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Predicazione del 20.6.2010
Redazione a cura di F.sca Lo Cascio
Pastore Beniamino

 

IL TEMPIO DI DIO

GIOVANNI   2: 13

EBREI          10: 5

GIOVANNI   1: 14

EFESINI        4: 20 – 24

I CORINZI     3: 16

I CORINZI     6: 19 – 20

I PIETRO        5:  7

 

La predicazione di oggi si apre con la lettura del vangelo di Giovanni al capitolo 2 .

Giovanni ci riporta l'episodio della purificazione del tempio dai venditori di animali e dai cambiavalute che  Gesù scaccia in modo irruento  ordinando   di portare via tutte quelle cose “Non fate della casa del Padre mio una casa di mercato”, i Giudei si stupiscono di questo comportamento e gli chiedono: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?” La risposta di Gesù anche questa volta è  enigmatica, apparentemente non conseguente alla domanda : “Distruggete queste tempio e in tre giorni io lo ricostruirò” e naturalmente loro non riescono a comprendere, un tempio per la costruzione del quale ci sono voluti quarantasei anni tu lo ricostruiresti in tre giorni?

Che cosa presuntuosa!  Si nota in questa risposta una punta di ironia e di sarcasmo, come se Gesù avesse detto  una sciocchezza.

I giudei non sanno che il tempio al quale si riferisce Gesù non è la costruzione bellissima tutta bianca e oro di marmo splendente che i viandanti vedono da lontano, ma è il  suo corpo. Non è di quella costruzione che si tratta e non è quello il tempo necessario!  si tratta della distruzione e della ricostruzione  del suo corpo!

E cosa stupefacente ne parla come di un TEMPIO, si,  un tempio, un  tabernacolo,  ma  di carne , un corpo, in cui Dio si è manifestato al mondo e contemporaneamente lo offre come sacrificio perfetto  a Dio, per la redenzione di chiunque crede: “Ecco io vengo per fare o Dio la tua volontà” Questa offerta non è quella prescritta dalla Legge per il peccato,non è il sangue di animali che non ha potere di toglierli che Il Padre gradisce,  ma quello volontariamente offerto dal suo amato Figlio una volta per sempre, questo Sacrificio  sarà  irripetibile per l'eternità.

Gesù è venuto per fare un'opera di sostituzione, Lui è stato crocefisso prendendo su di se i  peccati , il giudizio, le malattie e da in cambio delle nostre vite la sua, sapendo perfettamente che nessuno avrebbe avuto modo di riscattarsi da solo .

Nasce così una nuova vita in chi crede in Lui, è la SUA VITA e   una nuova natura, è quella divina, Cristo porta con se tutta la pienezza di Dio, la sua potenza, la sua grazia le luci delle sue perfezioni, la sua parola di verità santa, la sua ubbidienza. E in virtù di questa opera universale, Dio vede il credente così com'è suo Figlio: santo, ubbidiente. Questa è la grazia di Dio, è il suo capolavoro. E' il nuovo uomo - spogliato della vecchia natura di peccato -  adesso è santo, giusto e vive  nella perfetta ubbidienza alla parola di Dio e può finalmente stare con il suo Creatore santo,  tre volte santo.

Ed è bene sapere che in questa nuova identità, potremmo cadere comunque in peccato ed essere certi  che il Signore ci riceverà alla sua presenza, nonostante la sua santità, per perdonarci poiché “egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” I Giovanni 1:9.

Ecco che l'uomo nuovo non ha più bisogno di recarsi ad un tempio come faceva prima ma egli stesso adesso  è divenuto il tempio di Dio, un tempio santo perchè Dio stesso abita in lui e  ha fatto dono dello  Spirito Santo alla sua nuova creatura comprata a caro prezzo:  il prezzo della vita di Gesù.

Pertanto riconosciamo di non appartenere più a noi stessi, ma a Dio perchè volontariamente  abbiamo messo la nostra vita nelle sue mani e per ogni cosa che ci riguarda chiediamo sempre al nostro Signore al quale apparteniamo cosa vuole che facciamo del nostro corpo e con il nostro corpo, sapendo che attraverso di esso noi manifestiamo la presenza di Dio e le persone devono vedere Dio che parla loro usando la nostra voce, il nostro corpo.

Non temiamo le nostre sollecitudini, i nostri problemi terreni, Dio che si prende cura degli uccellini e veste  splendidamente i gigli dei campi, si prende cura maggiormente dei suoi figli, impariamo a gettare su di lui ogni nostra preoccupazione o difficoltà o malattia, egli si prenderà cura di noi, poiché siamo sua proprietà.

Egli ha posto un sigillo su di noi!

Il suo nome è su di noi e  ricordiamoci  che ovunque andiamo lo rappresentiamo!

Che gioia e che onore! E che responsabilità!.................