Predicazione del 07.11.2010
Redazione a cura di F.sca Lo Cascio
Pastore Beniamino Cascio
VERSO LA CONOSCENZA DI DIO : L' INTERCESSIONE
(prima parte)
Ancora sulla comunione vista nel rapporto che ebbe Elia il profeta ed Enoch, settimo da Adamo,
con Dio.
Essi sono menzionati nel Vecchio testamento per un particolarissimo evento: non sono morti.
Elia portato via in cielo su un carro di fuoco, l'altro “ non si vide più, perchè Dio lo prese”.
E' su Enoch che il pastore mette l'accento, in quanto a differenza di Elia non era un profeta, era “soltanto” uno che camminò con Dio, cioè visse in comunione intima con il Signore e si mostrò ubbidiente ai suoi voleri.
Il pastore Beniamino apre una parentesi e fa una considerazione su come la morte venga vista sempre come un evento tragico, che separa da tutto e da tutti. La morte come sappiamo è la conseguenza del peccato, ma grazie a Dio, Gesù è venuto per darci Vita e Vita in abbondanza, pertanto questo momento viene considerato dai credenti come il passaggio da una realtà terrena temporanea, ad una realtà eterna nella quale godremo della presenza continua del nostro Salvatore. Non così per coloro che, non avendo creduto non staranno alla Sua presenza ma andranno in un luogo di sofferenza indicibile, tanto da essere comparato ad un fuoco che non si estingue mai e della quale non c'è nessun esempio sulla terra. Gesù è venuto per liberare l'uomo da questa sofferenza.
La vita non può essere distrutta e Dio non vuole questo per la sua creatura ma vuole che viva nella gioia e nella vita piena in eterno, per questo ha dato la vita per noi! ha iniziato una comunione con noi donandoci la sua vita, e con essa noi abbiamo tutto in comunione con lui.
Crescere nella comunione con Dio è il desiderio del nostro pastore il quale ci esorta a questa comunione costante per crescere in tutto il nostro essere. Avremo i desideri del cuore di Dio nel nostro cuore, dei quali il principale è la salvezza di tutti gli uomini.
Crescendo in questa conoscenza diventiamo opportunamente intercessori.
I Timoteo 2:1-2
“ Esorto dunque prima di ogni cosa che si facciano suppliche preghiere intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini per i re e per tutti quelli che sono in autorità affinchè possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro. Questo infatti è buono ed acccettevole davanti a Dio nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e che vengano alla conoscenza della verità.”
Ecco il desiderio del cuore del Padre: che tutti gli uomini siano salvati ed avendo lo stesso suo desiderio innalziamo l' intercessione, la quale non è mai egoistica ma rivolta a Dio sempre per gli altri e come dice l'apostolo Paolo, per tutti gli uomini, quindi intercessore è colui che si mette fra la parte più forte e il debole per far arrivare le benedizioni, le ricchezze e la potenza del potente al più debole.
Per comprendere il valore di questo versetto, ci viene fatto notare dal pastore che questo insegnamento dell'apostolo veniva impartito a Timoteo in un periodo storico in cui i cristiani erano perseguitati, pertanto pregare e intercedere per il re e le autorità di quel tempo, benchè difficile e considerato anche pazzesco, era però necessario per promuovere la pace di tutti.
Non guardare solo a se stessi ma pregare per tutti con amore e con vero interesse significa avere il cuore di Dio verso l'umanità, sopratutto verso coloro che ci fanno anche del male, in modo che non siano più nemici ma , divenuti fratelli in Cristo per l'annuncio del Vangelo, ringrazino Dio e diano gloria a Lui per la salvezza ricevuta.
Il cristiano è colui che è nato di nuovo, che vive Cristo nella sua vita, che ama come Cristo ha amato , questo è quello che deve essere fatto comprendere alle persone: non è appartenere ad una religione o ad una congregazione che ti fa cristiano e ti possa salvare.
Comprendiamo quindi l'importanza di intercedere verso tutti, continuamente, come continua è l'opera di intercessione presso Dio Padre del nostro Signore Gesù, espressione del suo amore verso di noi, come la purificazione con il suo sangue, sempre pronto a lavarci ogni volta che cadiamo e gli chiediamo perdono.
Romani 8: 34 “ Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto e inoltre è anche resuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi.”
Ebrei 7 :25 “ per cui egli può salvare appieno coloro che per mezzo suo si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro.”
Viene sottolineata la salvezza iniziata dal calvario, ma sostenuta da Gesù affinchè essa arrivi in tutte le aree della nostra vita .
La prossima volta, il pastore parlerà del sacerdozio quale ministerio di intercessione che ci è stato affidato quali re e sacerdoti.
Imparando dal Sommo Sacerdote Gesù Cristo, che intercede per noi continuamente, intercediamo sia come chiesa che personalmente, per la salvezza della città, delle nostre famiglie e per tutti quelli che sono in autorità.
Francesca









