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La Cena del Signore #Apostolo Beniamino Cascio

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La Cena del Signore

 

Oggi è una giornata speciale, come lo è ogni giorno che viviamo con Cristo! Non vogliamo vivere una vita ordinaria, in cui nulla accade e nulla cambia. Con Dio, tu vivi sempre nello straordinario, nel soprannaturale: meraviglia delle meraviglie! Oggi, la mensa è apparecchiata. Il Salmo 23 dice che la mensa è stata apparecchiata davanti ai tuoi nemici. Ecco, se pensi di averne, il Signore ti dice “siediti a tavola, mangia al loro cospetto”. Le persone, come sappiamo, non ci sono nemiche, perché non è contro carne e sangue il nostro combattimento, ma non lo sono neppure le difficoltà: perché Dio stesso ha provveduto la Sua soluzione! Tu sei figlio, puoi sederti alla tavola del Padre per quello che sei, non per come ti sei comportato. Questo parla della grazia di Dio. Ecco, questa mensa è per i figli. * Leggiamo il Salmo 23, ponendo attenzione particolare al verso 5. L’Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà. 2 Egli mi fa giacere in pascoli di tenera erba, mi guida lungo acque riposanti. 3 Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. 4 Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga sono quelli che mi consolano. 5 Tu apparecchi davanti a me la mensa in presenza dei miei nemici; tu ungi il mio capo con olio; la mia coppa trabocca. 6 Per certo beni e benignità mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa dell’Eterno per lunghi giorni. Il salmista usa il tempo presente e questo ci lascia comprendere che al credente è sufficiente dichiarare, con fede, ciò che Dio è e ciò che Egli ha già provveduto. Avere per consolazione la correzione è un atto di fede: la correzione fa parte dell’amore di Dio verso di noi. Chi non vuol essere corretto, non sta permettendo a Dio di proteggerlo. Il verso 5 parla, infine, di una mensa apparecchiata “davanti agli occhi dei miei nemici”. Con questi occhi va vista la mensa apparecchiata questa mattina. Il verso continua con un riferimento all’unzione che scorre da capo a piedi. Spesso le cose non cambiano nella nostra vita perché non stiamo permettendo all’unzione di scorrere dal capo ai piedi: non stiamo sottomettendo tutti i nostri pensieri alla Parola. Questa sottomissione allo Spirito Santo porta cambiamento! L’unzione sul capo ha anche un altro aspetto. In senso generale, l’unzione sul capo è figura dell’unzione su Cristo Gesù, capo della chiesa. Nel naturale, tutti noi abbiamo un capo e quanto è importante sottometterci a chi è in una posizione di autorità dalla quale riceve e lascia discendere l’unzione. Il Salmo si chiude con una certezza: beni e benignità mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita! In I Corinzi 11, dal verso 23, leggiamo Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane 24 e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». 25 Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». 26 Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. 27 Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. 28 Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice, 29 poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30 Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono. 31 Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati. 32 Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo. 33 Pertanto, fratelli miei, riunendovi per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri. 34 E se qualcuno ha fame, mangi a casa, affinché non vi riuniate per attirarvi un giudizio. Or quanto alle altre cose le sistemerò quando verrò.” Cosa fa Gesù nella notte in cui viene tradito? In quella notte, Gesù non si mette a discutere con chi lo ha tradito. Non cerca vendetta, non cerca chiarimento, non fa nulla di quello che noi avremmo fatto. Aveva piena e totale ragione, sapendo che da lì a poco avrebbe subito un gravissimo torto: per il quale avrebbe potuto desiderare “naturale giustizia” ( vale a dire la condanna di chi ne era responsabile). Ma cosa fa Gesù in quella notte? Cosa se ne fa Gesù nella ragione che pure aveva? Ci mette sopra il pane. Così facendo, Egli ci ha insegnato che se il nostro nemico ha fame, bisogna dargli da mangiare, se ha sete, dagli da bere. Gesù ci fa sapere che, facendo questo, raduneremo dei carboni accesi sul capo del mostro nemico: carboni di purificazione che annienteranno tutti quei pensieri che ci fanno vedere gli altri come nemici. Gesù sta insegnando un principio del Regno facendo questo. Gesù ringrazia il Padre per il pane che si appresta a distribuire a Giuda Iscariota, ma anche agli altri che, chi più o chi meno (tranne Giovanni) di lì a poco lo avrebbero tradito, lasciandolo solo o rinnegandolo (come Pietro). Gesù fece questo per dare ai discepoli un esempio di condotta davanti al tradimento che avrebbero potuto subire, da quel momento in avanti, anche loro. Al verso 27 del passo che abbiamo citato sopra, c’è un ammonimento a non accostarci al calice in modo indegno: facendo diventare religioso ciò che è realtà! Il verso 28 ci esorta ad esaminare noi stessi. Sugli altri siamo sempre bravissimi: riconosciamo gli errori degli altri in modo dettagliato, ma i nostri di errori? Beh, per quelli troviamo spesso il modo di attribuirli alla responsabilità di qualcun altro! Ecco perché il passo ci invita ad esaminare noi stessi. Se decidi di mangiare e bere alla mensa apparecchiata, in modo consapevole, avrai la tua guarigione! Ci sono tre aspetti “temporali” della cena del Signore. 1) guardare dietro, alla croce, non a quello che tu hai fatto, ma a quello che Cristo ha fatto. Si parla di memoriale, non di mera memoria: il memoriale ha a che fare con la testimonianza che fa rivivere quello che è successo, andando oltre il semplice ricordo. Il memoriale di questo momento fondamentale è il punto fermo della storia dell’umanità. 2) Guardare dentro: ora, ognuno esamini se stesso, per potere cambiare e camminare per fede. 3) Guardare avanti, finché Egli venga. Gesù sta già tornando ed il tuo prepararti sta nell’aspettarLo camminando per fede. Se cammini per fede, se non rimandi il cambiamento nella tua vita, stai già vivendo nella preparazione della Sua venuta. Uno degli aspetti importanti su cui oggi meditiamo è quello dell’annuncio: cosa annunciamo? Noi annunciamo non la morte, ma la fine del giudizio e della colpa, perché la morte di Gesù ha compiuto l’espiazione che ha soddisfatto la giustizia divina! Noi annunciamo al mondo la morte del Signore, la Sua resurrezione, nell’attesa della Sua seconda venuta! Altro aspetto riguarda l’esaminare se stessi. In II Corinzi 2:5-16 leggiamo un passo molto importante sul perdono. E se qualcuno ha causato tristezza, non ha rattristato me, ma in parte, per non esagerare, voi tutti. 6 Basta a quel tale la punizione inflittagli dalla maggioranza, 7 ma ora, al contrario, dovreste piuttosto perdonarlo e consolarlo, perché talora quell’uomo non sia sommerso dalla troppa tristezza. 8 Vi prego perciò di confermargli il vostro amore, 9 perché vi ho anche scritto per questo, per sapere alla prova se siete ubbidienti in ogni cosa. 10 Or a chi voi perdonate qualche cosa, perdono anch’io, perché anch’io se ho perdonato qualcosa a chi ho perdonato, l’ho fatto per amor vostro davanti a Cristo, 11 affinché non siamo sopraffatti da Satana, perché noi non ignoriamo le sue macchinazioni. Perdonare per non essere sopraffatti da satana. Questo verso ci fa vedere che il perdono toglie a satana le armi che usa per dividerci e metterci l’uno contro l’altro. Cena indica “comunione”: Apocalisse 3:20 ci fa capire che ogni volta che ascolti la Parola, è il Signore che sta bussando alla tua porta perché tu possa vivere nell’abbondanza di vita. I Giovanni 1:3 ci fa vedere che quando annunciano la Parola c’è comunione. quello che abbiamo visto e udito, noi ve lo annunziamo, affinché anche voi abbiate comunione con noi; e la nostra comunione è col Padre e col suo Figlio, Gesù Cristo. Altro aspetto della santa cena è il patto: Gesù non ha mai celebrato la cena con le folle e questo vale in modo particolare per l’ultima cena. La cena è per chi è entrato nel patto seguendo la strada indicata in Giovanni 3:16. È un credere che va rinnovato ogni giorno. Giovanni 1:12 ci ricorda che abbiamo l’autorità di diventare figli: diventare figli ti dà autorità di figlio. ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, Puoi chiamarLo “papà” ed il Padre ti accoglierà da figlio. Puoi servire in chiesa: nel mondo chi ha autorità domina, mentre nel Regno di Dio chi ha autorità di figlio è ammesso a servire la chiesa! Più servi, più sali! Autorità nel Signore non è successo personale, ma servire per vedere gli altri benedetti, liberati e salvati! Puoi cacciare i demoni, perché hai autorità verso il mondo delle tenebre perché hai la Parola di Dio che puoi credere e confessare con la bocca mettendo in atto la potenza di Dio che è in essa. Infine, ricorda che quello che eri prima, è morto e puoi vivere la vita di resurrezione che hai in Cristo! Vivi la vita di Cristo!

 

Redazione a cura di Fabio Pecoraro

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