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Chi è per te Gesù #Apostolo Beniamino Cascio

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Chi è per te Gesù

 

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Chi è per te Gesù?
Lui stesso ha domandato ai discepoli cosa dicesse la gente, per poi rivolgere la domanda a loro stessi. In Matteo 16, dal verso 13, leggiamo:
Poi Gesù, giunto dalle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dicono gli uomini che io, il Figlio dell’uomo, sia?». 14 Ed essi dissero: «Alcuni, Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia, o uno dei profeti». 15 Egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?».
La domanda di Gesù è specifica e la risposta dei discepoli, in qualche modo, sembra frutto di una selezione: non gli riferiscono, infatti, le cose negative, ma parlano di Giovanni Battista (il più grande dei profeti), di Elia (il profeta del fuoco che liberava Israele dai falsi dei), di Geremia (il profeta delle nazioni, dedicato fin dal grembo materno per questo scopo…) o di uno dei profeti.
Bene, questo è quello che dice la gente, ma voi, chiede Gesù, chi dite che io sia? In altri termini, Gesù chiede ai Suoi “per voi, io cosa sono?”.
Ogni giorno, Gesù incontrava tante persone e rispondeva alle loro domande, ma chi erano queste persone? La domanda è importante perché ci sono cinque categorie di persone che Gesù incontrava e sono categorie ancor oggi valide per capire a chi Gesù si rivolgesse allora come oggi.
La prima categoria è quella delle “folle”, di cui aveva compassione, essendo pecore senza pastore, che vivevano nel disordine, senza guida. Le folle guardano a Gesù come ad un personaggio storico e non lo riconoscono come guida.
Ci sono poi i seguaci casuali, increduli che lo seguivano per un tornaconto personale rimanendo pronte a lasciarLo in ogni momento. Quando Gesù comincia a parlare di sottomissione ai Suoi insegnamenti, sono i primi a lasciarLo. Giovanni 6, dal verso 63
È lo Spirito che vivifica; la carne non giova a nulla; le parole che vi dico sono spirito e vita. 64 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono»; Gesù infatti sapeva fin dal principio chi erano coloro che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito; 65 e diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio». 66 Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.
Gesù parla con i discepoli, ma sapeva fin dal principio che c’erano tra di loro alcuni che non credevano: da quel momento, molti si tirarono indietro e non lo seguirono più. Lo avevano seguito perché avevano avuto un po’ di curiosità, tutto qui.
La terza categoria di persone che Gesù incontrava ogni giorno (la peggiore di tutte) erano i religiosi, che lo ascoltavano, lo seguivano, ma per giudicarLo, per trovare qualcosa di iniquo da usare contro di Lui. I religiosi fanno sempre la stessa cosa: si riconoscono per l’atteggiamento molto severo, sono molto ordinati nel modo d’essere, ma sempre privi di vera gioia. Lo spirito religioso, infatti, ti fa sentire sempre sotto condanna e giudizio. Con Gesù, invece, entra in noi la gioia ed essa diventa la nostra forza. Gelosi, invidiosi, parlavano male di qualunque cosa Gesù facesse, perfino della guarigione di un oppresso, perché avvenuta nel giorno di sabato.
Quarta categoria di persone: i falsi discepoli. Quelli che agiscono di testa propria, ascoltano la Parola, ma fanno di testa propria. Pensate a Giuda, che pur stando con Gesù, agisce di testa propria, perfino quando, avendo il perdono davanti a sé, non lo riconosce e preferisce la morte. Il falso discepolo ha sempre l’ultima parola da dire, anche nei confronti del Signore.
La quinta categoria è quella dei veri discepoli, che vivono per dare gioia al Signore per portare frutto al Suo Regno. Tralci attaccati alla vite, disposti alla potatura (che è correzione e disciplina) pur di portare frutto. Un vero discepolo porta frutto, magari non abbondante all’inizio, ma se c’è il desiderio di crescere nella rivelazione della Parola, mano a mano, il frutto cresce. Dio ha stabilito un potenziale nella tua vita ed esso non si piega a quello che tu ne pensi. Dio dice a Geremia che lo aveva costituito per essere profeta e quando Geremia risponde di essere un ragazzo, Dio stesso glielo ribadisce.
Non chiedere la gloria fuori dallo scopo di Dio, chiedi le cose che rientrano nello scopo che Lui ha già preparato per te. Per questo, Dio ci porta alcune volte nel deserto. Gesù stesso, prima di cominciare a ministrare nella potenza dello Spirito Santo è stato portato nel deserto e davanti ad esso hai due scelte: mormorare o permettere a Dio di condurti fuori nella potenza dello Spirito Santo.
Per quale motivo Gesù è venuto?
Matteo 18:11 ce lo dice con grande chiarezza.
Poiché il Figlio dell’uomo è venuto per salvare ciò che era perduto.
Per fare questo, ha dovuto attraversare un tempo di ubbidienza di trent’anni. Questa parola riguarda, profeticamente, qualcuno di voi ed è un invito a rimanere fermi nell’ubbidienza.
Gesù non è venuto a salvare come Dio, ma come uomo perfetto, il perfetto sostituto nel giudizio e nella condanna. Come Dio, non avrebbe mai potuto prendere su di sé la condanna, ma come vero uomo si.
Altro motivo per cui Gesù è venuto, Giovanni 10:10.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; ma io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.
Vita. Vita abbondante, non povertà, ma abbondanza di vita!
Infine, in un ultimo verso molto noto, vediamo anche Gesù come è stato per l’umanità e quale sia stato il Suo compito:
Giovanni 3:16-17
Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Per quale motivo Dio ha mandato il proprio cuore sulla terra attraverso il Figlio? Affinché chiunque creda in Lui non perisca ma abbia vita eterna.
Io e te, anche se viviamo in questo mondo, apparteniamo al Cielo ed esso si manifesta quando camminiamo per fede. La fede che è la chiave di ogni benedizione e che apre il Cielo e benedice le persone attorno a te.
Può capitare a ciascuno di noi di cadere negli inganni, ma abbiamo autorità di cacciare gli inganni dell’avversario nel nome di Gesù: ricordiamocelo sempre!
Il verso 17 ci ricorda che Gesù non è venuto a giudicare e condannare, ma per salvare! Fatelo sapere alle persone che Gesù Cristo ha pagato per loro! Fate conoscere alle persone la grazia di Dio, perché chi non la conosce vive sotto la condanna!

 

Redazione a cura di Fabio Pecoraro

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