Predicazione del 5.09.2010
Redazione a cura di F.sca Lo Cascio
Pastore Beniamino Cascio
IL PREMIO DELLA SUPERNA VOCAZIONE
Una delle armi potenti che esiste sulla terra è la preghiera , essa infatti può cambiare ogni cosa, ogni situazione, può muovere la mano di Dio.
La preghiera è sì una richiesta a Dio o l'esposizione di nostri bisogni o problemi ma non si esaurisce con il solo nostro parlare, la preghiera non è un monologo bensì il dialogo che intratteniamo con il nostro Padre, quindi non siamo frettolosi dopo aver parlato, ma restiamo in attesa della risposta perchè Egli risponde sempre a coloro che Gli parlarno. Altrimenti perchè dovremmo rivolgere una preghiera a Dio se fossimo in dubbio di ricevere una risposta certa? Che senso avrebbe! Ma noi parlamo con Dio e Dio parla con noi!!
Cercatemi con tutto il cuore e io mi farò trovare da voi” Dice il Signore, facendo intendere che chi gli si rivolgerà troverà un padre attento, pronto ad ascoltare ed a instaurare un rapporto d'amore.
La lode con il suo canto accompagna la preghiera, manifestando un cuore pieno di certezza e grato della sicura risposta .
La lode ci permette di avere armonia e pace nei rapporti con gli altri; parliamoci con salmi e inni spirituali, esortandoci e incoraggiandoci.
Filippesi capitolo 3: 13-17
“Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendondomi verso le cose che stanno davanti, proseguo il corso verso la mèta verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù. Quanti siamo perfetti abbiamo questi penssieri......................”.
Da questo passo della lettera di Paolo alla chiesa di Filippi, il pastore prende spunto per incoraggiare tutta la chiesa ad andare avanti nel cammino di fede, senza attardarsi a considerare le cose passate, la vita di una volta, poichè è solo guardando a ciò che ci aspetta, al premio che Dio padre ci ha preparato in Cristo che proseguiremo nel cammino della conoscenza di Gesù, della potenza della sua resurrezione e nella fede in Lui.
Infatti, dice l'apostolo, questo comportamento è di chi è “perfetto”, ossia maturo in Cristo: le cose di ieri, la nostra posizione, le nostre certezze in cui credevamo egli le ritiene tanta spazzatura al confronto con la conoscenza di Cristo.
Ma ci sono ancora tante cose che fanno parte del nostro passato, che stanno “dietro” e che ci fanno restare “indietro” che il pastore ci fa considerare: sono le cose che ci fa piacere ricordare come ad esempio il bene che abbiamo fatto o I successi personali; purtroppo però con gli occhi rivolti al passato non possiamo vedere ciò che ci attende davanti in termini di fede e crescita spirituale (vedi la moglie di Lot) e sopratutto siamo impediti di fare cose nuove perchè il nostro orgoglio ci mette su un piedistallo, da questa posizione non possiamo guardare a Dio! Il premio sta davanti e assai chiara è l'immagine che ci da il pastore dell'agricoltore che guardando avanti, aspetta il frutto della sua semina e della sua fatica, sapendo che passerà del tempo ma che lo vedrà.
Ebrei 12: 1-3 Gesù aveva lo sguardo continuamente avanti, non guardava alle ingiurie, alle false testimonianze, alla condanna ingiusta ma guardava la gioia che gli era posta davanti, ossia noi, guardava al riscatto della nostra vita sopportando tutte le sofferenze.
La gioia sta davanti, il dolore e l'oppressione stanno dietro come tutte le opere del diavolo, ma il premio del Signore, le sue benedizioni ci stanno davanti.
Ci sono anche i ricordi del male che abbiamo ricevuto che ci impediscono di fare passi di fede e così gli insuccessi che abbiamo riportato, essi bloccano la nostra fede e ci fanno restare indietro.
Dimentichiamo e protendiamoci verso le cose che ci stanno davanti come la benignità del Signore, dice il salmo 103 “benedici anima mia l'Eterno e non dimenticare nessuno dei suoi benefici”
Anche le esperienze di fede in mezzo alle prove ci fanno vedere la fedeltà di Dio che ci tira fuori da ogni situazione, raccontiamo e testimoniamo le cose grandi che il Signore ha fatto per noi, le persone che sono state importanti nel nostro cammino di fede , persone preziose che ci hanno fatto incontrare con Gesù, così le rivelazioni tramite anche i sogni e le visioni con cui lo Spirito Santo ci ha parlato , prima fra tutte la rivelazione che ha accompagnato la chiamata che il Signore ci ha rivolto, non dimentichiamola! -Il Signore ha avuto fiducia in me-.
Infine I miracoli ricevuti o fatti attraverso di noi, noi stessi siamo un miracolo e Dio ci ha riempito di miracoli, la nostra esistenza è un miracolo, il fatto che abbiamo creduto in Gesù e nella sua parola eterna e siamo strumenti nelle mani di Dio per fare miracoli, dispensatori della grazia di Dio, questo è un miracolo!
Riprendendo la scrittura di Filippesi 3 verso 16 “ al punto in cui siamo arrivati camminiamo secondo la stessa regola di condotta in pieno accordo” esaminiamoci e chiediamoci a che punto siamo arrivati, vogliamo andare avanti ? Vogliamo continuare?.
Ebre 6:10-12 “..............................affinchè non diventiate pigri ma siate imitatori di coloro che mediante fede e pazienza ereditano le promesse”.
Noi abbiamo fede e pazienza perchè Dio ce l'ha date, usiamole affinchè possiamo vedere ciò che Dio ha preparato per noi e raggiungerlo; crediamo e camminiamo per fede aggiungendo ad essa la pazienza per ereditare le promesse di Dio.
Francesca









