Predicazione del 03.10.2010
Redazione a cura di F.sca Lo Cascio
Pastore Claudio Bellini
NON SI NASCE CRISTIANI, SI DIVENTA
2 RE:22-
L'argomento che il pastore Bellini affronta questa mattina prende inizio dalla lettura di 2°Re capitolo 22.
E' un brano bellissimo che racchiude vari insegnamenti.
Vi è narrato il ritrovamento del libro della legge durante i lavori di manutenzione della casa dell'Eterno e di come la lettura al Re Giosia da parte del suo segretario gli faccia comprendere quanto sia lontano il comportamento suo e di tutto il popolo dalla volontà di Dio.
Il popolo idolatra aveva unito nel tempio del Signore gli idoli cananiei e bruciato incenso negli alti luoghi intorno a Gerusalemme, per questo il Signore attraverso la profetessa Huldah promette sciagure, ma il re che si è umiliato e si è stracciato le vesti dal dolore non vedrà tutta la maledizione che seguirà: il Signore infatti lo riunirà coi suoi padri in pace prima tutto questo accada.
In seguito il re ordinerà che tutti gli idoli siano bruciati e siano uccisi chi serviva loro, fa un patto con Dio e tutto il popolo promette di seguire le parole del libro.
Ci viene fatto notare dal pastore, come la lettura della parola è veramente fondamentale per conoscere la volontà del Signore e di come nasce immediatamente il desiderio di far “pulizia” di tutto ciò che è contrario ai suoi voleri per ristabilire il rapporto con Lui, ed anche il consulto della profetessa fa riflettere: lo Spirito era sopra di lei come lo era sopra gli altri profeti: siamo nel Vecchio Testamento ed è da notare come il Signore non abbia tenuto conto nè di sesso nè di età quando ha voluto far conoscere le sue parole, ma allora come oggi guarda alla disponibilità.
Si ritrova anche il carattere del Padre sempre disposto ad ascoltare ed esercitare la sua misericordia verso coloro che riconoscono I propri peccati e soffrendo si umiliano davanti a lui, ma anche il Dio giusto che applica la sua giustizia, dopo aver anticipato a suo tempo il castigo.
Il pastore, collega questo ritorno alla parola di Dio durante il regno di Giosia, all'esigenza spirituale sentita fortemente in Europa intorno al 1500, di un ritorno appunto alla vera vita in Cristo, alla lettura della parola , agli usi della chiesa primitiva, quando I credenti si riunivano nelle case per condividere la loro fede in Cristo Gesù, di una chiesa insomma che fosse guidata dallo Spirito Santo.
Sola Fede, sola Scrittura, sola Grazia, erano i principi con I quali Martin Lutero dette avvio alla riforma protestante. Naturalmente si scontrò con la Chiesa di Roma, la quale si appoggiava su altri principi e che non accettò assolutamente la “eresia” di Lutero.
Si nota però che la Chiesa romana sta indirizzando I fedeli all'uso della lettura della Scrittura; intanto sono in vendita in edicola bibbie allegate ad un settimanale cattolico. Si potrebbe chiamare un ritorno alla parola? Speriamo.
Ci viene fatto considerare che comunque la parola da sola non basta per la nostra crescita spirituale occorre avere un rapporto con Dio per accrescere la nostra esperienza personale di Lui.
Altra verità è che non siamo cristiani solo perchè siamo nati in questa nazione ad alta prevalenza cristiana, ma cristiani sappiamo che si diventa con la conversione a Cristo, perchè gli apparteniamo e annunciamo la sua parola.
Così I figli nati e crresciuti in famiglie convertite non sono cristiani di fatto, anche loro dovranno convertirsi a suo tempo e fare l'incontro personale con Dio.
Un esempio di esperienza personale con Dio, è l'appello che fa il pastore al termine del culto dopo la lettura della parola: la chiesa rispondendo dopo aver ascoltato la scrittura fa un incontro personale con Dio, andando avanti e ricevendo la Grazia che Dio ha per ognuno di loro.
Romani 12:1 “Non vi conformate a questo mondo ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente affinchè conosciate per esperienza qual sia la buona accettevole e perfetta volontà di Dio”.
Sono messe in evidenza queste due parole : conoscienza ed esperienza, l'una segue l'altra, la parola da sola non basta ed anche l'apostolo Paolo invita a fare esperienza personale con Dio senza la quale è impossibile comprendere la volontà di Dio.
Chi non cresce nel rapporto con Dio è probabile che non legga la scrittura.
Vengono letti tre brani in cui i personaggi sono esempi di mancata conoscenza della parola o mancata esperienza della volontà di Dio .
Mosè non conosce la parola
Mosè ebbe un'esperienza personale con Dio al roveto ardente;si legge Esodo 3:1,
Dio lo chiamò e Mosè riconobbe la sua voce pur non esistendo la scrittura e quindi non avendo nessuna conoscenza della parola .
Paolo conosce la parola
Paolo conosceva la legge e i profeti ma non aveva un rapporto con Dio, perseguitava I cristiani credendo di rendere un servizio a Dio. L'incontro con Gesù avvenne sulla via di Damasco quando una luce sfolgorante lo investì e Gesù lo chiamò per nome dicendo di essere colui che egli perseguitava. Chi perseguita la sua chiesa perseguita il suo Capo: Cristo Gesù.
Atti 9
Samuele non conosce nè la parola nè la voce di Dio.
Samuele non riconosce la voce di Dio che per tre volte lo chiama per nome credendo che fosse Eli il sacerdote, a chiamarlo.E' precisato in I Samuele 3 che non conosce la parola di Dio nè l'Eterno.
Eli non comprende che Samuele è chiamato da Dio, la sua rilassatezza glielo impedisce (questo avviene quando ci allontaniamo dalla parola di Dio e diradiamo e trascuriamo il rapporto con Lui).
Francesca









