore.
La croce ci fa vedere quattro direzioni, due verticali e due orizzontatali: quattro direzioni dell’amore. 1)nella parte verticale superiore, c’è il dialogo continuo di Gesù con il Padre. La più grande rivelazione che Gesù ha portato è stata proprio

quella di Dio presentato come Padre ed anche sulla croce Gesù tiene fermo il rapporto con il Padre e a Lui si rivolge con il proprio ultimo grido, quando Dio deve distogliere lo sguardo da Lui che era divenuto peccato per noi: in quel momento soltanto lo chiama Dio, ma prima di morire torna a chiamarlo Padre, rimette lo spirito al Padre.

La prima direzione del nostro amore è quella verso il Padre.
Poi viene l’amore per il Regno di Dio (braccio destro) e quindi l’amore per la Chiesa, per la Sposa di cui Gesù è innamorato e per la quale sta per tornare! Questa è la terza direzione, il braccio sinistro parla dell’amore verso la Chiesa.

Gesù è innamorato della Sua chiesa e dobbiamo amare ciò che Lui ama!
La quarta direzione dell’amore di Dio è quella verso la terra: l’amore per il mondo a cui dobbiamo annunciare il Vangelo. Dio ha tanto amato il mondo da dare Gesù: la preghiera che dobbiamo fare è quella di ricevere insegnamento per amare il mondo così come Dio lo ha amato!

Matteo 22:34, ci riporta un episodio in cui i farisei mettono alla prova Gesù chiedendogli quale fosse il grande comandamento della Legge. La risposta di Gesù parla di amare il Signore e di

Predicazione del 29 marzo 2020 Oratore Ap. Beniamino Cascio “AMO DIO”

amare il prossimo come noi stessi. Perché Gesù pone come comando quello di amare? L’amore è un ordine, ma Dio può ordinarci qualcosa che non potremmo fare? Certamente lo fa perché Dio ha creato l’uomo a propria immagine e somiglianza: capace di amare come Lui ama! Noi siamo nati per amare e per essere amati! Sappiate che siete grandemente amati! Lo dirò sempre che Dio ci ha amati da sempre ed ha manifestato il proprio amore donandoci il proprio figlio!

Gesù risponde con un comandamento che parla di amore e alcune volte prendiamo questo come una “costrizione”, ma l’amore è la risposta che abbiamo dentro di noi al rapporto con il Padre!

Quanto è importante che ubbidiamo a questo comandamento? Lo è, eccome e voglio farvi leggere Deuteronomio 30, versi 15-16. Dio parla con il popolo e dà due comandamenti, il primo è quello della fede e poi in questi versi esplicita il comandamento dell’amare Dio e le conseguenze che ciò ha. Perché Dio parla alla volontà dell’uomo in questi termini? Attenzione, è un “parlare”, esortare quella volontà, perché Dio mai toccherà la nostra volontà, volendo che ciascuno di noi scelga liberamente tra la vita e il bene, da una parte, è la morte e il male, dall’altra! “Scegli, dunque” dice Dio! Questa scelta e “messa davanti a noi” e subito dopo la Scrittura ci riporta in comando di amare l’Eterno.

Quando scegliamo la vita e il bene abbiamo:

1) un rapporto d’amore con Dio. Chi è il tuo Dio? Chi è che signoreggia nel tuo cuore? Chi è seduto sul trono del tuo cuore e della tua mente! Chi è che guida, dirige e gestisce la tua vita? Perché pur non adorando statue, possiamo ugualmente vivere nella idolatria! È Dio seduto sul trono del tuo cuore? Come possiamo averne la certezza? Dipende da quanto desideriamo la Sua presenza!

2) Camminare con Dio. In Isaia 55:9, leggiamo che i pensieri di Dio sono più alti dei nostri e siamo chiamati ad elevarci, ricevendo da Dio stesso la rivelazione delle vie su cui dobbiamo camminare. Gesù stesso, nel dare il grande mandato, rassicura i discepoli dicendo “io sono con voi ogni giorno”: lui cammina con noi!

3) Credere nella Parola. Se amo Dio, credo nella Sua Parola e amo restare a ricevere quella Parola che deve guidare i miei passi.

4) Ubbidire alla Parola che ho ricevuto e che ho creduto. Ubbidire significa non essere trasgressori e camminare secondo la Parola. Tutto ciò, affinché viviamo e ci moltiplichiamo.

Cosa fa Dio per quelli che Lo amano?
1) Dio dona la VITA e la BENEDIZIONE.
2) Moltiplicazione cioè ABBONDANZA (vedi

Giovanni 10:10 e Genesi 12:2). Non il sufficiente (qualcosa che si somma a qualcos’altro) ma di moltiplicazione di ciò che si ha.

3) In Genesi 12 dal verso 1 leggiamo le promesse che Dio fa ad Abramo. Promesse di benedizione: non solo ricevere benedizione, ma esserne fonte per tante altre persone! Abramo avrebbe dovuto far crescere il proprio rapporto di amore con Dio, crescere camminando con Lui e in Genesi 22 lo troviamo oramai “maturo” nel suo rapporto con Dio. A quel punto, Dio è seduto sul trono del suo cuore e per questo non Gli rifiuta Isacco. Attenzione, perché non c’era alcuna “legge” a vincolare quell’amore: Abramo ama Dio di un amore che era cresciuto è maturato, un amore genuino, privo di costrizioni è lontano da logiche di convenienza! Abramo vede la copertura, la protezione di Dio ed il progetto di redenzione per l’umanità di cui ha rivelazione. Per questo non esita a rifiutare il figlio: al Dio che gli ha fatto comprendere il piano di redenzione, al Dio disposto a tutto, Abramo non rifiuta nulla, neppure il figlio Isacco. In questo rapporto di amore, è Dio stesso a giurare ciò che avrebbe fatto per Abramo! In Efesini 1, verso 3 leggiamo che siamo stati Benedetti con ogni benedizione spirituale ed è il porto d’amore con Dio a portare tutte queste benedizioni sulla terra, perché in esso siamo uno con Dio in Cristo Gesù e siamo in Lui benedetti e siamo benedizione! Io e te siamo benedizione!

4) Benedizione nel paese che stiamo per occupare: Dio ti benedice nel luogo del proposito di Dio: nel luogo in cui vai a camminare nelle Sue vie! Il Paese sta anche a significare ciò che siamo chiamati a gestire come eredità. Non aveva avuto l’uomo un giardino da lavorare e custodire? Ebbene, in Cristo Gesù quel luogo da custodire e gestire è tornato a noi!

Concludo dicendo che amare dell’amore di Dio è anche essere integri, perché l’amore di Dio non si corrompe, non si compromette. Compromesso e corruzione vengono dalla mancanza di piena fiducia di aver tutto in Dio, vengono quando andiamo cercando soluzioni “alternative”… Ma, se anche ci fossero le tempeste, chi rimane fermo nella fiducia in Dio e resta integro vedrà le prodezze che Dio saprà fare! In Genesi 17, sempre parlando di Abramo, vediamo le conseguenze del compromesso che aveva fatto entrare nella vita della propria famiglia: il figlio procuratosi da Agar, la schiava. A seguito di ciò, Dio lo riprende e gli dice “cammina alla mia presenza” che è come dire “cammina, guardandomi in faccia”! Dio cerca la tua faccia: spesso ci ricordiamo di cercare la faccia di Dio, ma Lui cerca sempre di guardarci nel viso, cerca i nostri occhi che spesso sono presi da tante altre cose. Dio cerca veri adoratori: il Padre cerca veri adoratori!

“Abramo, guardami in faccia!” sembra volergli dire Dio e lo fa facendoci comprendere come egli voglia figli che abbiano nel padre tutto quanto.
C’è poi un altro eroe della fede di cui riconosciamo l’amore come integrità: Giobbe. In Giobbe 2, al verso 3, leggiamo la lode di Dio verso la sua integrità. Dio resta sempre dalla parte di Giobbe ed è sempre dalla nostra parte, anche se non siamo integri Lui ci avvisa, ci parla, per poter rimettere giustizia e santità nella nostra vita e riparo dai giudizi che possono arrivare.

Questa pandemia è come un giudizio che è venuto sull’umanità, non un giudizio di Dio, ma un giudizio che non si rivolgerà a chi applicherà il sangue della redenzione! Non ne avremo danno e se ne avremo abbiamo la possibilità di ricorrere a Dio per protezione, perché possa intervenire con miracoli potenti!

Giobbe non è sceso a compromessi nonostante abbia perso tutto. Beni, figli, stima. Giobbe perde tutto, non gli resta che Dio. Perde anche la moglie, ma neppure davanti a questo viene meno e Dio premia quella sua integrità e in Giobbe, capitolo 42, dal verso 12, leggiamo la grandezza del premio: una moltiplicazione di ciò che aveva perduto! Giobbe muore “vecchio è sazio di giorni”: i suoi migliori anni furono la vecchiaia!

Integrità è amare Dio più di ogni altra cosa.
Che tempo è questo tempo che stiamo vivendo?

È un tempo di coscienze risvegliate, un tempo di maggiore sensibilità in cui siamo chiamati a crescere nell’adorazione. Dobbiamo riscoprirci figli che amano il Padre!

Questo è tempo di purificazione da peccato e perversioni: tutti si stanno accorgendo di dover rispondere a Dio!
Ed è tempo di combattimento e conquista nei luoghi celesti e Dio steso ci mostrerà contro quali opere dell’avversario dobbiamo distruggere e ci rivelerà le battaglie da combattere!

Infine, è un tempo di preghiera, suppliche ed intercessione, con ringraziamento e chiudo con I Timoteo 2, dal verso 1 che ci riporta una ben nota esortazione in tal senso.

Dopo ogni crisi, ci sarà sempre un tempo di salvezza e accoglieremo le folle di coloro che stanno cercando Dio.

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