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Uscire dalla zona di comfort #Anz. Daniele Cascio

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Uscire dalla zona di comfort

 

AVVISO IMPORTANTE:

PER I MESI DI LUGLIO, AGOSTO E SETTEMBRE 2018 NON CI SARANNO CULTI POMERIDIANI E LE CELEBRAZIONI SARANNO SEMPRE ALLE ORE 10.30.

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Gesù ha espressamente detto che Lui stesso avrebbe edificato la Sua chiesa. Durante il proprio ministero terreno, il Figlio di Dio non ha guardato alle differenze e alle diversità di stato tra le persone: ha operato per tutti. Uomini, donne, giovani ed anziani sono stati tutti toccati dal Suo ministero terreno e nulla è cambiato oggi, visto che questa è la Sua chiesa, quella che opera, in collaborazione con lo Spirito Santo, nel nome di Gesù! È la grazia di Dio ed essa è aperta a tutti! Gesù è qui per operare potentemente e noi siamo certi della Sua grazia e del fatto che Lui stesso continua ad edificare la Sua chiesa. (Anz. Riccardo Garofalo)

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Questa mattina, voglio parlare dell’importanza di uscire dalla propria zona di comfort. Comfort che, per ciascuno di noi, può essere il relax dopo una giornata faticosa, un divano, un TV, l’aria condizionata, ecc.

Per entrare nel piano di Dio, dobbiamo comprendere che il nostro vecchio uomo deve morire. Nel senso che deve morire per fare spazio a qualcos’altro. Ecco che uscire dal comfort quotidiano che ci siamo creati è in qualche modo necessario per chi voglia servire il Signore. Non è un’opzione, è proprio necessario: sempre che tu voglia servire il Signore.

Attenzione, non sto dicendo che Dio vuole toglierci tutto quello che ci piace, ma sto dicendo che Dio vuole darci cose che veramente ci servono. Il piano di Dio, infatti, va ben al di là di quello che possiamo vedere e per capirlo ci sono delle aree di cui Dio deve prendere il controllo.

La prima di queste è l’area della nostra fisicità.

La seconda è quella mentale, quella che ha a che fare con i nostri pensieri, con i nostri desideri e tutto quello che il nostro cervello “macchina”.

Altra area è quella della nostra anima, più nascosta delle prime due.

Se vuoi vedere la tua vita trasformata, Dio si aspetta che facciamo qualcosa, intervenendo in ciascuna di queste tre aree.

Pensiamo ai discepoli. Quando furono chiamati da Gesù, questi ricevettero un’esortazione a lasciare tutto e a seguirLo. Nessuno di loro conosceva bene Gesù, eppure lasciarono tutto e lo seguirono. Cosa significa “lasciare tutto”? Ci siamo mai chiesti come si svolgessero le giornate quotidiane dei discepoli? La Bibbia non ce lo dice esattamente, ma possiamo immaginare che ciascuno di loro vivesse nella propria casa decidendo, ogni giorno, di seguire Gesù: cioè, invece che alzarsi al mattino per andare a fare le cose della loro vita, ogni giorno, i discepoli andavano con Gesù.

In Marco 10, dal versetto 21, troviamo la vicenda del giovane ricco. Gesù parla di ricchezze, ma non sono solo quelle materiali. Alla domanda “allora chi può essere salvato?” Gesù risponde spiegando che le ricchezze sono quelle cose che nella nostra vita prendono il posto di Dio: le cose che abbiamo stabilito come fonti del nostro comfort. Spesso pensiamo che più cose abbiamo, meglio stiamo. Il TV LCD è diventato indispensabile mentre stavamo guardando tranquillamente il nostro TV a tubo catodico, poi lo è diventato il TV LED, poi il 4K e così via… Più cose possediamo, meglio stiamo: è inevitabile pensarlo.

Quando ho cercato una macchina, ho cercato alcuni comfort in essa. Solo che, quando cerchiamo qualcosa, non sempre coinvolgiamo Dio. Andiamo dritti per la nostra strada, seguendo il nostro progetto sulla strada chiamata VITA. In essa corriamo con i nostri mezzi, con i nostri comfort e spesso cerchiamo cose come la realizzazione lavorativa. Alcune cose le aggiungiamo passo dopo passo. Aggiungiamo ed aggiungiamo in base a quelle che sembrano essere le nostre esigenze. In tutto questo, però, Gesù rimane sempre fuori, almeno nei momenti importanti.

Siamo così concentrati su noi stessi da non accorgerci che Gesù è fuori dalla nostra macchina su cui viaggiamo. La macchina è una metafora, ma ci aiuta a capire. Pensate un po’, l’abbiamo scelta, l’abbiamo voluta con determinati accessori, ci siamo anche affannati per ottenerli, l’abbiamo riempita di cose e persone che abbiamo scelto, magari abbiamo anche messo su un bel CD di musica cristiana…ma Gesù è fuori dal finestrino: lo conosciamo, lo amiamo, ma spesso non ci accorgiamo neppure di Lui. La nostra macchina, aggiungendo comfort su comfort, diventa una auto di lusso. La nostra vita sta andando bene ed abbiamo tutti gli stereotipi che lo evidenziano (oggetti giusti, amicizie giuste, ecc.).

Torniamo a Gesù, quando ha chiamato i discepoli: la chiamata è stata una volta soltanto, ma ogni giorno loro decidevano di lasciare le proprie case ed andare da Lui.

Il versetto 21 di Marco 10 ci fa sapere che Gesù ha amato quel giovane ragazzo ricco e ci riporta le parole con cui gli si rivolge.

Allora Gesù, fissandolo nel volto, l’amò e gli disse: «Una cosa ti manca; va’, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni, prendi la tua croce e seguimi».

Sono parole che parlano di lasciare tutto, ma si parla anche di prendere la propria croce e seguirLo. Che esempio abbiamo di una persona che prende la propria croce? Solo Gesù. Cosa ha fatto Gesù prendendo la propria croce? È andato incontro ad una prova difficile, tremenda. Spesso accettiamo l’idea di essere provati quando si parla di lavoro: in quest’ambito ci sembra più che normale essere provati. Ecco, quando decidiamo di servire Dio, cominciano le prove ed è di queste che sta parlando Gesù. Per dire che essere cristiani non è qualcosa di banale. Alcune volte siamo disposti a seguire Gesù, ma non a prendere la nostra croce lasciando le cose che rappresentano la fonte del nostro comfort.

Torniamo alla nostra macchina, torniamo sulla strada e scopriamo che ci sono dossi, buche, curve pericolose e si può anche andare fuori strada. Ecco, in quei momenti, Gesù – che è sempre stato lì – è pronto a soccorrerci e a rimetterci in carreggiata. Quando questo accade, Gesù non è più fuori dal finestrino: è dentro la macchina, magari è seduto sulla terza fila, ma piano piano, si fa strada. Toglie le cose che rappresentano le nostre sicurezze e resettando le priorità si mette al nostro fianco. Attenzione, perché Gesù seduto al tuo fianco è qualcuno che può darti qualche indicazione, ma sei sempre tu a guidare. Fino a quando… Fino a quando si mette Lui stesso al posto di guida, portandoti davvero lì dove devi andare, facendoti viaggiare con i comfort veri, che solo Lui può darti.

Ecco, questa mattina io vi chiedo di chiudere gli occhi e chiedere a Gesù di prendere il controllo della nostra vita. Non pensare che Dio non ti chiederà nulla. Il cristianesimo non è per religiosi, ma per gente che vuole fare sul serio con Dio per servirLo seriamente.

Nelle tre aree di cui ho detto all’inizio Gesù deve venire a regnare. Quante volte abbiamo detto “vengo in chiesa, ascolto la parola, ma basta così…”? Dicendo così non cogliamo il senso di una rinuncia a cui Dio risponde come Gesù stesso ha detto in Marco 10:29-30.

Allora Gesù, rispondendo, disse: «Io vi dico in verità che non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o padre o madre o moglie o figli o poderi per amor mio e dell’evangelo, 30 che non riceva il centuplo ora, in questo tempo, in case, fratelli, sorelle, madre, figli e poderi, insieme a persecuzioni e, nel secolo a venire, la vita eterna.

Se continui a pensare alle tue difficoltà, se non alzi lo sguardo da esse, non puoi vedere quello che Dio vuole darti. Permetti a Dio di guidarti nelle aree in cui hai delle difficoltà, non ti isolare, cerca qualcuno che possa risollevarti. Non qualcuno che ti possa dare un “consiglio”, un parere, ma qualcuno che possa dirti cosa fare. Permetti a Dio di guidare la tua vita, fallo avanzare dalla terza fila della tua macchina, lascia che si metta sempre più avanti, lascia che si faccia spazio e tolga le cose che non vanno. Dio non vuole che tu FACCIA qualcosa: vuole che tu SIA qualcosa. Dio vuole che tu sia un discepolo in chiesa e fuori dalla chiesa.

DECIDILO di servire il Signore, permettiGli di guidare la tua vita! Certamente ci sono e ci saranno i problemi, ma c’è – ed è più potente di ogni altra cosa – Cristo Gesù che abita in noi.

Redazione a cura di Fabio Pecoraro

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