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Gesù ha portato le nostre malattie parte 3 #Apostolo Beniamino Cascio

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Gesù ha portato le nostre malattie parte 3

 

Isaia 53, dal verso 3 al verso 5, ci parla di Gesù che si è “caricato” dei nostri dolori: ci dice che Lui ha “portato” le nostre malattie e quando prendiamo la cena del Signore, non è per suscitare compassione verso Gesù, ma per ricordarci che Lui ha scelto di andare sulla croce per salvare ciascuno di noi, caricandosi di quello che ci separava da Dio.
Disprezzato e rigettato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza, simile a uno davanti al quale ci si nasconde la faccia, era disprezzato, e noi non ne facemmo stima alcuna. 4 Eppure egli portava le nostre malattie e si era caricato dei nostri dolori; noi però lo ritenevamo colpito, percosso da DIO ed umiliato. 5 Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace è su di lui, e per le sue lividure noi siamo stati guariti.
Gesù non ha “subito”, ha “scelto”.
Se pensiamo a qualcosa che Gesù ha subito, ne abbiamo compassione e da essa si scivola facilmente verso l’incredulità. Gesù non ha bisogno della nostra compassione: ha scelto di fare la volontà del Padre, come Gesù stesso dichiara a Pilato dicendogli che, anche volendo, non avrebbe potuto fare nulla. Dio Padre non interviene perché lo scopo era la nostra salvezza, la nostra liberazione, la nostra condizione di perfezione e gioia, la nostra felicità. Dio ha fatto di tutto per renderci felici e la Bibbia dice, in Romani, che se Dio non ha risparmiato il Suo Figliolo, come non ci donerà tutte le altre cose!?
Avendo fatto questa premessa ed avendo ricordato che Dio stesso ha preparato tutto per la nostra salvezza, prendiamo I Corinzi 11, in cui Paolo insegna il modo di celebrare la cena del signore.
Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane 24 e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me»
Paolo dice di avere ricevuto dal Signore ed è un qualcosa che gli arriva per rivelazione, quando Gesù gli appare per rivelargli tutti quegli insegnamenti che aveva già trasmesso ai discepoli con cui era stato nei Suoi tre anni di ministero terreno. Ecco che Paolo trasmette quello che ha ricevuto per rivelazione.
Gesù, come ricorda il verso 24, aveva esortato i Suoi a “mangiare”, a cibarsi del proprio corpo: corpo che è stato “spezzato” per noi. Riusciamo a comprendere questo? Quando prendiamo la cena del Signore ci stiamo ricordando di questo insegnamento e di questa rivelazione.
Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». 26 Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. 27 Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. 28 Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice, 29 poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30 Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono. 31 Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati.
Gli elementi fondamentali sono due: il pane ed il vino.
Gesù parla di un nuovo patto nel Suo sangue. Nell’AT, il sangue dell’Agnello copriva il peccato del popolo. Il sangue compiva l’espiazione: pagava al posto del popolo.
Sappiamo che Giovanni Battista aveva chiamato Gesù “Agnello di Dio” ed infatti il sangue dell’Agnello di Dio è stato offerto una volta e per sempre: non sono più necessari sacrifici per il peccato e per l’espiazione. Cosa ha fatto il sangue di Gesù?
Ci ha riscattati dal peccato. Tutti ne eravamo schiavi e come tali siamo stati acquistati al prezzo del Suo sangue.
sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, 19 ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia,
Siamo stati comprati con il sangue di Gesù sulla croce: senza quel sangue versato, saremmo rimasti nella piazza in cui vengono venduti gli schiavi, perché questo eravamo: schiavi del peccato. Tutte le ricchezze della terra non avrebbero potuto pagare il riscatto, occorreva il sangue di Gesù.
Comprendiamo che importanza ha, ciascuno di noi, per Dio?
Il sangue di Gesù ci fa entrare nel nuovo patto, nella nuova alleanza in forza della quale Dio è per noi e per la quale, ciascuno di noi, è destinato a vincere!
Terza cosa che il sangue ha fatto è farci entrare, da liberi, nella Sua famiglia: questo significa avere una nuova identità, quella dei figli di Dio! Chi tocca te, tocca un figlio di Dio e se anche i figli incontrano difficoltà, sanno di poterle affrontare con la fede che cresce anche attraverso le prove.            Dio Padre non ha messo i Suoi figli sotto una campana di vetro, ma ha dato loro la potenza della fede con la quale possono affrontare ogni gigante!
Lasciate che vi mostri qualcosa che riguarda il corpo: esso ha un’importanza fondamentale perché è con il corpo che ci ha dato guarigione, libertà da paure ed oppressioni, dalle conseguenze del peccato e delle trasgressioni.
Era stato profetizzato centinaia di anni prima che Gesù sarebbe stato trafitto: perché? Perché le trasgressioni ti inchiodano a quello che hai fatto. Gesù ha preso su di se quello per cui la Legge ti condannava. Davanti alla giustizia, tutti debbono pagare e Gesù, nel momento in cui i chiodi gli hanno forato mani, piedi e costato, ha preso su di sé tutte le nostre trasgressioni.
Discernere tutto il corpo significa fare la stessa cosa che, con il corpo, ha fatto Gesù: lui non ha giudicato, ma ha amato. Perché con il giudizio con cui giudichiamo, saremo giudicati. Quando non discerniamo il corpo, diamo una porta d’entrata a malattie, infermità e perfino ad una morte prematura. In Cristo, Dio ci ha dato guarigione, ma noi, con la nostra mancanza di fede, con la nostra disubbidienza alla Sua Parola e con il non praticare gli insegnamenti, possiamo aprire la porta alle malattie! Ecco che “amando” con l’amore di Dio, possiamo cacciare via ogni paura!
Prima di lasciare l’Egitto, il popolo celebrò la Pasqua, aspergendo con il sangue dell’agnello l’architrave delle porte di casa e consumando l’agnello dentro le case. I benefici che il popolo vive durante i quaranta anni nel deserto sono conseguenza dell’ubbidienza a quel sacrificio.
e fece uscire il suo popolo con argento e oro, e non vi fu alcuno fra le sue tribù che vacillasse.
Il popolo che era stato schiavo, esce dall’Egitto arricchito d’ogni cosa e senza che alcuno vacillasse (cioè senza che alcuno venisse colpito da alcuna malattia).
Andiamo a noi ed alla possibilità che abbiamo di cibarci del corpo dell’Agnello di Dio.
Perciò Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Torniamo a I Corinzi 11 e leggiamo dal verso 30.
Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono. 31 Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati. 32 Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo. 33 Pertanto, fratelli miei, riunendovi per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri.
Che cibo stai mangiando? Di cosa ti stai cibando? Io mi voglio cibare del corpo di Cristo! Ricordiamocelo: il mio avversario non è il tuo fratello, anche se ha detto o fatto qualcosa contro di te: non siete l’uno l’avversario dell’altro, ma avete un comune avversario ed è satana! Nella pace regna la vita del Cielo, mentre nelle contese, nelle divisioni, nel giudizio, regnano i serpenti, le malattie, le infermità che fanno entrare amarezze che sono porte aperte per l’infermità!
Il mondo conoscerà che siamo discepoli dall’amore che abbiamo e pratichiamo gli uni verso gli altri ed il modo migliore per amarsi è guardare l’esempio perfetto che è Cristo Gesù.

 

Redazione a cura di Fabio Pecoraro

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