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Posizione o Mandato #Pastore Davide Galassi

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Posizione o Mandato

 

In questi giorni ho spesso detto che tutto dipende dalla intimità che viviamo, ogni giorno, con Dio e Paolo ci ha indicato la via per avere questa intimità: non cessare mai di pregare!
Il messaggio di oggi inizia con alcune domande.
La prima riguarda il risveglio: quanti di noi vogliono, veramente, il risveglio? Quanti, oltre che a volerlo, voglio essere risvegliati spiritualmente? Per essere risvegliati, bisogna investigare il nostro cuore.
Quando la Parola viene rivelata, essa è uno specchio per guardare noi stessi: non è una pietra che Dio ti dà in mano per lapidare gli altri! La Parola è specchio per esaminare noi stessi e la condizione del nostro cuore. Dobbiamo farci delle domande, ogni giorno, capire in che modo la Parola possa cambiarci perché possiamo non solo vedere, ma “essere” risveglio!
Quale è la condizione del nostro cuore? Stiamo camminando in ubbidienza?
Certamente vogliamo manifestare la potenza di Dio su questa terra.
Prendiamo I Samuele 16, dal verso 3.
Inviterai Isai al sacrificio, io ti indicherò ciò che dovrai fare, e tu mi ungerai colui che ti dirò». 4 Così Samuele fece quello che l’Eterno gli aveva detto e andò a Betlemme; gli anziani della città gli andarono incontro tremanti e gli dissero: «Vieni pacificamente?». 5 Egli rispose: «Vengo pacificamente; sono venuto ad offrire un sacrificio all’Eterno; purificatevi e venite con me al sacrificio». Fece anche purificare Isai e i suoi figli e li invitò al sacrificio. 6 Quando essi giunsero, egli posò lo sguardo su Eliab e disse: «Certamente l’unto dell’Eterno è davanti a lui». 7 Ma l’Eterno disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né all’altezza della sua statura, poiché io l’ho rifiutato, perché l’Eterno non vede come vede l’uomo; l’uomo infatti guarda all’apparenza, ma l’Eterno guarda al cuore»
Troviamo Samuele che si reca a casa di Isai, per ungere il nuovo re.
Quando il profeta entra in quella casa, si trova davanti al primogenito e dice che “certamente” quello sarebbe stato il re che avrebbe dovuto ungere. In qualche modo, il Profeta immagina che Dio avrebbe scelto un uomo simile a quello che aveva scelto in precedenza, un uomo simile a Saul. Ma Dio fa sempre cose nuove.
Fino a quel momento, Samuele non aveva mai sbagliato, la Bibbia ce lo dice, ma in quel caso Dio lo ferma e gli dice di non badare al suo aspetto.
Dio ha scelto Davide e ha rifiutato il fratello maggiore soppesando la condizione del loro cuore.
Il mondo vive per una posizione, ma noi viviamo per una chiamata, per un mandato.
Davide, a differenza del fratello maggiore, non cercava una posizione, Davide desiderava portare a termine la chiamata per la quale era stato creato.
Spesso, anche nelle chiese, si litiga per posizioni date o non date a questo o a quello e questo accade perché portiamo nelle chiese gli stessi obiettivi del mondo e cerchiamo posizioni e visibilità.
Ci ricordiamo dell’asino che ha cavalcato Gesù quando entrò a Gerusalemme? Ecco, quell’asino era stato condotto da un uomo che ha vissuto per quel momento: per allevare e poi portare un asino a Gesù (Marco 11:2; Luca 19:30). Non stiamo parlando di uno che abbia avuto chissà quali posizioni, ma è quella persona che ha procurato un asino a Gesù e per questo, sicuramente, ha il suo posto in Cielo!
Chi era Davide? Era quello che aveva la posizione più umile tra i fratelli, ma aveva un cuore secondo Dio. Toglimi tutto, ma non il tuo Santo Spirito: questo è quello che dice Davide e sono parole di un uomo che desiderava fare solo la volontà di Dio. Non è stato esente da errori, anzi ne ha commessi di gravi, ma il suo era un cuore secondo Dio.
Quando Davide arriva nei pressi del campo di battaglia, con il suo carretto, sente che il gigante insultava il popolo di Dio. Quel pastorello, con ancora addosso l’odore acre delle pecore, non tollera quegli insulti. Elia, il fratello maggiore, che desiderava per sé la posizione che era stata data a Davide, cerca di screditarlo, ma Davide aveva rivelazione della potenza di Dio, proprio perché non cercava una posizione e sapeva di avere una missione da compiere.
Quando hai l’unzione, non hai paura dei giganti. Se hai paura dei tuoi giganti, vuol dire che non sa ancora dove sta andando.
Dio potrà anche metterti in una posizione, ma non dovrai mai essere legato ad essa: devi restare legato alla tua chiamata!
Sono convinto che questa generazione sarà fortemente visitata da Dio, tanto che si farà a gara ad onorarci, senza più sgomitare tra di noi.
In Genesi 37:5, vediamo un altro aspetto della differenza tra missione e posizione. Abbiamo visto la differenza tra Davide ed il fratello Elia, ora vediamo Giuseppe.
Conosciamo la storia di questo ragazzo, invidiato dai fratelli perché molto amato dal padre. Racconta i sogni ai fratelli che, per questo, lo odiano ancora di più. Anche il padre, davanti al racconto del secondo sogno, lo rimprovera. La Bibbia non ci parla di un Giuseppe “orgoglioso”, uno che si vantava, ma forse è un ragazzo “immaturo”: parlava della posizione, perché non aveva ancora ricevuto rivelazione della missione.
Giuseppe, in questa condizione di cuore, va dai fratelli e parla loro della posizione. Per questo finisce nel pozzo! Ma da quella esperienza esce un Giuseppe più maturo. Vale anche per noi: ogni prova è un test per noi, un passaggio di crescita e maturazione per capire la condizione del nostro cuore. Quando tutto va bene, amiamo tutti, ma quando tutto va male, è lì che si vede il tuo cuore. Le prigioni, i pozzi, se continui a stare fermo sulla parola che hai ricevuto, ci portano ad una crescente rivelazione della missione!
Quando Dio fa una promessa, non importa quanti anni starai nel pozzo: quello è il tempo che ti serve per aprire i tuoi occhi spirituali per ricevere rivelazione della missione! Dopo questa e solo dopo questa sarai messo nella posizione giusta, ma prima viene la rivelazione della missione!
Pensiamo agli apostoli che, poco prima che Gesù andasse in croce, gli chiedono di stare uno alla destra ed uno alla Sua sinistra. Quale è la risposta di Gesù? Risposta di colui che ha lasciato la posizione che aveva per compiere una missione? Gesù chiede loro se si sentissero pronti a bere il calice e portare la croce: dopo questo viene la benedizione.
Gesù ha compiuto la Sua missione, ora dobbiamo esaminare la condizione del nostro cuore, capire dove stiamo andando e compiere la nostra.
Torniamo a Giuseppe. Dio lo ha portato sul trono: Genesi 45:7-11.
Ma DIO mi ha mandato davanti a voi, perché sia conservato per voi un residuo sulla terra, e per salvarvi la vita con una grande liberazione. 8 Non siete dunque voi che mi avete mandato qui, ma è DIO; egli mi ha stabilito come padre del Faraone, come signore di tutta la sua casa e governatore di tutto il paese d’Egitto. 9 Affrettatevi a ritornare da mio padre e ditegli: “Così dice tuo figlio Giuseppe: DIO mi ha stabilito come signore di tutto l’Egitto; scendi da me, non tardare; 10 tu dimorerai nel paese di Goscen e sarai vicino a me: tu e i tuoi figli, i figli dei tuoi figli, le tue greggi, i tuoi armenti e tutto quello che possiedi. 11 E là io ti sostenterò, perché ci saranno ancora cinque anni di carestia, affinché tu non sia ridotto in miseria: tu, la tua famiglia e tutto quello che possiedi”.
Tutto quello che Giuseppe aveva vissuto di male era a causa dei fratelli, ma non dà loro alcuna colpa. Giuseppe non si vede sul trono, ma vede che la missione che Dio gli aveva data era quella di permettere che restasse un “residuo”. Dal trono, dalla posizione, Giuseppe vede ancora più chiaramente la missione. Quando il tuo io viene sottomesso allo Spirito di Dio, vedi le cose dal Suo punto di vista.
Le parole di Giuseppe sono chiarissima espressione di questa rivelazione: rivelazione della missione! Dio lo ha posto in una posizione proprio perché, anche nel pozzo, ha continuato a custodire il cuore scevro da lamenti, ma integro. Integro è colui che cammina nella verità per portare a termine la chiamata.
Per cosa stai vivendo? Per il potere? Per la Ricchezza? Per le cose materiali? O stai vivendo per compiere le buone opere? Per fare la differenza e portare a termine la missione di vedere quante più anime possibile strappate all’inferno! Tu ed io siamo stati salvati per questo: il più grande onore che tu possa avere, non è avere una posizione, ma essere stato chiamato da Dio stesso per una missione! Quando comprendi questo e realizzi che Dio ti onora con una missione, realizzi la vera vita che è conoscere Lui, il Suo piano ed il Suo scopo! Non importa se stai pulendo la chiesa, continua a servire e farai la differenza! Dovunque tu ti trovi, onora Dio, in tutte le circostanze, perché il pianto dura una notte, ma la mattina prorompe in grida di gioia! Esamina il tuo cuore e cerca di capire per cosa stai vivendo! Smetti di piangere, smetti di pensare che devi scalare la montagna, perché tu sei stato creato per spostarle le montagne!

Redazione a cura di Fabio Pecoraro

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