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Predicazione del  31.10.2010
Redazione a cura di F.sca Lo Cascio
Pastore Beniamino Cascio

 

VERSO LA CONOSCENZA DI DIO : LA COMUNIONE Parte 2

 

Continua questa domenica la predicazione già iniziata  domenica scorsa, sulla Comunione (Koinonia) quarto passo verso la conoscenza di Dio.

 Il pastore ci ricorda  che la comunione che abbiamo con il Padre è il dono di Cristo  derivato dal suo sacrificio e  grazie a questo patto di sangue che Gesù ha fatto con l'umanità redenta  è possibile viverla quotidianamente.

 Questa riacquistata  comunione con Dio si estende anche nel rapporto con i fratelli  partecipando loro l'amore di Cristo  con il servizio, con atti di misericordia, portando I pesi gli uni degli altri, pregando per loro.

 E' escluso quindi qualsiasi giudizio verso I fratelli, poichè neanche Dio adesso  giudica, questo è il tempo in cui  Egli elargisce la sua grazia affinchè tutti possano essere salvati; prestiamo quindi attenzione a non giudicare poichè Dio ci fa sapere che  saremo giudicati con lo stesso metro di giudizio,  viviamo perciò nella chiesa la   comunione che a così gran prezzo ci è stata donata, aiutandoci  a non peccare,  ricordandoci che siamo finalmente ritornati al Padre come suoi figli, riscattati dal sangue di Gesù , il figlio di Dio.

 Anche se spesso si sente dire che “siamo tutti figli di Dio” ,  noi sappiamo che questa opinione abbastanza condivisa da molte persone,  non è corretta ma può diventare l'occasione e  lo spunto per annunciare l'opera di salvezza del nostro Signore.

Viene una riflessione: non si domandano certuni che scopo ha avuto la venuta di Gesù sulla terra dal momento che  siamo già tutti   figli di Dio?  che  bisogno c'era che ven isse a portare una buona notizia di salvezza? di salvezza da che cosa se apparteniamo già a Dio e al suo Regno?

 Gesù ha pagato con la sua vita e a prezzo del suo sangue, per riportare al Padre chi crede in Lui, ha vestito un corpo di carne, è morto ed è resuscitato e con quel corpo resuscitato  siede alla destra di Dio  e intercede per sempre per noi, suoi figli, e tutto ciò per strapparci dal regno delle tenebre e portarci nel regno della luce.

 Molte volte però dubitiamo di Dio, polemizziamo con I fratelli senza ricordarci la loro e nostra preziosità, dimenticando che siamo chiamati ad avere koinonia, comunione, a partecipare alla vita dei fratelli, aiutarli se peccano, perchè Dio desidera dare vita, salvezza, benedizione e chiede a noi di avere questo tipo di rapporto nella chiesa.

 Avendo ricevuto la natura di Gesù, è come se avessimo adempiuto tutta la legge tramite Lui  e  Dio ci guarda attraverso il suo figliolo e  ci vede perfetti, così come vedeva perfetto il popolo di Israele tanto che al profeta, benchè questo popolo lo avese stancato, disse che poteva solo benedirlo e mai maledirlo.

 Dio non permette a nessuno di toccare ciò che gli appartiene, noi gli apparteniamo e Lui appartiene a noi , siamo la sua eredità in Cristo Gesù, ma appartiene anche ai nostri fratelli, cosicchè abbiamo un patto a tre. Nella natura che Dio ha messo in noi c'è l'amore e quindi non possiamo giudicare, ma amare e perdonare, altrimenti  come verranno ascoltate  le nostre preghiere?

Benedicendo possiamo far cambiare la situazione in cui vive un fratello portandogli guarigione, salvezza cambiamento , liberazione, rivelazione.

In Atti 2: 42 è riportata l'abitudine dei convertiti della chiesa primitiva, di vivere in comunione e di avere ogni cosa in comune:

Anche Dio ha messo in comune con noi tutto ciò che egli ha e tutto cio che egli è: ricchezze promesse benedizioni,quindi non manchiamo di niente, in virtù del patto egli provvede ad ogni nostro bisogno, impegnandosi a darci tutto ciò che ha promesso.

 Questo rapporto di patto con Dio e I fratelli, prevede una totale comunione esemplificata nella  chiesa degli Atti, e il valore e l'importanza di questo legame è ben descritto nel capitolo 5 dove è riportato l'episodio della morte improvvisa di una coppia che mentendo sul ricavato della vendita di un terreno, depositava ai piedi degli apostoli  una cifra inferiore al reale, spezzando in questo modo l' impegno sacro di comunione e relazione con Dio e I fratelli .

In un ambiene comunitario non può regnare la bugia o una azione sbagliata - Dio non starà dalla nostra parte -  la comunione più grande che Dio ci chiede è comunicarci, partecipare, gli uni gli altri I suoi insegnamenti .

 Abbiamo quindi compassione per gli altri e per le loro necessità, provvedendo ai loro bisogni sapendo che Dio provvederà anche ai nostri bisogni.

Al pari facciamo riposare lo stanco, ed entreremo anche noi , in tutte le aree della nostra vita nel riposo.

 Da questa Koinonia - comunione  fraterna – scaturiscono tutti I servizi di assistenza, di guarigione, etc.  anche detti “diakonia” il cui moto è l'amore di Cristo; il pastore ci esorta dunque a non far diventare questi servizi mere attività sociali.

 I Corinzi 1:9 “ Fedele è l'Iddio dal quale siete stati chiamati alla comunione del suo Figliolo Gesù Cristo nostro Signore”

Partecipiamo quindi Gesù Cristo:  alla chiesa con il servizio  e al mondo annunciando il suo evangelo e testimoniando la grazia di Dio potente a provvedere ad ogni bisogno, con la sapienza , con l'unzione e la potenza che Egli ci da, .

Poichè Cristo non può rimanere nascosto, come non è stato nascosto il suo sacrificio sulla croce , spettacolo pubblico  che pubblicamente deve essere testimoniato.

 I Giovanni 1:3 “Quello, dico , che abbiamo visto e udito noi l'annunziamo anche a voi, affinchè anche voi abbiate comunione con noi e la nostra comunione è col Padre e con il Figliolo, Gesù Cristo.  E noi vi scriviamo queste cose affinchè la nostra allegrezza sia compiuta”

 La chiesa deve essere aperta, non richiudiamoci quindi  fra noi , perchè il vangelo deve essere partecipato al mondo come hanno fatto tutti gli apostoli e come la Gerusalemme celeste ha dodici porte sempre aperte, così la chiesa deve essere aperta per condividere con tutti l'evangelo affinchè la benedizione scenda su tutti.

 

Francesca