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Santificatevi #Apostolo Beniamino Cascio

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Santificatevi

 

Leggiamo Efesini 5, dal verso 18, che ci esorta ad essere ripieni di spirito. Non è un consiglio, ma una direttiva. Quando si è ripieni di spirito, si parla a se stessi con Salmi, inni e cantici spirituali. Ecco che, prima di lodare, vogliamo mettere in pratica e parlare a noi stessi con Salmi: mettiamoci addosso le parole dei Salmi. Dopo il Salmo, che ti porta a vedere le promesse di Dio come una arma che ti è stata data per scendere in battaglia, puoi cantare “inni” e da questi passare al ringraziamento e alla lode!
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Durante la celebrazione, prima della Parola, l’Apostolo ha chiesto alla sorella Barbara di testimoniare il miracolo ricevuto da suo marito e nostro amato fratello Mauro. Alla fine di questo prezioso momento di testimonianza, il messaggio che ne ricaviamo riguarda la nostra fede ed il fatto che, in Cristo Gesù, la guarigione è un fatto, non più soltanto una promessa. Ricaviamo un “si può fare!” su cui dobbiamo imparare a camminare, per tutte le situazioni che saremo chiamati, d’ora in avanti, ad affrontare, perché è così: si può fare, la chiesa, la sposa di Cristo, può portare in terra ciò che esiste già in Cielo!
Cammineremo e non smetteremo mai di camminare nel soprannaturale, facendo quello che, come chiesa, abbiamo fatto per Mauro: “organizzando” la nostra preghiera, i nostri digiuni, perché abbiamo una strategia e non siamo quelli che battono pugni per aria! Sappiamo bene chi è il nostro avversario e come assestare i colpi. Dio stesso ci rivela le strategie affinché abbiamo vittoria, perché siamo destinati a vivere nella vittoria e non possiamo arrenderci e fermarci prima di averla vista! Sulla croce, ogni cosa è stata compiuta!
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Andando alla Parola, vogliamo ricordare ciò che abbiamo sentito, all’inizio dell’anno: la parola profetica relativa al recupero del bottino che ci è stato rubato.
Quando Davide prega e chiede a Dio cosa avrebbe dovuto fare davanti al saccheggio che il suo popolo e lui stesso aveva subito ad opera degli amalechiti, non ha davanti a sé un popolo con lo spirito pronto alla riconquista. Tutt’altro. Il popolo è scoraggiato, così come si può essere scoraggiati davanti ad una diagnosi che, umanamente e nel naturale, equivale ad una sentenza di morte, o davanti a cose meno gravi, ma ugualmente forti, come potrebbe essere la perdita del lavoro su cui si era basata tutta la propria vita. Davanti a queste cose, non basta solo avere la conoscenza della Parola, serve avere fede nella Parola e applicarla. Ecco che Davide, dopo avere pregato, pur condividendo lo spirito affranto del suo popolo, ricava dalla preghiera la certezza e la forza che Dio stesso gli aveva dato, rispondendo positivamente alle sue domande. Davide aveva chiesto se avrebbe dovuto rincorrere i suoi nemici, se li avrebbe sconfitti e Dio gli aveva risposto di si. La rivelazione divina, il rhema, ti permette di andare nel campo di battaglia e riprendere tutto quello che ti è stato rubato. Questo ha fatto Davide ed ha camminato su questa strada pure quando una parte dei suoi, stremati, si sono fermati, lasciandolo con soli quattrocento uomini. Il ridotto numero delle sue forze non lo ha preoccupato, perché era Dio che gli aveva detto che avrebbe vinto!
Nel cammino sarai provato, ci potranno essere cose difficili da accettare per un credente (le persecuzioni, ad esempio, sono state una grande prova, ma Gesù chiama quella prova “beatitudine”). Quando la chiesa dei primi tempi ha cominciato a spargere il seme del Vangelo in tutto il mondo, i primi cristiani erano visti come appartenenti ad una setta e come tale perseguitati. Ma più forti erano le persecuzioni e più si espandeva la predicazione!
Dell’impero romano non rimane più nulla, ma dell’eternità della Parola di Dio rimangono ancora oggi i miracoli che viviamo.
Cristo è eterno: c’era, c’è e ci sarà per sempre!
Per potere riprendere quello che ci è stato rubato, dobbiamo restare fermi in quello che il Signore ci ha detto. La preghiera della chiesa ci ha fatto riavere Mauro: questa è una testimonianza che ci fa capire che possiamo ancora pregare così e conseguire altre vittorie!
Un’altra arma potente è l’integrità, altrimenti detta “santità”.
Santità non è espressione religiosa, non è qualcosa che possono stabilire gli uomini e le religioni, ma la santità che viene da Dio che è tre volte santo. La santità è l’ambiente di Dio.
Giosuè 3, al verso 5, leggiamo
«Giosuè disse al popolo: «Santificatevi, poiché domani il Signore farà meraviglie in mezzo a voi».»
Dio farà miracoli durante tutta la settimana e ci incontreremo la domenica per testimoniare.
Giosuè dà un ordine al popolo proprio per quanto riguarda la santificazione.
Mettetevi a parte, tagliatevi, separatevi “da” qualcosa “per” qualcosa. Siate tolti da un sistema, per appartenere ad un altro sistema. Siamo stati tolti da ciò che ha che fare con le forze e le possibilità dell’uomo per essere portati in una dimensione in cui avvengono e vediamo i miracoli!
La santificazione significa essere in Cristo Gesù. Quando credi in Lui diventi “santo”: santificazione posizionale. Hai, dunque, ricevuto una santificazione posizionale.
C’è poi la santificazione progressiva di chi vive nella santità. Spesso pensiamo che questa sia una via fatta di rinunce, ma quando Dio parla di santità parla di se stesso e questo ci fa capire che non esiste la santità legata alla rinuncia in sé o alla povertà! I santi che camminano da santi hanno comunione con Dio che è tre volte Santo!
Perché è importante la santificazione per la conquista? Perché in essa cammini con Dio, non più per te stesso, ma con Dio, come Enoc, come Abramo, come Noè.
Gli apostoli hanno camminato con Dio e proprio per questo camminavano nel soprannaturale!
Giosuè esortava il popolo a santificarsi proprio perché sapeva che Dio avrebbe fatto in mezzo al popolo meraviglie! Dobbiamo desiderare di camminare, ogni giorno, in mezzo alle meraviglie di Dio, in mezzo ai Suoi miracoli! Santificazione significa camminare con Gesù, camminare con lo Spirito Santo, camminare con Dio.
Le persone non vedono Dio, ma vedono te e conosceranno la santità di Dio vedendo la santificazione progressiva della tua vita!
In I Pietro 2, dal verso 1 leggiamo
«Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell’ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore è buono. Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesú Cristo.»
Queste sono le volpicine che distruggono la vigna e rubano il frutto: malizia (desiderio di far soffrire altri) inganno, ipocrisia, invidia (desiderio di innalzarsi al di sopra degli altri), maldicenza. Togliamo queste cose che sporcano la nostra santità e non ci fanno camminare con Dio che queste cose non le fa!
Chiudiamo con Efesini 4, verso 29
«Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l’ascolta.»
Talvolta pensiamo che tutto quello che diciamo edifichi qualcuno, ma dobbiamo avere discernimento dei bisogni di chi abbiamo davanti.
Quando si parla di grazia, si parla di potenza di Dio. Quando siamo in ospedale per fare una visita, preghiamo per il malato e preghiamo pubblicamente, perché possa accendersi una speranza in altre persone! Alcuni ricevono guarigione solo per il fatto di aver creduto in una preghiera fatta per altri: questo significa conferire grazia, questo è essere santi!

 

Redazione a cura di Fabio Pecoraro

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