Predicazione del 01.08.2010
Redazione a cura di F.sca Lo Cascio
Pastore Beniamino
LA LODE NELLA BATTAGLIA
Domenica scorsa il pastore ci esortava a considerare l'aspetto del credente quale vincitore sulle avversità tramite la lode a Dio, oggi ci fa invece considerare l'aspetto della lode quale arma potente nelle nostre mani.
La lode infatti è uno strumento che ci è stato dato in Cristo Gesù e che la scrittura ci insegna ad usare per combattere e distruggere tutte le insidie del maligno.
Poichè nella vita dobbiamo affrontare momenti di difficoltà di vario genere, tempeste che ci vorrebbero far soccombere sotto I colpi dell'avversario, Il Signore ci ha forniti di questa “arma”: la lode, tramite la quale possiamo distruggere tutte le attività del maligno.
Oltre a queste varie situazioni si aggiunge anche il caso in cui il credente che si è allontanato da Dio, deve affrontare la tempesta che come conseguenza sopraggiunge e vediamo come nel caso di Giona, il mare in burrasca e il pesce che lo inghiottisce, sono situazioni in cui Dio lo prova per farlo riflettere e farlo ritornare al suo cospetto, cosciente della sovranità a cui deve sottomettersi.
Finalmente compreso questo, scaturisce dal cuore di Giona una bellissma lode che permetterà a Dio di farlo uscire dal ventre del pesce e calmare le acque per poi fargli adempiere la sua volontà.
Si deduce quindi che la lode è potente da portarci fuori da ogni difficoltà perchè il nostro Padre celeste,vedendo il nostro pentimento e ascoltando parole di riconoscimento della sua maestà, non chiuderà le sue braccia , ma ci accoglierà sempre giustificandoci della nostra empietà e ci farà grazia di salvarci da tutte le tempeste.
Si possono benissimo chiamare anche battaglie, poichè in questi frangenti ci sono veri e propri nemici che vanno affrontati e combattuti , ma con la lode avremo sicura e certa vittoria su di loro.
A tal proposito il pastore legge la seconda lettera ai Corinzi, capitolo 10 verso 3 a conferma che abbiamo a disposizione armi spirituali potentissime per le nostre guerre :
“Infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo nella carne, perchè le armi della nostra guerra non sono carnali ma potenti in Dio a distruggere le fortezze.”
Ringraziamo il nostro Signore Gesù per le lodi che la sua presenza dentro di noi, ci fa innalzare a Dio.
L'Apostolo Paolo fa presente che anche se viviamo nel mondo, non combattiamo con armi usuali ma spirituali.
Condizione essenziale è camminare nello spirito per potere sperimentare tutta la potenza della lode.
Paolo stesso insieme a Sila, sperimentò l'effetto che ebbe la preghiera e I canti a Dio durante la prigionia in Macedonia: il terremoto, le catene dei prigionieri spezzate e le porte delle celle spalancate furono una testimonianza di questa potenza, che si manifestò ancora più efficace nella conversione del carceriere.
Vediamo anche nel salmo 68, come ancora la lode prepara la via all'intervento di Dio, ed è proprio nelle difficoltà che si riconosce e si sperimenta che Dio è potente da eliminarle.
Poichè la lode è l'espressione viva della fede in azione, rende sensibie lo spirito nostro alla voce del Padre e alle rivelazioni che vuole comunicare.
Il pastore passa a presentare un altra potente capacità della lode: quella di allontare gli spiriti maligni.
Prende ad esempio il brano di I Samuele 16:23, nel quale viene narrato come re Saul fosse influenzato da uno spirito cattivo e di come Davide riuscisse a cacciarlo salmeggiando con la sua arpa.
Viene analizzato il carattere di re Saul dominato dalla gelosia e dall' invidia tanto da lasciare libero accesso ai demoni fino a desiderare la morte di Davide e mettere in atto tentativi di omicidio.
Il pastore esorta a fare attenzione a non dare spazio a tali sentimenti indicatori di mali e problemi psicologici quali angoscie, paure, ansie, amarezze e risentimenti.
Anche il profeta Eliseo si trovò un giorno di fronte al re di Israele in condizione di disturbo spirituale tale da dover ricorrere alla lode tramite I canti dei cantori chiamati appositamente per liberare il suo spirito e ricevere nuovamente rivelazione da Dio; lo si può leggere nel libro di 2° Re capitolo 3 verso 15.
Dopo ha potuto parlare ai re per bocca di Dio, e le sue indicazioni hanno potuto far si che I moabiti venissero sconfitti, anche se in seguito si ribellarono ancora a Israele. (il re di Moab fece una narrazione su una pietra di basalto di un metro e venti cm che si trova conservata nel museo del Louvre a Parigi).
La lode precede la vittoria nella battaglia e a tal proposito viene letto il brano di 2° Cronache al capitolo 20 dal verso 20 al 22. Quando appena i cantori cominciarono a cantare e lodare l'Eterno per lo splendore della sua santità i nemici di Israele rimasero sconfitti.
La nostra speranza di vittoria non è nei nostri tentativi o nei nostrti sforzi di volerla ragggiungere
a tutti i costi, ma nella lode e nell'adorazione del Signore.
Il pastore rimanda alla prossima domenica la continuazione della predicazione sulla lode.









