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Dio è la nostra risorsa #Pastore Elia Cascio

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Dio è la nostra risorsa

 

Dipendere, assolutamente, da Dio è una cosa sottile che ci fa entrare nella benedizione. Moltissimi credenti soffrono di depressione e molti di essi usano ansiolitici.
Come mai? Gran parte di queste cose, gran parte di questo dolore, ci lega alle persone. Ma mentre siamo legati alle cose di questa vita, affetti e risorse naturali, ci distacchiamo dalla vera risorsa, che è Dio.
Dio è la nostra risorsa.
Molti ministri hanno lasciato il lavoro, perché hanno compreso che è Dio la risorsa.
Gesù ha rivolto ai primi discepoli un invito a lasciare tutto e seguirLo e quell’invito è stato rivolto a persone che, in quel momento, devono aver compreso che la vera risorsa era Lui.
Ancora oggi, molti ministri lasciano il lavoro per dedicarsi all’opera di Dio e ancora oggi ciò che fa scattare la molla per prendere questo tipo di decisioni non è l’avventatezza, ma la sicurezza che ciò che vai a prendere è molto più di quello che lasci: la certezza che Dio è la più sicura risorsa.    Tra le tante, è significativa la storia di John. G. Lake: in cinque anni una rivoluzione tremenda, una enorme catena di risvegli, fondata su un’unzione tremenda.
Quale è la base di tutto questo?
La preghiera, sicuramente. La preghiera nasce dopo la caduta dell’uomo.
Dal capitolo 5 di Genesi, in poi, si comincia ad invocare L’Eterno.
Adamo ed Eva, come leggiamo in Genesi 1, vivevano nella totalità che era propria della gloria in cui risiedevano: gustavano, ogni giorno, la presenza di Dio e di questo erano certi.
Dal verso 28 di Genesi 1, leggiamo che Dio li aveva benedetti.
E DIO li benedisse; e DIO disse loro: «Siate fruttiferi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e sopra ogni essere vivente che si muove sulla terra». 29 E DIO disse: «Ecco io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra e ogni albero che abbia frutti portatori di seme; questo vi servirà di nutrimento. 30 E a ogni animale della terra, a ogni uccello dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra ed ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu.

Adamo ed Eva non avevano neppure bisogno di nutrimento, ma avevano tutto il nutrimento possibile: non dipendevano dalle risorse, ma dominavano le risorse.
Con la caduta, nasce qualcosa di spaventoso. In Genesi 3, dal verso 1 al verso 8, leggiamo che satana distorce la verità.

Or il serpente era il più astuto di tutte le fiere dei campi che l’Eterno DIO aveva fatto, e disse alla donna: «Ha DIO veramente detto: “Non mangiate di tutti gli alberi del giardino”?». 2 E la donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino DIO ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”». 4 Allora il serpente disse alla donna: «Voi non morrete affatto; 5 ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno, e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male».
6 E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò. 7 Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; così cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi.
8 Poi udirono la voce dell’Eterno DIO che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno DIO fra gli alberi del giardino.
Spesso noi vediamo le cose in maniera distorta e la nostra vita di preghiera è spesso una mera richiesta di aiuto: un piagnucolare davanti a Dio di chi si trova nel bisogno.
Quando Adamo ed Eva mangiano il frutto, staccandosi dalla vera risorsa, diventano schiavi delle risorse.
Noi, naturalmente, dipendiamo dalle risorse: ecco il significato che ha, nel racconto biblico, il gesto di provare subito a provvedere a se stessi, cucendosi addosso le foglie di fico.
Al verso 8, leggiamo dei due che vanno a nascondersi. Dio li cerca, li chiama e loro si nascondono. Dio, ancora oggi, ti chiede di fare delle cose strane, cose pazze, come dichiarare ad alta voce l’amore di Dio per te, in pubblico, in mezzo agli altri e ancora oggi, troppo spesso, ci nascondiamo.
Lo spirito di questo mondo non erediterà le promesse. Spesso Dio ci chiama, ci parla ci esorta a fare cose che spetta a noi fare, cose che potremmo fare e per le quali non servono mandati apostolici o pastorali, eppure ci nascondiamo. Dal momento in cui Adamo ed Eva sono caduti, dal momento in cui hanno sentito il bisogno di provvedere a se stessi e nascondersi, loro e con loro tutti noi, sono stati indotti a mettere tutta l’attenzione sulle risorse che erano sulla terra.
Leggiamo Geremia 29, dal verso 11 al verso 14.

Poiché io conosco i pensieri che ho per voi», dice l’Eterno, «pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza. 12 Mi invocherete e verrete a pregarmi, e io vi esaudirò. 13 Mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore. 14 Io mi farò trovare da voi», dice l’Eterno, «e vi farò tornare dalla vostra cattività; vi raccoglierò da tutte le nazioni e da tutti i luoghi dove vi ho dispersi», dice l’Eterno; «e vi ricondurrò nel luogo da cui vi ho fatto condurre in cattività.
Cosa dice, in questo passo, la Parola di Dio?
Cosa dice Dio stesso per bocca del profeta? Dice che si farà trovare da noi. Nella versione Amplified leggiamo: “poiché io conosco i pensieri e miei piani che ho per te, dice l’Eterno, pensieri e progetti il benessere e la pace e non per il male, per darti speranza nel tuo risultato finale. Mi chiamerete e verrete a pregarmi e io vi ascolterò, facendo sentire la vostra voce e io vi guarderò. Allora voi cercherete me, chiedete me come una necessità vitale”.
Chi stai cercando? Stai leggendo la Bibbia? La stai leggendo ogni giorno? Perché, guardando al numero di Bibbie che ci sono in circolazione, questo è un Paese in cui dovrebbero avvenire cose straordinarie, manifestazioni tremende della gloria del Signore, ma sono ancora troppe le Bibbie che rimangono chiuse! Ancora troppe le Bibbie che rimangono inermi, inattive, perché non vengono lette, ma Dio sta cercando di agganciarti attraverso la Sua Parola, leggiamo la Bibbia! Troviamolo il tempo!
Cosa stai cercando? Stai cercando Dio perché ti dia qualcosa o stai cercando Lui?
Questo fa la differenza: se cerchi Dio come risorsa e non come qualcuno che ti aiuta ad avere le risorse di cui pensi di avere bisogno, allora puoi vedere i risvegli che si sono visti nella storia. Cercare Dio come una necessità vitale. Quando cerchi qualcosa di cui hai necessità vitale, nel momento in cui la trovi, hai già tutto. È una linea sottile che ti separa dalla gloria.
Adamo ed Eva, creati per stare nella gloria, non dipendevano dalle risorse, le dominavano.
Gesù non dipendeva dalle risorse umane, per questo, nella tentazione, non ordinò alle pietre di diventare pane: perché Lui dipendeva solo da Dio! La risorsa necessaria, la sola risorsa è Dio.         Devi chiedere rivelazione di questa cosa, non devi averla capita e farne un capitolo della tua conoscenza religiosa, devi consapevolizzare questa cosa, perché se entri in questa dimensione, il Cielo si apre.
Pregare significa dire la verità come ce l’hai nel cuore per essere cambiati. Quando preghi, prega così, dando a Dio il permesso di dirti in cosa devi cambiare.
Quando Adamo ed Eva hanno messo gli occhi sull’albero del bene e del male, togliendo gli occhi dall’albero della vita, hanno perso il contatto con la risorsa e hanno messo gli occhi su ciò che li avrebbe uccisi. Tutto quello che non è Dio e che tu consideri una tua risorsa, prima o poi, ti chiederà la vita.
In I Corinzi 2:9, leggiamo
Ma come sta scritto: «Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d’uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano».

Finché sei attento alle risorse della terra, non vedrai e non udrai la Sua potenza.
La tua vita di preghiera manifesta quanto attaccamento hai a Dio: è evidenza di quanto Dio è la tua risorsa. Spesso siamo disposti a tutto per avere cose che pensiamo siano nostre risorse, ma è Dio, è Dio la nostra risorsa! Ci sono cose che non vediamo e non sentiamo, ci dice la Parola, perché non andiamo oltre, perché non amiamo Dio come dovremmo, perché non cerchiamo, veramente, la Sua faccia!
Può sembrare pazzia, ma il credente che comprende che Dio è la risorsa può veramente rinunciare a tutto quello che appare come umana risorsa, può farlo, sapendo che stare in ansietà significa stare con gli occhi fissi sull’albero del bene e del male, invece che tenerli fissi sull’albero della vita! Dobbiamo cambiare, dobbiamo bramare la presenza di Colui che è la risorsa! Dobbiamo smettere di essere professionisti ed essere veri adoratori, vivendo di tutto ciò che Dio Padre ci dà ogni giorno! Anche questa è ubbidienza! Impariamo a dipendere dalla risorsa per eccellnza che è Dio, perché così potremo fare a meno di tutto ciò per cui le persone lottano!
Questo è un tempo in cui Dio parlerà: in questo periodo dell’anno, nel tempo della Pentecoste e fino al 27 di settembre, il Rosh Hashanah, le lampade saranno riempite. Lo Spirito Santo parlerà, per questo non manchiamo all’appuntamento cuore a cuore con Dio, nella stanzetta, negli incontri in chiesa. Questo è un tempo in cui qualcuno innalza una nuova torre di babele, per raggiungere Dio con le proprie forze, ma ci sono anche quelli che, come Abacuc, cercano Dio, cercando la Sua presenza per afferrarla e aspettarla, per essere sentinelle come In Isaia 62.

 

Redazione a cura di Fabio Pecoraro

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