Stampa PDF
AddThis Social Bookmark Button
Predicazione del 30.05.2010
Redazione a cura di F.sca Lo Cascio
Pastore: Claudio Bellini

 GETTA IL TUO SECCHIO

 

La predicazione di oggi inizia con la lettura di Esodo 8:8-10 : “Faraone chiede a Mosè di pregare l'Eterno affinché lo liberi dall'invasione delle rane . Quando devo intercedere per te? DOMANI disse Faraone”.

Prosegue con il vangelo di Luca  9:57-62  “Seguire Gesù  senza guardare a ciò che lasci”.

Questi versetti verranno ripresi alla conclusione del messaggio come due fili lasciati in sospeso per annodarli poi.

Il brano portante è il capitolo 4 del Vangelo di Giovanni “La Samaritana”.

 Si apre con una scena assolata, è mezzogiorno – l'ora sesta – c'è un pozzo, una donna con un secchio, Gesù seduto presso il pozzo, stanco del cammino, si riposa .

Inizia un colloquio fra i due con la richiesta di acqua da parte di Gesù .

La donna è  Samaritana, emarginata dalle genti per la sua situazione familiare, la sua moralità è compromessa e per questi motivi va al pozzo nell'ora centrale del giorno quando tutti sono in casa, non ha rapporti con gli altri e perciò  si meraviglia che un uomo e per di più un giudeo le rivolga la parola.

Lei non conosce Gesù, ma Gesù conosce tutto di lei, sa della sua situazione e conosce il suo bisogno più profondo. Fatto singolare la donna non gli da da bere come le ha chiesto ma è Gesù che le offre  acqua: è un'acqua particolare, non è da bere eppure  colui che la berrà non avrà mai più sete e fatto strano quest'acqua diventerà in lui una fonte che zampillerà in eterno.

La donna non comprende la portata delle parole di quest'uomo, chiede di avere quell'acqua per non dover andare più al pozzo .

Il colloquio continua ; Gesù le fa presente la sua situazione di donna non sposata ma che vive con un uomo che non è suo marito e per queste parole lei lo riconosce un profeta.

 Il pastore mette in evidenza la differenza fra l'acqua di pozzo e l'acqua di  fonte: la prima stagnante, la seconda fresca, che scaturisce di continuo e fa il paragone fra le tradizioni umane e la religiosità che come acqua ferma non soddisfano mai la sete di conoscenza di Dio, mentre la Parola del Signore, come acqua di fonte, soddisfa appieno la sete dell'uomo di conoscere Dio e  la verità , rinfresca la mente, lo spirito e il cuore e da lì come acqua di fonte sgorga per soddisfare la sete di altri.

 Il Signore non fa classificazioni nel rapportarsi con le persone, non esclude nessuno, offre la sua Acqua a tutti, ma quanti la vogliono bere?

 Il brano è denso di insegnamenti: non c'è un posto particolare dove adorare Dio, ma c'è un modo particolare, voluto da Dio stesso: quello di adorarLo in spirito e verità, questi saranno i veri adoratori; non contano i luoghi o le persone scelti dagli uomini o dalle tradizioni antiche! Dio è spirito e Gesù è acqua viva:

La donna all'arrivo dei discepoli se ne va e lascia il suo secchio  al pozzo senza attingere acqua.

Adesso il suo bisogno è un altro:  andare a parlare alla gente del posto di quest'uomo capace di dirle tutto ciò che ha fatto, sarà forse lui il Cristo?

Ancora non ha ben capito cosa le abbia offerto, ma tanti andranno per mezzo suo al Signore e lo riconosceranno il Cristo e il Salvatore del mondo.

 Il  pastore invita a lasciare il secchio e a non attingere al pozzo nella cui acqua non c'è vita , ma andiamo a Colui che è acqua viva solo in Lui c'è la VITA.

Ecco,i fili lasciati in sospeso all'inizio vengono ripresi: non facciamo come il Faraone, non diciamo DOMANI quando è oggi il tempo per rivolgersi al Signore, non lasciamoci scappare l'opportunità

e sopratutto non diamo più importanza alle nostre attività, ai nostri impegni, ai nostri sentimenti per quanto importanti siano invece che alla voce di Gesù che ci invita a seguirlo, lasciamo le vecchie abitudini, gli atteggiamenti mentali di un tempo ormai finito: sono come secchi divenuti inutili.

 Adesso c'è un nuovo recipiente da riempire, il nostro cuore, dal quale deve sgorgare l'acqua viva della parola di Dio, alimento e refrigerio per ogni essere umano.