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Guarigione in Cristo #Apostolo Beniamino Cascio

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Guarigione in Cristo

 

Quando un inganno del diavolo incontra un figlio di Dio, è la bugia che incontra la Luce e la Verità e quello che accade è che le tenebre fuggono. Quando entriamo in una stanza buia, basta anche solo un piccolo fiammifero per fare indietreggiare le tenebre: le tenebre non sono più forti della luce, sono solo “assenza di luce”. Quando la Luce è accesa, non c’è spazio per le tenebre.
Questa mattina, durante la lode, gli angeli del Signore cantavano di continuo con noi e adesso sono qui per portare le risposte alle richieste che ciascuno di noi ha rivolto a Dio Padre. Il tuo continuo stare alla presenza di Dio permette agli angeli di partire, di essere mandati verso di noi.
Il Padre ha provveduto per noi il meglio ed è per questo che vogliamo lodarLo e farLo conoscere, al mondo che non lo crede, che lo combatte e lo bestemmia, come Padre.
Tutti gli insegnamenti di Gesù sono riassunti in una parola che Egli ci ha insegnato a pronunciare: “papà”. L’opera redentiva di Dio è opera del Padre verso l’uomo che è Suo figlio e che, per questo, Gli appartiene.
In questa giornata in cui il mondo festeggia la paternità umana, ricordiamoci che il Padre ci ama di un amore perfetto. Nell’AT, Dio ha parlato attraverso i profeti e la Legge. Era presente, per il Suo popolo, già allora.
Dio è distante da te quanto una frase d’amore sussurrata al tuo orecchio. Ogni giorno, il Padre risveglia l’orecchio dei discepoli affinché ascoltino le Sue parole, senza le quali il nostro cammino sarebbe un cammino naturale, privo della potenza di Dio, del Dio che provvede.            Quello che ci chiede è essere integri di cuore. Il Padre prepara l’opera perfetta di redenzione che si distingue in tre atti redentivi compiuti da Gesù sulla croce:

  1. SALVEZZA: Gesù che diventa peccato per noi (sostituendosi a noi, con il Suo corpo, per farci diventare figli e tornare, da figli, al Padre).
  1. BENEDIZIONE: Cristo Gesù che diventa maledizione per noi (Galati 3) affinché noi ricevessimo benedizione attraverso colui che è benedizione. Attenzione, perché è necessario credere col cuore e confessare con la bocca che Gesù si è preso le nostre maledizioni: è importante che noi crediamo e dichiariamo in conformità alla Parola, mentre spesso quello che crediamo e dichiariamo non è conforme alla Parola.
  1. GUARIGIONE: Gesù che porta guarigione per noi.

Gesù è stato perfettamente ubbidiente ed era necessaria questa Sua perfetta ubbidienza per compiere l’opera di redenzione. Non parliamo di una ubbidienza “forzata”, ma per amore. Il Padre celeste, nel prendersi cura di noi, ha compiuto tutta l’opera di redenzione: tutto quello che c’era da fare lo ha fatto Lui in modo perfetto e Gesù ci ha trasmesso la propria potenza ed autorità affinché, come figli, anche noi possiamo fare le Sue stesse opere.
In Matteo 28:18-20, Gesù dà un comando che riguarda il fare discepoli, l’insegnamento delle cose che Lui aveva insegnato e cosa aveva insegnato? Aveva insegnato a cercare prima il Regno di Dio e non per fare a Dio una cortesia, ma perché fa bene a noi, essendo il Regno giustizia, pace e gioia.
Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».
Il Regno di Dio è camminare nel soprannaturale e per questo che fa bene a noi cercare prima il Regno di Dio. Gesù esorta noi tutti ad entrare in una nuova dimensione in cui troviamo tutto quello che serve per essere felici figli di Dio!
In Matteo 10:1 leggiamo cosa aveva comandato Gesù.
Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro autorità sopra gli spiriti immondi per scacciarli, e per guarire qualunque malattia e qualunque infermità.
Gesù aveva dato loro autorità, ma non era solo per loro!|
Quelle cose erano comandate ai discepoli affinché loro le trasmettessero, attraverso la loro fede ed ubbidienza, a tutti gli altri.
Ai versi 7 ed 8 di Matteo 10, non leggiamo “pregate per” gli infermi, ma “guarite” gli infermi!
Andate e predicate, dicendo: “Il regno dei cieli è vicino”. 8 Guarite gli infermi, mondate i lebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Mondate i lebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni! Sono tutte esortazioni, ordini precisi, che vanno messe in pratica! Questi comandi di Gesù valgono ancora oggi e varranno finché Lui stesso non sarà tornato.
In lingua greca, guarigione è resa con tre termini che ci fanno comprendere l’atto redentivo che c’è nella guarigione.
Giovanni 14:12-14 ci rivela che siamo noi che abbiamo il compito di fare, al posto di Gesù, come chiesa, come Corpo di Cristo, le stesse opere di Gesù. Guarire, mondare, risuscitare e scacciare.
In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. 13 E qualunque cosa chiederete nel nome mio la farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se chiedete qualche cosa nel nome mio, io la farò».
Il primo termine che incontriamo è “iasis” (guarigioni fisiche) che Gesù usa in Luca 13.32 quando parla ad Erode. Spesso, per noi la guarigione è solo questa.
Il secondo termine è “terapeuo” che significa curare ed adornare. Si tratta di un termine che denota un processo di cura che conduce alla guarigione: la terapia di Dio, a differenza di quella degli uomini che può essere fallace, è sempre efficace.
In Luca 9:11 leggiamo che Gesù “accolse” le folle.
Ma quando le folle lo vennero a sapere, lo seguirono; ed egli le accolse e parlava loro del regno di Dio, e guariva coloro che avevano bisogno di guarigione.
Gesù “accoglie” ed è questo che siamo chiamati a fare: dobbiamo accogliere e dare speranza alle persone. Notiamo come Gesù si prenda cura delle folle parlando loro del Regno e guarendo coloro che avevano bisogno di guarigione.
Gesù cura le folle onorandole con l’accoglienza, poi parla la Parola e quindi guarisce. Quando le persone ricevono questa “terapia”, le cose cambiano!
Il terzo termine greco è “iaomai”: essere liberati dal peccato o essere “salvi”.
Lo troviamo in Atti 10:38 in cui “sanare” è proprio inteso come liberazione dalle oppressioni del diavolo.
come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui.
Gesù accoglie, dichiara la Parola e guarisce fisicamente, nella mente e libera dai legami e dalle oppressioni.
A coloro che erano legati, Gesù parlava dell’importanza del perdono.
Quando i quattro amici scoperchiarono il tetto per fare scendere l’amico paralitico proprio davanti a Gesù, incontrando difficoltà che possiamo immaginare, cosa fece Gesù? Cosa disse a quell’uomo? Gli disse “sei perdonato dai tuoi peccati”. La guarigione è legata al perdono: Gesù, in quel momento, insegnò su questo aspetto ed i capi religiosi, al sentire quelle parole, mormorarono. Mormorarono perché Gesù si presentò come Figlio di Dio. Ecco che la stessa autorità che occorre esercitare per portare le persone davanti a Dio, per ricevere perdono e quindi salvezza e guarigione, l’abbiamo anche noi in Cristo Gesù. Anche in questo caso, se ci facciamo caso, Gesù accoglie, pronuncia la Parola e poi guarisce.
A fronte di questo insegnamento, riflettiamo su noi stessi, perché potrebbero esserci cose da perdonare o cose per le quali abbiamo bisogno di ricevere perdono. Facciamo attenzione a questo, perché la mancanza di perdono blocca la benedizione di Dio.
Luca 17, dal verso 11 al verso 19 ci fa vedere le tre parole greche messe insieme.
Or avvenne che, nel suo cammino verso Gerusalemme, egli passò attraverso la Samaria e la Galilea. 12 E, come egli entrava in un certo villaggio, gli vennero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali si fermarono a distanza, 13 e alzarono la voce, dicendo: «Maestro, Gesù, abbi pietà di noi». 14 Ed egli, vedutili, disse loro: «Andate a mostrarvi ai sacerdoti». E avvenne che, mentre se ne andavano, furono mondati. 15 E uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro glorificando Dio ad alta voce. 16 E si gettò con la faccia a terra ai piedi di Gesù, ringraziandolo. Or questi era un Samaritano. 17 Gesù allora prese a dire: «Non sono stati guariti tutti e dieci? Dove sono gli altri nove? 18 Non si è trovato nessuno che sia ritornato per dare gloria a Dio, se non questo straniero?». 19 E disse a questi: «Alzati e va’; la tua fede ti ha guarito».
Dopo averli accolti, dopo avere accolto coloro che lo chiamavano “Maestro” (quindi non riconoscendo la Sua natura di Figlio di Dio, ma vedendolo come un uomo che insegnava e praticava), Gesù dà loro una parola: il pane quotidiano che Dio aveva dato Lui per loro. In questo passo ritroviamo la guarigione di Cristo declinata nei tre significati che abbiamo visto prima.
Mentre andavano questi furono mondati (iasis).
Uno di loro si vide guarito (terapeuo).
Alzati e va, la tua fede ti ha guarito (iaòmai).

 

Redazione a cura di Fabio Pecoraro

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