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Predicazione del 18.07.2010
Redazione a cura di F.sca Lo cascio
Pastore Beniamino

 

 LA MENSA DEL SIGNORE

 

I Corinzi 11:23

I Corinzi 10:15

 

Questa mattina, la celebrazione del culto al Signore è completamente dedicata alla Santa Cena, ai suoi significati, ai suoi valori.

 Sulla  tavola apparecchiata con  la bella tovaglia spiccano disegnati  a mano i simboli della cristianità: la rete piena di pesci, l'amenorà, le spighe di grano; sopra,  il pane e il vino, che verranno presi al termine della predicazione del Pastore.

 Il Pastore Beniamino inizia leggendo dalla prima lettera dell'Apostolo Paolo ai corinzi il capitolo 11, versetto 23:

“Poichè io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso, che il Signore Gesù nella notte in cui fu tradito prese del pane e dopo aver reso grazie lo spezzò e disse : Prendete e mangiate questo è il mio corpo che è spezzato per voi fate questo in memoria di me. Parimenti dopo aver cenato prese anche il calice dicendo questo calice à il patto nel mio sangue fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me.” Poichè ogni volta che mangiate..........................................

 Viene letto anche dal capitolo 10 il versetto 15-17

 Vengono ricordati gli aspetti e l'importanza che ha  per noi la cena del Signore .

Poichè noi ci stiamo ricordando del sacrificio di Gesù, “Fate questo in memoria di me”, questo è un memoriale.

 Altro aspetto è la gioia: Gesù  sulla croce vedeva chi veniva salvato per mezzo della sua morte;  la croce non era per lui motivo di sconfitta ma di vittoria poichè lì la morte veniva “inghiottita” ,  come sappiamo la morte è stata vinta, non l'ha potuto trattenere : Gesù era innocente , immacolato. Pertanto ricordare la sua morte non deve essere motivo di tristezza ma di gioia, sapendo appunto che per questa morte noi siamo stati salvati.

 Gesù mangia con gioia questa pasqua con I suoi discepoli dando un significato speciale a questa festa,  appunto  di memoriale in attesa del suo ritorno; analogamente viene ricordato come anche il popolo di Israele mangiava con gioia la pasqua in ricordo dei vari passaggi vissuti per entrare nella terra promessa. Si deduce quindi che

 Accostarsi alla mensa del signore è motivo di gioia.

Un altro aspetto è l'annuncio della sua morte fino a quando lui  tornerà.

Grande privilegio che abbiamo, di annunciare l'avvenimento più importante per l'umanità : la notizia di salvezza per ognuno, meraviglioso evangelo della grazia che è potente a salvare chiunque crede.

 Vengono ripresi i versetti 27,28,29 e 30 di I Corinzi 11:

“ Perciò chiunque mangia di questo pane e beve di questo calice del Signore indegnamente sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. Ora ognuno esamini se stesso e così mangi del pane e beva del calice”

 Viene così considerata l'importanza di quest'altro aspetto della cena del Signore: l'esame di se stessi..

 Di  importanza vitale, stando alle parole dell'apostolo Paolo, tanto che alcuni sono infermi, si ammalano e muoiono. Ma altrettanto importante è prendere coscienza che se ci accostiamo indegnamento siamo colpevoli del corpo e del sangue del Signore.

 Cosa ricercare in questo esame introspettivo? La nostra fede è viva? I nostri pensieri sono tutti carnali o spirituali?   camminiamo per la carne oppure per lo spirito?  Nella carnalità c'è assenza dello Spirito Santo e non apparteniamo a Gesù,  questo è l'indicatore di quanto siamo vicini o lontani a Dio, in questa condizione non possiamo ricevere nulla e sia Dio che  la chiesa ci sembrano  distanti.

Eppure  Gesù ci ha dato una famiglia, le sue parole “amatevi gli uni gli altri”, sono significative, I rapporti con I fratelli devono essere impostati sull'amore, sulla pazienza ,sulla disponibilità,  pronti a perdonare a ristorare la vita degli altri , solo così  saremo ristorati a nostra volta.

Gesù sulla croce soffredo atrocemente era preoccupato per noi. Preoccupiamoci dei nostri fratelli in ogni situazione, anche in caso di disaccordo, andiamo loro  incontro, considerando che Dio ci ha trattato secondo il suo carattere: cioè con AMORE,  provvedendo il piano per la nostra salvezza, donando l'unico suo figlio.

 Non  dobbiamo astenerci dalla cena del Signore qualora  ci fossero incomprensioni con un fratello o una sorella, ma agiamo piuttosto per fede:  esaminiamo noi stessi;  avremo l'opportunità di chiedere perdono al Padre e di essere perdonati e purificati e così potremo partecipare alla mensa del Signore con gioia..Non dubitiamo del perdono perchè Gesù ha compiuto ogni cosa, ed in Lui abbiamo  tutto pienamente.

 Siamo il corpo di Cristo,  abbiamo quindi comunione con Dio, con i fratelli e la chiesa, sarà  una benedizione, una gioia di cui  non è bene privarsi.

Non  evitiamo di avere rapporti con coloro con cui abbiamo qualche difficoltà,  perchè  la comunione con i fratelli è indice di comunione con Gesù.

 Ultimo aspetto  l'Alleanza .

Alleanza o  patto fatto con i suoi figli. Gesù  prendendo quel calice disse: “ questo è il calice del patto nel mio sangue”.

In quel calice ci sono tutte le promesse  della parola di Dio per noi, suoi figli, infatti il patto è fatto con i figli  come anche  il pane è per i figli.

Il pane rappresenta Cristo e da vita a chiunque lo mangia. Mangiare significa credere nelle sue parole e in questo pane c'è liberazione, guarigione. Ricordando la donna sirofenicia, il Pastore mette in primo piano la sua fede che le permise di credere al di là delle parole di Gesù, apparentemente offensive e  superando l'evidenza e  le regole sociali e l'orgoglio, ottenne la liberazione di sua figlia poichè grande era stata la sua fede , proprio come Abramo che al di là della tragicità del momento, sapeva che Dio gli avrebbe in ogni caso restituito suo figlio “come in una resurrezione”.

 Esempi di fede che hanno superato millenni ed ancora oggi ci parlano e ci mettono a confronto.

 Mangiamo il pane con fede sapendo che le guarigioni sono per noi, Gesù è la nostra liberazione e la nostra guarigione, prendiamolo  in comunione gli uni con gli altri, poichè partecipiamo tutti insieme a quell'unico pane.

Francesca