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Predicazione del  24.10.2010
Redazione a cura di F.sca Lo Cascio
Pastore Beniamino Cascio

 

VERSO LA CONOSCENZA DI DIO : LA COMUNIONE Parte 1

 

 La predicazione di questa domenica inizia con un chiarimento del pastore circa la nostra presenza alla celebrazione: essa manifesta  il nostro essere famiglia, il piacere di stare insieme ai nostri fratelli e a Dio che ci partecipa tutto ciò che Lui è.

 La Sua presenza è grazia, liberazione, doni, guarigione, potenti operazioni.

Gesù partecipava tutto ciò ai suoi discepoli, poi  confermava con segni prodigi e miracoli.

La  comunione con Dio  è appunto confermata dai segni e se i segni  non si vedono  si può dubitare della sua presenza nella nostra vita.

Dio vuole darci i segni della comunione con lui, quotidianamente, per provvedere ai nostri bisogni, che anzi   ha già soddisfatti  in Cristo Gesù  poiché noi, come dice la scrittura “ siamo benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo”.

 Non illudiamoci,  praticare una religione non ci fa  camminare con Dio: camminare con Gesù  ci permette di stare, noi, suoi amati figli, in comunione con  Dio,  il nostro papà.

 L'ascolto della parola è l'apice della adorazione, ma essa è accompagnata dalla lode, che non è solo un servizio compiuto  di chi suona, ma un incoraggiamento alla partecipazione,  cantando le  lodi a Dio.

Come cita il salmo 68 Dio interviene nella celebrazione  e ci porta l'aiuto che ci occorre.

Nella celebrazione  non ci sono  dei rituali, ma solo la comunione di cui  la cena del Signore è un segno.

 Crescere nella conoscenza di Dio è crescere nel frutto e nella maturità.

Il pastore Beniamino ripercorre i primi tre passi già enunciati le settimane scorse:

la confessione di fede, la supplicazione con ringraziamento, l'adorazione che ci permette di ascoltare la voce del Signore, ed oggi  introduce  il quarto passo :

la COMUNIONE (koinonia = comunione – partecipazione).

Rammenta l'opera dello Spirito Santo che ci guida in ogni verità e l'opera di intercessione continua di Gesù in cielo, considera poi che veramente Dio non ci fa mancare niente.

 Lo Spirito Santo fa le opere di Gesù nella nostra vita, viene letto quindi  Giovanni 16:13:

Ma quando verrà Lui lo Spirito di verità Egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà, perché  prenderà  del mio e ve lo annunzierà”

Lo Spirito Santo ci porta tutto quello che è del Padre e del Figlio.

La comunione è rappresentata dal  matrimonio, dove viene condivisa la stessa visione, lo stesso cuore , la stessa vita, il futuro, le emozioni; laddove c'è veramente comunione c'è prosperità, intesa come prosperità dell'anima ed espressa dalla gioia e dalla pace.

 I Corinzi 10:16

“Il calice della benedizione, che noi benediciamo non è forse partecipazione con il sangue di Cristo? Il pane, che noi rompiamo, non è forse partecipazione con il corpo di Cristo?”

Questa nostra partecipazione  al corpo di Cristo come si concretizza, se noi non abbiamo niente da dare al Signore? Solamente partecipandogli I nostri bisogni e quindi  è Dio che ha comunione con noi, questo è un principio di grazia, poiché noi non potevamo presentarci alla sua presenza essendo peccatori,  ma Egli ci ha resi partecipi della sua natura divina, della sua vita,   del suo cuore dandoci l'unico suo figlio.

 Ecco la vera comunione.

 Noi partecipiamo al sangue di Gesù, sangue innocente, l'unico sangue dell'unico innocente che poteva riscattarci dai nostri peccati, “Ecco l'agnello di Dio che toglie I peccati dal mondo”  noi partecipiamo alle virtù contenute nel suo sangue, sangue di re che ci ha riscattati e resi partecipi della sua natura divina .

Il suo sangue ci ha liberati dai legami del peccato e dalle tradizioni umane, le quali sono  legami che illudono di avvicinare l'uomo a Dio,  ma noi sappiamo che solo Gesù ci ha riscattati con il suo preziosissimo sangue, per vivere nella libertà dei figli di Dio.

 Che grazia abbiamo ricevuto!!

 Nel corpo di Gesù c'è santità e nella santità c'è la presenza del Dio che è tre volte santo e per quel corpo che ci è stato dato e che ci ha resi santi, noi possiamo stare alla presenza di Dio.

Ci ricordiamo di tutto questo quando  prendendo tutti insieme il pane e il vino, partecipiamo al suo corpo e al suo sangue.

 Non crediamo di dare o di   fare qualcosa a Dio con l'intenzione di ricevere,  perché se noi riceviamo ciò di cui abbiamo bisogno è perché  Dio che  ha fatto qualcosa per noi:  per quel corpo e per quel sangue Egli ci ha resi innocenti e santi .

 II Corinzi 6:14 ci dice come portare avanti la comunione con Dio :

“Non vi mettete con gli infedeli sotto un gioco poiché quale relazione c'è fra la giustizia e l'iniquità? E quale comunione fra la luce e le tenebre?E quale armonia c'è fra Cristo e Belial ? O che parte ha il fedele con l'infedele?

 Nessuna relazione fra la giustizia e l'iniquità, e nessuna armonia fra Cristo e Belial (buono a nulla-perverso) tanto meno fra il fedele e l'infedele, colui cioè che non  ha il principio della fedeltà e quindi non crede alla sua parola  e   non la vive.

Simili ai cani tenuti al guinzaglio, sono guidati dall'avversario e non lo sanno, anzi   credono  di essere liberi perché fanno tutto ciò che vogliono, ubbidendo ai desideri della carne;  e non sanno che libertà è poter scegliere e decidere cosa fare  è poter gestire in autonomia desideri sentimenti ed emozioni.

Il salmista dice : “Anima mia benedici l'Eterno”, parlando alla sua anima ci insegna ad avere così un controllo su di essa.

 Dio ci ha comunicato e partecipato la sua potenza per vincere, dandoci   la sua parola.

David sfidò Goliath sicuro che Dio lo avrebbe liberato dal gigante come l'aveva liberato dal leone e dall'orso, infatti Dio ha guidato la mano di Davide e Goliath è stato abbattuto.

 La fede che abbiamo è la fede di Dio: Marco 11:22

“ Allora Gesù rispondendo disse loro : Abbiate la fede di Dio!”

Lo Spirito Santo ha comunione con noi, ci partecipa tutto quello che riceve dal padre e dal figlio, tutto ciò che lui è:  la sua  personalità , il suo carattere, ed anche  tutto ciò che ha :  doni, unzione, autorità, guida, cura, misericordia, consolazioni.

Esultando per avere comunione con lo Spirito Santo, poiché Lui per primo  ha comunione con noi  e ci partecipa tutto ciò che ha ricevuto dal Padre e dal Figlio, il Pastore conclude lasciandoci  parole di forza che ci accompagneranno nei giorni prossimi: Noi non possiamo fallire, abbiamo tutto a disposizione e nella libertà che ci ha dato il Signore Gesù possiamo ricevere tutto ciò che vuole darci.

Alleluia.

 Francesca