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Non avere paura #Apostolo Beniamino Cascio

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Non avere paura

 

Il Signore ci sta portando in una nuova dimensione, in un nuovo territorio. Questo può portare con sé preoccupazione, timori legati a ciò che potremmo dover lasciare. Il Signore vuole che ricordiamo tutto il bene che abbiamo ricevuto affinché le testimonianze di quello che abbiamo ricevuto portino frutto, senza tuttavia diventare “idoli”. Dio vuole cose nuove e nuova consapevolezza della Sua presenza nella nostra vita: non dobbiamo abituarci alle cose, alle tradizioni, dobbiamo camminare per lo Spirito, per essere liberi di farci condurre dove Dio stesso vuole che ci troviamo. Questa è una parola profetica che rivolgo alla chiesa perché il Signore sta preparando un gruppo di discepoli, ben ordinato ed equipaggiato, per entrare nel territorio nuovo. Viviamo un tempo di risveglio del soprannaturale, vediamo una accelerazione nelle risposte che arrivano da Dio. Nel nostro mezzo ci sono persone che il Signore sta chiamando perché hanno deciso di consacrarsi alla Sua volontà. Dio disse a Giosuè “sii forte e coraggioso”. Come mai gli rivolge questa esortazione? Egli non era un pavido, era stato un ragazzo che cercava la presenza di Dio, che aveva servito e seguito Mosè, non era uno abituato alla paura. C’era stato un tempo in cui, finito il ciclo dei quaranta anni nel deserto, ci si trovava davanti ad un tempo nuovo. In quel momento il popolo era davanti ad una svolta ed è per questo motivo che Dio parla a Giosuè con quelle parole. Dio aveva preparato il tempo futuro ed allo stesso modo è stato preparato, per noi, il tempo ed il territorio nuovo. Tocca a noi entrare in quel tempo ed in quel territorio e tocca a noi entrarci con Lui. C’è aspettativa per questo nuovo tempo, ma c’è anche timore. Ecco perché Dio ci dice “non avere paura”. Ogni sorta di paura deve andare via. Non avere paura se tuo marito o tuo figlio non credono, non camminare “per paura”, non permettere che esse ti blocchino e blocchino l’opera che Dio vuole fare attraverso di te. Come fu detto a Giosuè, così viene detto a noi: “sii forte e coraggioso”! Giosuè era stato preparato per quel momento: il momento dell’ingresso nella terra promessa. Dio ci ha detto che questo sarebbe stato l’anno del recupero di qualsiasi cosa persa. Dopo il recupero c’è un territorio nuovo. Adesso non dobbiamo più guardare a quello che è stato. Dobbiamo essere forti e coraggiosi. Leggiamo direttamente da Giosuè 1, dal verso 5 al verso 18 5 Nessuno ti potrà resistere tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò. 6 Sii forte e coraggioso, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dare loro. 7 Solo sii forte e molto coraggioso, cercando di agire secondo tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha prescritto; non deviare da essa né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai. 8 Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto, perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai. 9 Non te l’ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non aver paura e non sgomentarti, perché l’Eterno, il tuo DIO, è con te dovunque tu vada». 10 Allora Giosuè comandò agli ufficiali del popolo, dicendo: 11 «Passate in mezzo all’accampamento e date quest’ordine al popolo, dicendo: Fatevi delle provviste di viveri, perché entro tre giorni passerete questo Giordano per andare ad occupare il paese che l’Eterno, il vostro DIO, vi dà in eredità». 12 Giosuè parlò pure ai Rubeniti, ai Gaditi e alla mezza tribù di Manasse, e disse loro: 13 «Ricordatevi della parola che Mosè, servo dell’Eterno, vi comandò quando vi disse: “L’Eterno, il vostro DIO, vi ha concesso riposo e vi ha dato questo paese. 14 Le vostre mogli, i vostri piccoli e il vostro bestiame rimarranno nel paese che Mosè vi ha dato di qua dal Giordano; ma voi, tutti i vostri guerrieri valorosi passerete armati davanti ai vostri fratelli, e li aiuterete, 15 finché l’Eterno avrà dato riposo ai vostri fratelli come a voi, e avranno anch’essi preso possesso del paese che l’Eterno, il vostro DIO, dà loro. Allora potrete ritornare ad occupare il paese che vi appartiene, e che Mosè, servo dell’Eterno, vi ha dato di qua dal Giordano verso est”». 16 Essi allora risposero a Giosuè, dicendo: «Noi faremo tutto quello che ci comandi e andremo dovunque ci manderai. 17 Come abbiamo ubbidito in ogni cosa a Mosè, così ubbidiremo a te. Soltanto sia con te l’Eterno, il tuo DIO, come è stato con Mosè! 18 Chiunque si ribella ai tuoi ordini e non ubbidisce alle tue parole, in tutto ciò che gli comandi, sarà messo a morte. Solo sii forte e coraggioso!». Dio dice a Giosuè che il solo passato a cui doveva guardare era quello che riguardava la Sua presenza: come sono stato con Mosè, così sarò con te. “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò.”: incidiamo nel nostro cuore questa parola. Nella Bibbia, più volte, queste parole vengono ripetute (vedi Matteo 28:20). Quando sei in difficoltà e senti lo sconforto che sta per venirti addosso, semplicemente, grida a Colui che è alla portata della tua invocazione. Quando entri in un territorio nuovo, quello che deve funzionare al di sopra di ogni cosa è la tua fede: non avere paura di predicare che Cristo è la tua salvezza! Il coraggio di cui si parla in questo senso è fede, fede basata sulla Parola di Dio che è certa, sicura, immutabile. Prendiamo Giosuè 1:6-7 6 Sii forte e coraggioso, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dar loro. 7 Solo sii molto forte e coraggioso; abbi cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha data; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai. In questi due versi leggiamo che dobbiamo entrare in un territorio nuovo. Non dobbiamo avere paura. Non devi avere paura del membro della tua famiglia non credente. Tu devi essere un’ancora per lui. La prosperità dipende dalla tua fede, dalla parola che hai creduto nel tuo cuore e che hai professato con la tua bocca . Dio metterà delle parole nella tua bocca per spiegare cosa stai credendo . Quelle parole produrranno salvezza. Siate coraggiosi. Il coraggio di cui parlo io è la fede. La fede si basa sulla parola di Dio. Tu prospererai con Dio. In Genesi 26:24-25, leggiamo 24 E l’Eterno gli apparve quella stessa notte, e gli disse: «Io sono il DIO di Abrahamo tuo padre; non temere, perché io sono con te; ti benedirò e moltiplicherò la tua discendenza per amore di Abrahamo mio servo». 25 Allora egli costruì in quel luogo un altare e invocò il nome dell’Eterno, e vi piantò la sua tenda. Là i servi di Isacco scavarono un pozzo. Isacco aveva scavato un pozzo e altri, con delle scuse, gli avevano usurpato il pozzo. Isacco era un uomo prospero, per questo veniva seguito anche dagli invidiosi e molti provavano ad usurparne i frutti. È una condizione in cui, spesso, possiamo trovarci anche noi: “osservati” da coloro che vedono i frutti del Regno in noi e magari scherniti, per invidia, per il nostro credere. Il mondo invidia la consacrazione e santificazione della chiesa: quello che si vede può anche essere scherno, ma esso è invidia! Isacco, pur non volendo litigare, si trovava in una condizione difficile e l’Eterno gli appare ricordando di essere lo stesso Dio che aveva fatto, con suo padre, un patto. Dio è fedele al patto ed è fedele al patto, suggellato dal sangue di Cristo, per il quale siamo diventati Suoi figli. Dio si avvicina ad Isacco e gli dice “Io sono con te”. Quando c’è una guerra nella tua vita, ricordati che a tuo favore c’è Dio! Dio è con te! Dopo che riceve quelle parole, Isacco mette ordine: costruisce un altare, che significa mette come priorità il suo rapporto di adorazione con Dio, poi pianta la sua tenda (la seconda cosa, dopo il tuo rapporto con Dio, è la famiglia). Infine, fa scavare un pozzo (terzo posto nella scala delle priorità: il lavoro). Attenzione a non scambiare mai queste priorità: Dio, famiglia, lavoro. In I Re 17:13-15 13 Elia le disse: «Non temere; va’ e fa’ come hai detto, ma fanne prima una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne farai per te e per tuo figlio. 14 Poiché così dice l’Eterno, il DIO d’Israele: “Il vaso della farina non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà, fino al giorno che l’Eterno manderà la pioggia sulla terra”». 15 Così ella andò e fece secondo la parola di Elia; e mangiarono lei, Elia e la sua famiglia per parecchio tempo. Leggiamo una parola che parla direttamente a quanti di noi hanno bisogno di un miracolo. Conosciamo la storia, Elia viene inviato da una vedova, affinché ella provvedesse ai bisogni del profeta. La vedova era ella stessa, gravemente, nel bisogno. Eppure, Dio opera in modo straordinario. Spesso guardiamo ai nostri bisogni ed alle nostre (scarse) risorse, dimenticando che in Dio abbiamo accesso a tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Il profeta sa bene che sta rivolgendo alla donna parole dure, parole che avrebbero porto metterle paura. Ma erano parole che stavano portando quella donna nel territorio della provvidenza divina: un livello più alto. Elia comprende che Dio voleva provvedere ai suoi bisogni attraverso un miracolo che riguardava quella donna. Dio è Colui che fa sgorgare acqua nel deserto. Il profeta dà una indicazione a quella donna, dà un comando e sono parole apparentemente “folli”, ma l’ubbidienza di quella donna fa scaturire in quella famiglia il soprannaturale. In Isaia 41:10 10Non temere, perché io sono con te, non smarrirti, perché io sono il tuo DIO. Io ti fortifico e anche ti aiuto e ti sostengo con la destra della mia giustizia. Leggiamo ancora una esortazione proveniente da Dio. Israele stava vivendo nel peccato, nel disordine, nella idolatria, ma una parola arriva al popolo attraverso il profeta. Suo padre si chiama “odiato, oppresso”. Dio per rispondere al bisogno di Israele va a cercare nella casa dell’oppresso. Dio ci vuole incoraggiare. Gedeone affrontó con 300 uomini , 135 mila persone. Gedeone mette in mano dei 300 : una tromba, una brocca e una fiaccola. La tromba significa Vangelo: porta la parola di Dio sempre con franchezza. Dio si deve vedere attraverso di noi. Abbiamo bisogno di vedere la presenza della resurrezione. Dio ti sostiene, lui è con te. Dio parla sempre al popolo attraverso un profeta e – come ci insegna la vicenda di Gedeone (il cui nome significa “monco”) , Suo padre si chiamava “odiato, oppresso”.quando il profeta non è ascoltato, usa una via apparentemente folle. Gedeone combatte una guerra con mezzi apparentemente inesistenti, ma vince! Dio ci vuole incoraggiare. Gedeone affrontó con 300 uomini , 135 mila persone. Gedeone mette in mano dei 300 : una tromba, una brocca e una fiaccola. La tromba significa Vangelo: porta la parola di Dio sempre con franchezza. Dio si deve vedere attraverso di noi. Abbiamo bisogno di vedere la presenza della resurrezione. Dio ti sostiene, lui è con te. In Matteo 10:30-31 30 Ma quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31 Non temete dunque; voi siete da più di molti passeri. Ascoltiamo, direttamente dalla voce di Gesù, una parola che ci fa comprendere come e quanto Dio si prenda cura di noi. Gesù stesso ci invita ad ubbidire alla Sua Parola e lasciare che sia Lui ad occuparsi di noi. In Matteo 28, dal verso 1, leggiamo l’episodio delle donne che, recatevi al sepolcro, incontrano l’angelo. 1 Ora, alla fine dei sabati, all’alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l’altra Maria, andarono a vedere il sepolcro. 2 Ed ecco, si fece un gran terremoto, perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, venne e rotolò la pietra dall’apertura del sepolcro e si pose a sedere su di essa. 3 E il suo aspetto era come di folgore e il suo vestito bianco come la neve. 4 E, per lo spavento che ebbero di lui, le guardie tremarono e rimasero come morte; 5 ma l’angelo, rivolgendosi alle donne, disse loro: «Non temete, perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. 6 Egli non è qui, perché è risorto, come aveva detto; venite, vedete il luogo dove giaceva il Signore. 7 Presto, andate a dire ai suoi discepoli che egli è risorto dai morti; ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete; ecco, io ve l’ho detto». 8 Esse dunque si allontanarono in fretta dal sepolcro con spavento e con grande gioia; e corsero a darne la notizia ai suoi discepoli. 9 E mentre andavano per dirlo ai discepoli, ecco Gesù venne loro incontro e disse: «Salve!». Allora esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono. 10 Quindi Gesù disse loro: «Non temete, andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e che là mi vedranno». 11 Mentre esse andavano, ecco alcuni della guardia giunsero in città e riferirono ai capi dei sacerdoti quanto era accaduto. 12 Questi allora, radunatisi con gli anziani, deliberarono di dare una cospicua somma di denaro aisoldati, 13 e dissero loro: «Dite: I suoi discepoli sono venuti di notte, e l’hanno rubato mentre noi dormivamo. 14 E se poi la cosa verrà agli orecchi del governatore, lo placheremo noi e faremo in modo che voi non siate puniti». 15 Ed essi, preso il denaro, fecero come erano stati istruiti, e questo detto si è divulgato fra i Giudei, fino ad oggi. 16 Ora gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato 17 e, vedutolo, lo adorarono; alcuni però dubitarono. 18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen». Le guardie, per lo spavento, rimangono come morte. Quanti di noi sentono di avere attorno guardie che vorrebbero tenerci fermi? Ecco, la presenza di Dio accanto a ciascuno di noi è come la presenza di quell’angelo che terrorizza e blocca i nostri nemici. Cosa dice quell’angelo alle donne? Rivolge loro una parola che terrorizza i nemici: Gesù è risorto! Quando porti il Vangelo, non avere paura, annunciate Colui che è risorto!

 

Redazione a cura di Fabio Pecoraro

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