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Preghiera produce potenza #Apostolo Beniamino Cascio

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Preghiera produce potenza

 

Davanti a Lazzaro, appena morto, circondato dal dolore delle sorelle che avevano vissuto gli ultimi suoi momenti, Gesù ringrazia il Padre perché sempre Lo esaudiva.
Con chi parlava Gesù?
Parlava con il Padre. Dio Padre è più reale di ogni cosa, più presente tra noi di quanto non lo sia la persona che ci è seduta accanto.
Il Padre, ogni giorno, continuamente, ci parla e ci invita a constatare la Sua presenza accanto a noi e quando vede che siamo assorti nei nostri pensieri, presi da varie cose che ci distraggono e distolgono da Lui, ci chiede “figlio, dove sei con la testa?” Anche quando ci distraiamo dalla Sua presenza, Lui c’è, c’è sempre.
Davanti a Lazzaro, Gesù ringrazia il Padre e subito dopo pronuncia, come uomo (senza la natura di peccato, ma come uomo, non come Dio) pronuncia una parola di autorità,  chiamando Lazzaro a venire fuori.
Lazzaro era morto da quattro giorni, era stata posta una pietra davanti al suo sepolcro. Per l’uomo era una storia chiusa, il suo corpo – facevano notare a Gesù che chiedeva di accedervi –  già “puzzava”, così come puzza il peccato. Ma la presenza di Dio, viceversa, profuma. Davanti a quel sepolcro in cui era stato deposto un corpo in cui c’era la morte, Gesù ordina alla vita di venire fuori.
Poiché era tutto fasciato, Lazzaro non poteva muoversi con le proprie gambe, perciò uscì dal sepolcro levitando. Immaginiamo lo stupore di chi assistette a quella scena? Quando c’è lo stupore, spesso, si rimane immobili ed impietriti ed ecco che Gesù ordina alle sorelle di Lazzaro di togliere tutte le bende. Sotto le bende, c’era un uomo vivo, con gli occhi aperti e con il cuore che batteva. Ciò che era morto era tornato in vita! Impariamo a camminare di più nello spirito e vivremo queste cose come normalità!
Il Signore mi ha fatto vedere che questa settimana faremo preghiera e digiuno per il fratello Mauro. Lui sarà guarito: questa è parola del Signore. Ho detto a Mauro – e lui me lo ha confermato stringendomi la mano – che in questi giorni lui ha ricevuto rivelazioni circa la sua chiamata. Giovanni 16:13 ci ricorda come lo Spirito Santo voglia rivelarci cose dal Padre, cose che per noi sono vitali.
Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire.
Ci sono magazzini pieni di queste rivelazioni, ma spesso viviamo nella penuria e miseria, come fossimo miserabili, quando in verità siamo eredi e non eredi lontani, ma figli!         Spesso pensiamo che Dio ci debba trattare da eredi lontani, a motivo di quello che sappiamo e vediamo del nostro rapporto con Lui, ma non è Dio che allenta il rapporto con noi, siamo noi che non prendiamo ciò che Lui ha già fatto, smisuratamente, al di là delle nostre aspettative.
Dio è fedele e farà ciò che ha detto e ciò che ti ha mostrato.
Quando Dio ti fa vedere qualcosa, quello che hai visto è già fatto e va semplicemente ereditato.
Siamo stati benedetti con “ogni” benedizione nei luoghi celesti: tutte le aree della mia vita possono vivere con la benedizione, ma esse sono nei luoghi celesti e dobbiamo portarle nella nostra realtà, nella nostra vita quotidiana. Come? Nel modo in cui si ottengono le cose da Dio: credendo con il cuore e confessando con la bocca. Facendo sì che dalla nostra bocca esca ciò che abbonda nel nostro cuore.
Quando Abramo riceve da Dio la richiesta di offerta in sacrificio del figlio della promessa, Isacco, egli si muove per fede, essendo convinto che Dio glielo avrebbe ridato come in una specie di resurrezione. Abramo non guardava alla legna preparata, al coltello che aveva tra le mani, ma mentre ubbidiva a Dio (ubbidienza a cose che ci possono apparire “strane”…) vedeva nel soprannaturale, continuando a confessare che Dio glielo avrebbe ridato. Abramo sapeva che era Dio che gli stava parlando, conosceva la voce di Dio, aveva discernimento e sapeva che non era il nemico a metterlo in quella situazione e per questo ubbidisce.
Tre passi della Scrittura ci preparano a questa settimana di digiuno e preghiera in cui ogni riunione in casa farà il proprio turno di digiuno e preghiera.
I Timoteo 2, verso 1.
Ti esorto dunque prima di ogni cosa che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini,
La Scrittura dice “prima di ogni cosa”, perché per Dio è prioritario che, davanti ai bisogni, ci diamo a queste cose: supplica, preghiera, intercessione e ringraziamento.
Il versetto 8 ci riporta una volontà relativa alla preghiera:
Voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando le mani pure, senza ira e dispute.
All’uomo, come capo famiglia, è stata data una autorità ed anche se le donne, spesso, sono più pronte alla preghiera ed hanno più sensibilità in questo, non significa che noi uomini dobbiamo considerare la preghiera un affare per donne, perché non lo è ed anzi abbiamo specifiche responsabilità nel pregare.
Dove andremmo, uomini, senza guida e direzione divina?
Lo Spirito Santo ci esorta a pregare, non solo nella cameretta, ma in ogni luogo: nel posto di lavoro, in mezzo agli amici (l’amico vero accetta di pregare con te). Questo ci permette di essere guida e protezione, autorità, questo ci farà vivere lontano dalle paure!
Efesini 6, dal verso 17 al verso 19, ci esorta a rivestirci dell’elmo della salvezza, facendo purificazione dei pensieri che ci vengono contro e che inducono incredulità. Elmo e spada, la spada dello Spirito, pregando in ogni tempo: ogni tempo è tempo di preghiera!
Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, 18 pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi, 19 e anche per me affinché, quando apro la mia bocca, mi sia dato di esprimermi con franchezza per far conoscere il mistero dell’evangelo,
Vegliare con perseveranza.
Questa settimana pregheremo per alcuni santi in modo particolare ed uno di loro è senz’altro Mauro. Stiamo combattendo con Lui e per lui e questa preghiera sta parlando a ciascuno di noi, perché ci fa capire che nella chiesa, nel corpo di Cristo, ricevi i doni dello Spirito Santo e ricevi sostegno. La chiesa è ricchezza, abbondanza, grazia sufficiente di Dio per ogni credente! Questa settimana pregheremo anche per tutti coloro che stanno combattendo con la propria carne e con i problemi che li sovrastano facendoli sentire circondati dalla morte e dai legami. Alcuni si sentono come Giona, nel ventre del pesce. Giona è stato liberato invocando, pregando e lodando il Signore.
Infine, I Tessalonicesi 5, dal verso 16 che non parla di una piccola gioia, serafica, come quella che si vede in certi dipinti in cui si vedono figure strane, estatiche, ma della gioia di Davide, che danzava davanti al Signore ripieno di spirito!
Siate sempre allegri. 17 Non cessate mai di pregare. 18 In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19 Non spegnete lo Spirito.
“Siate sempre allegri” non è un consiglio, non è una speranza, è un imperativo: un comando che riguarda una allegria, una gioia, che è stata impiantata dentro di noi e che il Signore, proprio per questo, ci può ordinare di praticare!
Il verso 17 ci esorta a non cessare mai di pregare! Questo ci fa scoprire che la preghiera è uno stile di vita che parte dalla consapevolezza che Dio è presente sempre, in ogni posto ed in qualunque circostanza, perché la preghiera è parlare con il Padre.
Gesù pregava sempre perché sempre parlava con il Padre.

 

Redazione a cura di Fabio Pecoraro

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